Voci di compromesso tra Germania e Stati Uniti sul Nord Stream 2: Berlino valuta un meccanismo di interruzione delle forniture di gas per evitare pressioni di Mosca sull’Ucraina. Basterà?

E se Washington e Berlino avessero trovato un compromesso sul gasdotto Nord Stream 2? A rivelarlo è il quotidiano tedesco Handelsblatt, che ha raccolto una dichiarazione di Ned Price, portavoce del segretario di Stato americano Antony Blinken, secondo cui gli Stati Uniti seguiranno “le attività per il completamento o la certificazione del gasdotto e, se avranno luogo, assumeremo una decisione” sulle nuove sanzioni contro il Nord Stream 2. Ma le sanzioni, ha aggiunto il portavoce della diplomazia statunitense, sono “soltanto uno dei tanti strumenti importanti” a disposizione di Washington. Price ha poi osservato: “Stiamo lavorando a stretto contatto con i nostri alleati e partner per rafforzare la sicurezza energetica europea e proteggerla da comportamenti predatori”. Handelsblatt riporta anche le dichiarazioni di Thomas Bareiss, sottosegretario all’Economia e all’energia tedesco: “Il governo federale ha sempre sostenuto di prendere sul serio le preoccupazioni dei nostri partner”.

Come evidenzia l’Agenzia Nova, Berlino si starebbe muovendo verso il compromesso con Washington, seppure non ufficialmente, lavorando a una “soluzione a pacchetto” richiesta dagli Stati Uniti come condizione per non sanzionare il Nord Stream 2, ormai prossimo al completamento. In particolare, si tratta di dotare l’infrastruttura di un meccanismo di interruzione delle forniture di gas dalla Russia. Il dispositivo verrebbe azionato in caso di necessità, per esempio, qualora Mosca tentasse di esercitare pressioni sull’Ucraina come Paese di transito del proprio gas diretto in Europa. Il governo tedesco è aperto a discutere questa proposta con gli Stati Uniti, ma “rifiuta l’automatismo” a cui punta Washington.

In questo modo, infatti, il gas destinato alla Germania verrebbe messo “nelle mani dell’Ucraina”. Come nota Handelsblatt, non si può escludere che una disputa sul gas dalla Russia venga provocata da Kiev, non da Mosca. Secondo la Germania, “vale la pena”, quindi, di “prendere in considerazione una dichiarazione politica”. In tale atto, il governo tedesco si impegnerebbe a bloccare le importazioni di gas dalla Russia tramite Nord Stream 2, “se il Cremlino utilizzasse le forniture energetiche come arma contro i Paesi vicini”. Tuttavia, in tal caso non è da escludere che l’operatore del gasdotto, Nord Stream 2 AG, presenti richieste per il risarcimento dei danni.

La scorsa settimana su Formiche.net raccontavamo le previsioni ottimistiche di JP Morgan sugli investimenti sull’asse Washington-Berlino e gli sforzi europei a guida tedesca per bilanciare l’eccessiva esposizione con Pechino sui temi tecnologici. Ora un compromesso pare si possa trovare anche sulla questione russa (che ha spinto alcuni a suonare campane a morte per la politica estera dell’Unione europea fagocitata dalle capitali).

Senza dimenticare però ciò che diceva alcune settimane fa Formiche.net Marta Dassù, direttrice di Aspenia e senior director of European Affairs presso The Aspen Institute: “È una illusione pensare che, archiviata la parentesi Trump, si possa semplicemente tornare al passato. Perché Washington chiederà comunque all’Europa, e alla Germania in particolare, di assumere maggiori responsabilità, superando un approccio mercantile alle relazioni internazionali. E perché la Germania, inclusa l’opinione pubblica, non nutre più una fiducia incondizionata nell’alleato americano. Sarà un dare e avere, su una nuova agenda”.

Condividi tramite