Tra i settori della ricostruzione libica che interessano maggiormente l’Italia c’è il trasporto aereo. Per questo, una delegazione di Enav, guidata dall’ad Paolo Simioni, è volata a Tripoli, precedendo la visita del premier Mario Draghi. La società italiana si occuperà si supportare il Paese nel ripristinare i collegamenti con l’Europa

Dalla ricostruzione delle infrastrutture al rilancio delle commesse interrotte insieme al regime di Gheddafi, sono molteplici i temi economici della visita in Libia di Mario Draghi. Un paio di settimane fa, dopo il colloquio con il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, il premier del Governo di unità nazionale (Gnu), Abdulhamid Dabaiba, aveva incontrato l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, per “discutere la cooperazione nel campo dell’energia”. Ieri a Tripoli è volata una delegazione di Enav, guidata dall’ad Paolo Simioni, per un incontro con il ministro dei trasporti Muhammad Salem Al-Shahoubi e con il presidente della Libyan Civil Aviation Authority Mustafa Benammar. Incontro organizzato grazie al sostegno della Farnesina dell’Ambasciata d’Italia a Tripoli, guidata dall’ambasciatore Giuseppe Buccino Grimaldi.

L’obiettivo, alla vigilia della visita del presidente del Consiglio italiano, “pianificare gli interventi necessari al rilancio dell’aviazione civile del Paese nordafricano e favorire il ripristino dei collegamenti diretti con l’Italia e l’Europa”. Sarà la Società italiana di assistenza al volo, infatti, a supportare nei prossimi mesi l’aviazione libica. Sostituirà gli equipaggiamenti danneggiati della nuova torre di controllo dell’aeroporto internazionale Mitiga di Tripoli, realizzata dalla stessa Enav nel 2019. L’azienda italiana fornirà inoltre tecnologie all’avanguardia per le torri di controllo degli aeroporti Tripoli e Misurata, e per il Centro di controllo d’area di Tripoli.

“La Libia per Enav rappresenta un Paese strategico”, ha spiegato Simioni. “Quasi tutti i collegamenti tra l’Europa e l’Africa equatoriale – ha aggiunto – passano sulla Libia e sull’Italia; se lo spazio aereo libico rimane chiuso al traffico aereo internazionale, le compagnie sono costrette di conseguenza a non attraversare neanche l’Italia”. Da qui l’esigenza si supportare la ripresa del settore libico. “Significa – ha rimarcato Simioni – non solo contribuire alla crescita delle attività commerciali di Enav, ma anche garantire un flusso aereo che rilanci i collegamenti con l’Europa e con l’Italia in particolare, e partecipare direttamente al percorso di stabilizzazione del Paese, rispondendo anche alle legittime aspettative di mobilità del popolo libico”. Ne beneficerà l’esecutivo guidato da Abdulhamid Dabaiba, fresco di giuramento a Tobruk, che dovrà traghettare il Paese verso le elezioni del 24 dicembre, come definito nel Foro di dialogo promosso dall’Onu.

L’azione di Enav in Libia non è una novità. Anche dopo la caduta del regime di Gheddafi, Enav ha collaborato ininterrottamente con le autorità libiche. Dal 2016 la collaborazione è stata sancita in un apposito memorandum di intesa, dedicato ad attività di formazione del personale operativo, ammodernamento delle infrastrutture per la navigazione aerea e servizi di consulenza aeronautica. Nell’ultimo biennio, la società ha siglato contratti con il suo omologo libico per l’ammodernamento di infrastrutture per la gestione del traffico aereo per un importo pari a circa 14 milioni di euro. “Tali interventi, attualmente in corso – conclude l’azienda – si collocano all’interno di un processo di sviluppo dello spazio aereo libico propedeutico al ripristino dei collegamenti diretti con l’Europa”.

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