Il leader della Lega che due giorni fa si è iscritto a Parler si dissocia apertamente dall’ormai ex presidente, dopo i fatti del 6 gennaio a Capitol Hill, incolpando The Donald dell’assalto. Intanto Giorgia Meloni ribatte (ancora) alle accuse di essere simile a Jake Angeli

Matteo Salvini getta la maschera. O meglio la mascherina, quella di Donald Trump. Sembra proprio che il leader della Lega abbia deciso di voltare le spalle al presidente uscente, dopo i fatti del 6 gennaio scorso. L’assalto al Congresso da parte dei sostenitori del magnate diventato presidente ha messo in un certo imbarazzo la destra italiana. E proprio oggi Salvini si è formalmente dissociato dal presidente uscente.

“La mascherina di Trump la ho a casa. Se vuoi te la dono. Le immagini dei giorni scorsi sono state vergognose. Rischiano di vanificare una presidenza che di cose buone ne ha fatte. Quando vedi gente che assalta un Parlamento io sto dall’altra parte”, ha spiegato l’ex ministro dell’Interno, in una conversazione con Enrico Lucci. Alla domanda se la responsabilità di quanto accaduto a Capitol Hill fosse di Trump, Salvini ha risposto “evidentemente sì: sicuramente non gli ha detto subito, state tranquilli, state a casa”.

A onor del vero, la stima di Salvini verso Trump aveva cominciato a scricchiolare già sei giorni fa, a poche ore dai fattacci di Washington. “In democrazia chi vince ha sempre ragione, io sostenevo le idee dei repubblicani e di Trump, un conto è il voto, un conto è entrare armati in Parlamento, quella è follia”. Due giorni fa invece il leader della Lega aveva annunciato di essersi iscritto a Parler (poi finito offline), la piattaforma social molto in voga tra i supporters di Trump. Ora, forse, è arrivata la pietra tombale con parole che sanno di parola fine.

Ma non c’è solo Salvini. Anche Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia è stata direttamente coinvolta in una polemica con il direttore della Stampa, Massimo Giannini, che aveva accostato certi esponenti della destra italiana allo sciamano entrato a Capitol Hill. Il riferimento è a Jack Angeli, arrestato due giorni fa Washington per aver partecipato all’assalto entrando nella sede del Parlamento americano vestito unicamente di una lunga pelliccia e corna in testa, per poi farsi ritrarre dai media di tutto il mondo così.

Proprio oggi Meloni ha nuovamente risposto a Giannini, dopo una precedente risposta dello stesso alla prima reazione della Meloni. “Francamente, direttore, non scrivo queste parole per farle cambiare idea, e non replicherò oltre. Scrivo per chi legge, perché non c’è nulla del mio percorso politico di cui mi debba vergognare, e sono stufa di essere dipinta come un mostro solo per il fatto che ho scelto di non avere padroni e di continuare a difendere le idee della destra e dei conservatori. Chiedo a tutti di giudicare me e Fratelli d’Italia nel merito delle nostre azioni, e non per come la sinistra prova a rappresentarci nel tentativo di rendersi più presentabile”.

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