Sulla televisione iraniana viene diffuso il video di un sottomarino americano nello Stretto di Hormuz. Tra Teheran e Washington continua lo scontro di nervi

I media iraniani hanno mostrato filmati di un sottomarino della US Navy, riprese presumibilmente nell’area dello Stretto di Hormuz, dove la marina della Repubblica islamica era impegnata in un’esercitazione di addestramento.

Il filmato, condiviso sui social media dall’account Twitter @AuuroraIntel (che pubblica informazioni open-source sulle dinamiche dell’area), è stato ripreso da un elicottero Sea King iraniano. Sembra mostrare un sottomarino missilistico da crociera della Classe Ohio (SSGN) navigare a quota periscopio, e date le informazioni disponibili e rese pubbliche qualche settimana fa dalla Quinta Flotta americana, dovrebbe trattarsi dello “USS Georgia”.

Il Georgia è transitato lungo il Golfo Persico doppiando il 21 dicembre, in giorni di estrema tensione tra Usa e Iran. Scortata da incrociatori della US Navy, secondo quanto fatto uscire dal Pentagono trasporterebbe 154 missili da crociera Tomahawk e sul dorso dello scafo è visibile il deck per traportare gli incursori dei Navy Seals. Il transito in entrata è stato effettuato in emersione, le immagini sono sull’account Twitter istituzionale @Us5thFleet.

Il Georgia, fa notare l’esperto Hi Sutton è, con gli altri quattro SSGN di pariclasse, di gran lunga la piattaforma d’attacco convenzionale più pesantemente armata al mondo. Riprenderlo in movimento è tutt’altro che comune, così come non è stata comune la pubblicazione delle immagini sul suo dispiegamento da parte del governo statunitense (l’ultima volta che il Pentagono ha comunicato la posizione di un sottomarino nucleare è stato nel 2011).

La diffusione delle immagini da parte dei media iraniani è dunque una contro-provocazione. Mentre gli Stati Uniti hanno mostrato la loro “presenza”, come ha scritto sempre la Quinta condividendo l’immagine della “USS Nimitz” nel Mar Arabico, l’Iran ha voluto comunicare di essere in grado di seguire i pezzi pregiati dell’arsenale americano. Tra l’altro, è possibile che il Georgia si fosse avvicinato al luogo dell’esercitazione iraniana per raccogliere intelligence sulle manovre in corso (per esempio: è stato testato in quella esercitazione un nuovo siluro iraniano del tipo “Fateh”).

La pubblicazione di questo genere di immagini è parte del confronto in corso tra Usa e Iran, che passa molto attraverso il terreno dell’infowar. La guerra informativa, fatta di diffusione di informazioni (vere e a volte alterare) rientra in quelle operazioni psicologiche che compongono la cosiddetta “massima pressione”, la strategia americana per sfiancare Teheran — per esempio, nei giorni scorsi è stato dato molto peso alle missioni nel Golfo di flottiglie di B-52 decollato dagli Usa; oppure le accuse del segretario di Stato sui collegamenti Iran-al Qaeda.

A questo forcing l’Iran risponde con la massima resilienza con cui ha tenuto finora il punto anche nell’attesa di un’amministrazione statunitense più disponibile a un nuovo approccio. Il nuovo presidente Joe Biden potrebbe essere aperto a questo, sebbene Washington non perderà una postura severa riguardo a molte attività di influenza che l’Iran sta portando avanti nella regione a detrimento degli interessi degli Usa e dei suoi alleati.

 

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