Conversazione con Paolo Vannuzzi, responsabile commercial operations di Noovle, la società del cloud italiano targata Tim. La road map, gli asset strategici e il caso Intesa Sanpaolo. Gaia X? “Poter avere anche un polo europeo digitale di data center può garantire una gestione delle informazioni molto più vicina al territorio e una maggior certezza della compatibilità con le normative europee”

Una nuvola per gestire i nostri dati, garantire la sovranità secondo standard europei e permettere una migliore, sicura e rapida fruizione per sfruttare al meglio le opportunità della rivoluzione digitale. E ancora e-commerce, customer experience, smart working, formazione a distanza. È questa la sfida del cloud computing, un asset strategico del processo di trasformazione e di innovazione di molti universi.

Per capire quanto questa tecnologia può essere in grado di agire come leva di cambiamento per l’economia Formiche.net ha intervistato Paolo Vannuzzi, responsabile commercial operations di Noovle, la società del gruppo Tim che da gennaio scorso offre risorse, servizi e soluzioni su misura a imprese e organizzazioni di tutte le dimensioni e alla Pubblica amministrazione.

Toscano, classe 1970, Vannuzzi dal 2013 ha ricoperto il ruolo di ceo e direttore commerciale di Noovle srl, società nata nel 2013 dalla fusione della sua Global Base con Scube NewMedia, due forti partner Google for Work in Italia. Con lui abbiamo intrapreso un viaggio verso il cloud di Tim e non solo.

CHE COS’È NOOVLE

Nata a gennaio 2021 Noovle spa è una società interamente controllata dal gruppo Tim. “Noovle spa nasce dall’unione di due grandi mondi: dall’esperienza di Tim nelle infrastrutture, nei data center e nel private cloud e dalle competenze di digital transformation in ambito applicativo, machine learning e intelligenza artificiale di Noovle srl, il più grande partner di Google Cloud in Italia e il cui controllo è stato acquisito da Tim a maggio dell’anno scorso. Un mix di competenze che ha consentito di creare questo polo di eccellenza che ha l’obiettivo di diventare uno dei primi punti di riferimento in Italia con la system integration del mondo cloud”, spiega Vannuzzi.

A realizzare l’obiettivo di accelerare il processo di digitalizzazione del Paese concorrono una rete di Data Center italiani, all’avanguardia e sostenibili, e oltre mille professionisti guidati da Carlo D’Asaro Biondo, amministratore delegato di Noovle entrato in Tim lo scorso anno per implementare le attività cloud del gruppo e le partnership strategiche, tra cui quella con Google Cloud.

Presidente di Noovle è Mariarosaria Taddeo, professore associato all’Università di Oxford e massima esperta in tecnologie digitali e in Intelligenza Artificiale, che  ricopre il ruolo di Senior research fellow e vicedirettore del Digital Ethics Lab all’Oxford Internet Institute dell’Università di Oxford.

LE PARTNERSHIP STRATEGICHE

Google Cloud è partner strategico di Noovle e si avvarrà delle infrastrutture presenti nei data center di Noovle. “A livello commerciale, noi siamo un partner dell’ecosistema Google Cloud, il più grande dal punto di vista dimensionale e anche come volume – sottolinea il manager. La partnership prevede la creazione di due Region Cloud Google che useranno i Data Center di Tim. Per dare evidenza dell’importanza che ha questo accordo, a livello mondiale ci sono soltanto altre due aree geografiche dove Google ha creato due region, una negli Stati Uniti e una in Giappone. La terza è qui in Italia dove saranno aggiunti due poli, uno su Torino e uno su Milano per avere il massimo dell’affidabilità e anche della velocità per l’accesso alle informazioni. Questi data center saranno realizzati da Tim grazie alla grandissima capacità del nostro gruppo di lavoro di sviluppare questo tipo di infrastrutture di alta qualità e anche in ottica di sostenibilità ambientale”.

La società del cloud di Tim si avvarrà inoltre di importanti partnership strategiche realizzate con le principali società leader del settore quali Atos, Cisco, Citrix, Microsoft, Salesforce, SAP e VMware.

OBIETTIVI

Insieme ad altre iniziative strategiche come FiberCop e Timvision, Noovle rappresenta un punto cardine del piano strategico “Beyond Connectivity” del gruppo guidato da Luigi Gubitosi per il periodo 2021-2023, che si basa sull’idea della connettività come abilitatore di servizi, applicazioni e tecnologie.

“Noovle è centrale in questo processo di cambiamento e di evoluzione perché diventa il polo di eccellenza di Tim per lo sviluppo di tutti i servizi cloud e dell’edge computing. In questo piano strategico di crescita il ruolo sarà importante sia dal punto di vista di posizionamento del business sia dal punto di vista economico”, spiega il responsabile commercial operations di Noovle.

“Noovle – che ha obiettivi di crescita ambiziosi e si pone come il punto di riferimento per il cloud in Italia – prevede oltre all’erogazione di servizi di trasformazione digitale e di migrazione verso il cloud, anche la creazione di importanti asset che consentano di coprire le esigenze sia delle grandi aziende ma anche di arrivare ad automatizzare le piccole realtà”.

