La partita per il Copasir è ancora aperta. La via istituzionale di Fico e Casellati non chiude le porte alla politica. Volpi convoca l’ufficio di presidenza, un passo indietro non è all’ordine del giorno. Sullo sfondo si rafforza l’intesa Letta-Meloni

La lettera di Roberto Fico e Maria Elisabetta Alberti Casellati chiude davvero la partita per il Copasir? Non del tutto. Nella lunga missiva inviata all’attuale presidente del comitato di controllo dei Servizi italiani, il leghista Raffaele Volpi, i presidenti di Camera e Senato hanno apparentemente pronunciato un sonoro stop alla richiesta, avanzata da Fratelli d’Italia con il supporto di Forza Italia e Pd, di un cambio alla guardia alla guida del comitato.

Niente equivoci. “Non è prevista alcuna forma di rinnovo nel corso della legislatura”, si legge nel testo, “non può che conseguire dunque, come rilevato dai Presidenti delle due Camere nella citata lettera del dicembre 2011, la stabilità dell’assetto complessivo del Comitato anche per quanto riguarda la Presidenza”.

In verità, a leggere fra le righe, le parole di Fico e Casellati non sono affatto una pietra tombale sulla vicenda Copasir. Anzi. Punto primo: viene lasciato aperto uno spiraglio, perché “nel contesto attuale sono ravvisabili alcuni elementi di differenza rispetto al richiamato precedente del 2011, relativamente alla composizione non esclusivamente tecnica dell’Esecutivo”. Punto secondo: la soluzione dell’intoppo è rimandata alla Conferenza dei Capigruppo, cioè all’organismo che fa sintesi delle richieste dei partiti in Parlamento.

Qui, dove è la politica ad avere l’ultima parola, sulla strada della riconferma definitiva di Volpi si può stagliare un ostacolo. Si chiama Enrico Letta, è il nuovo segretario del Pd, e in neanche un mese in sella al Nazareno ha già fatto suo un vecchio motto della politica italiana: “Il nemico del mio nemico è mio amico”. Non si spiega altrimenti la scelta di rassicurare la leader in pectore della destra italiana Giorgia Meloni, nel loro primo incontro, dell’aperto sostegno del Pd alla candidatura del senatore di FdI Adolfo Urso (oggi vicepresidente) alla presidenza del Copasir. Un’intesa non scritta, siglata con buona pace della complessa partita in corso fra i vertici di Palazzo Madama e Montecitorio.

Uno scoglio, intanto, è stato superato. Dopo più di settanta giorni di inattività (l’ultima seduta risale al 20 gennaio), il Copasir torna a riunirsi. Questo giovedì, alle 14, Volpi riunirà l’ufficio di presidenza per “comunicazioni”. Un passo indietro non dovrebbe essere all’ordine del giorno. Da una parte, ma anche dall’altra, tanto che FdI è arrivata a chiamare in ballo perfino il Quirinale. Se Fico e Casellati hanno scelto di imboccare la via “istituzionale”, l’intervento di Letta costringe a lasciare aperta la porta delle trattative.

Le vie della politica sono infinite, il tempo della chiarezza no. Il Copasir è una istituzione cruciale per la vita democratica del Paese e ha bisogno di una guida stabile. Entrambi i candidati godono di indiscussa autorevolezza. Si decida una volta per tutte, mettendo da parte giochini e giochetti.

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