Oggi il leader della Csu ha dichiarato per la prima volta che sarà disponibile a correre come candidato cancelliere dell’Unione. Dopo le elezioni regionali di metà marzo Angela Merkel era stata descritta dai media come “in fiamme” a seguito dei risultati scoraggianti della Cdu. E lo scivolone nei sondaggi a pochi mesi dalle elezioni ha scatenato il panico nella Cdu da poco guidata da Armin Laschet

Era da un paio di settimane che la voce di Markus Söder, presidente del ricco Land bavarese e leader della Csu, si faceva sentire. Ma non solo la sua. Qualche giorno fa un gruppo di membri della Cdu (partito gemello della Csu) ha fatto sapere di essersi schierato a favore di Söder per i bassi indici di popolarità di Armin Laschet, leader della Cdu, in vista delle elezioni di settembre. Il fatto ha fatto discutere: seppure i due partiti (che insieme vengono chiamati “L’Unione”), corrano sempre insieme, poche volte hanno visto membri di un partito apertamente supportare il leader dell’altro. Altri segnali di avvertimenti erano arrivati anche dalla stampa estera. The Times due settimane fa titolava: “Markus Söder: Il jolly che potrebbe emergere dal gruppo per succedere ad Angela Merkel“. La BBC affermava: “Un fan di Star Trek che potrebbe coraggiosamente andare a guidare la Germania”. Oggi Söder ha dichiarato per la prima volta che sarà disponibile a correre come candidato cancelliere dell’Unione, se l’Unione lo vorrà.

QUESTIONE K

Quella “K” sta per Kanzeler e la questione da dirimere è: chi tra il leader della Cdu e quella della Csu intraprenderà la corsa per il cancellierato? La prassi vuole che sia il partito più forte, quindi la Cdu, a scegliere. Ma stavolta la partita è aperta. “Entrambi potremmo essere adatti ed entrambi siamo pronti”, ha detto Söder dopo un incontro con Laschet. Entrambi pensano di avere “buone ragioni”, ma non hanno ancora preso una decisione definitiva sulla candidatura. Il governatore della Baviera, di fronte ai membri del Bundestag della Cdu e della Csu, ha detto di essere pronto a candidarsi e “ad affrontare questa responsabilità se la Csu, come sorella maggiore, lo sostiene ampiamente”. Se però la Cdu decidesse diversamente “allora accetterei anche questo – ha sottolineato Söder, aggiungendo – è importante che la decisione sia sostenuta da uno spirito comune di responsabilità.”

SCANDALI

Entrambi i partiti si trovano in una situazione difficile: alcuni loro deputati si sono dimessi dopo essere stati accusati di aver ricevuto pagamenti per organizzare appalti sull’acquisto di mascherine. Ma qualche giorno fa Johannes Steiniger, membro della Cdu, ha spiegato a Der Spiegel perché si dovrebbe preferire Söder a Laschet: “Dobbiamo competere con la personalità con cui abbiamo le migliori possibilità di vittoria secondo i sondaggi, e questa è di gran lunga Markus Söder – ha chiosato Steinger – la base del partito non sta con Armin Laschet.”

Questo tema ha fatto capire i disaccordi ancora molto presenti all’interno della Cdu a seguito dell’elezione di Armin Laschet, avvenuta a metà gennaio. Molti analisti nei giorni precedenti al voto fecero notare che Laschet fosse il candidato voluto da Merkel ma non quello desiderato dallo zoccolo duro della Cdu. Un lavoro di convincimento serrato avrebbe poi portato alla vittoria di Laschet su Friedrich Merz, causando malumori che ancora si fanno sentire. Steiniger ha dichiarato che l’Unione deve fare tutto il possibile per rimanere al potere: “Non ho voglia di fare quattro anni di opposizione”, ha aggiunto. La parlamentare della Cdu Veronika Bellmann è andata oltre, invitando Laschet a rinunciare alla sua candidatura a cancelliere.

ELEZIONI

Dopo le elezioni regionali di metà marzo la cancelliera Angela Merkel era stata descritta dai media locali come “in fiamme” a seguito dei risultati scoraggianti della Cdu. E lo scivolone nei sondaggi dell’Unione a soli cinque mesi e mezzo dalle elezioni per il rinnovo del Bundestag ha scatenato il panico. Il calo della Cdu a livello nazionale è sostanziale: dal 40% dello scorso giugno, quando la Germania veniva ampiamente lodata per la risposta alla crisi, a circa 30% di questo mese. I Verdi starebbero intorno al 21%. Il ministro delle Finanze e candidato cancelliere della Spd, Olaf Scholz, ha detto che i risultati delle scorse elezioni regionali hanno mostrato che un governo nazionale senza la Cdu potrebbe essere possibile. “Molto è possibile“, ha detto all’emittente ARD. Tranne gli 8 anni di cancellierato Schröder (socialdemocratico al potere dal 1998 al 2005 insieme ai Verdi) sono quasi quarant’anni che la Germania è guidata da un leader della Cdu.

CHI È SODER, IN BREVE

Söder, al contrario di Laschet, continua a godere di un forte tasso di popolarità, non solo in Baviera ma anche a livello federale. Viene spesso definito “populista” e visto come una personalità forte che è stata in grado di gestire la crisi pandemica. In passato ha fortemente criticato Angela Merkel per la politica di accoglimento “incontrollato” dei migranti e a livello europeo ha espresso posizioni simili a quelle che oggi portano avanti i così chiamati “Paesi frugali”, soprattutto durante la crisi greca del 2011. In seguito ha cambiato idea arrivando a dire di essere favorevole agli Eurobond. È un abile negoziatore avendo partecipato, con la delegazione della Csu, ai negoziati per la formazione dei governi degli ultimi 15 anni. È una personalità forte e un bravo oratore, anche grazie a un passato nella Bayerischer Rundfunk, una rete televisiva e radiofonica di servizio pubblico. Söder si è detto a favore di un breve lockdown duro per contrastare la pandemia.

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