COSA SONO I DATA CENTER E PERCHÉ SONO STRATEGICI

I data center sono centri di elaborazione dati. Custodiscono informazioni che le aziende raccolgono, producono ed elaborano per operare. Quando i data center offrono servizi a distanza, allora si parla di cloud. Nel caso di Noovle la gestione dei dati sarà localizzata interamente in Italia. “È importante che i centri di elaborazione dati siano vicini al cliente, sia per fornire migliori prestazioni, sia per mantenere dati sensibili all’interno di un quadro di regole che assicura il rispetto della privacy”, racconta Vannuzzi, specificando che è stato necessario anche avere il nulla osta del comitato Golden power: “La costituzione di Noovle a settembre è stata immediatamente notificata dal gruppo Tim al comitato Golden power che a dicembre ha dato il via libera a procedere. L’attenzione alla sovranità italiana e alla privacy sono elementi fondamentali”.

CLOUD, A CHE PUNTO SIAMO IN ITALIA

Il Cloud e l’Edge Computing possono produrre impatti positivi in grado di rilanciare la performance economica e lo sviluppo sociale del nostro Paese, rimuovendo i principali freni che ostacolano la crescita, l’attrattività e la competitività.

Secondo Gartner l’adozione del cloud in Italia è in forte crescita: mentre l’informatica non cloud cresce di circa il 3%, l’informatica cloud cresce con una media del 19%. In base ai dati Eurostat, inoltre, l’Italia è nella classifica top 5 in Ue per adozione media di cloud nelle imprese, con il 59%, ben sopra la media Ue e dopo i soli Paesi scandinavi. In 2 anni la diffusione del cloud nelle aziende italiane ha fatto un salto del 250%, accelerata ulteriormente anche per effetto della pandemia.

“Il cloud è ovunque in crescita, e in Italia l’accelerazione è importante. Il messaggio di grande potenzialità per supportare la trasformazione digitale del Paese è stato recepito ed è stato evidenziato all’interno di alcune recenti normative che hanno aperto anche il mondo della pubblica amministrazione al cosiddetto public cloud, cioè quello erogato da piattaforme disponibili alla generalità del mercato con una semplice sottoscrizione, come quello di Google Cloud”, spiega Vannuzzi.

GAIA X

Anche l’Europa vuole finalmente la sua nuvola. “Non siamo la Cina. Non siamo gli Stati Uniti. Siamo Paesi europei con i nostri valori”, ha sottolineato il ministro per l’Economia e Finanze francese, Bruno Le Maire a giugno scorso in occasione della conferenza di lancio di Gaia-X, il cloud dei cloud, annunciando la partita che l’Europa vuole giocare nel Cloud computing.

Tra i giganti americani e cinesi si affaccia dunque all’orizzonte un nuovo attore cloud europeo. Il progetto si chiama Gaia-X, un grande hub per i tanti e diversi cloud europei ed è stato presentato dal governo tedesco nell’estate del 2019. L’obiettivo? Sviluppare un sistema cloud per la gestione dei dati delle aziende e dei cittadini europei. Attraverso Gaia-X si consentirebbe alle aziende di controllare tutti i diversi step della filiera di raccolta, analisi e conservazione dei dati. L’iniziativa vede la partecipazione di agenzie e imprese, incluse alcune italiane, tra cui la stessa Tim, ma anche Leonardo, Eni, Enel, Poste Italiane, Aruba, Retelit, Confindustria digitale, Cy4Gate e Intesa Sanpaolo. A destare preoccupazione negli ultimi giorni è l’apertura a nuovi soggetti come Palantir, Huawei e Alibaba, seppur non sia detto che membri riescano a ottenere l’etichetta Gaia-X. Ce ne parla Vannuzzi:

“Tim è stato il primo ad aderire al progetto con un ruolo importante. Si tratta di una iniziativa forte, indispensabile, vista la presenza quasi esclusiva di player stranieri sul mondo del cloud. Poter avere anche un polo europeo digitale di data center può garantire una gestione delle informazioni molto più vicina al territorio e una maggior certezza della compatibilità con le normative europee. Così come stiamo lavorando per i due poli strategici nazionali, allo stesso modo è per noi importante offrire un contributo diretto allo sviluppo di questo progetto europeo”. La roadmap precisa ancora non c’è, ma il progetto sta evolvendo.

QUALI SONO GLI ASSET DI NOOVLE

Facendo perno su una rete proprietaria di 17 Data Center distribuita su tutto il territorio nazionale e realizzata secondo i più avanzati standard tecnologici e di sicurezza, la società offrirà risorse e servizi innovativi assicurando la gestione di server, dati e informazioni in un ambiente cloud sicuro, localizzato in Italia. “In particolare, Tim ha affidato a Noovle il compito di realizzare sei nuovi Data Center specializzati nell’offerta public e hybrid cloud, con certificazione Tier IV, e gestire sette data center Core e quattro centri servizi già operativi per la più ampia offerta di soluzioni informatiche, dislocati su tutto il territorio nazionale, dai quali viene erogata l’offerta Cloud, hybrid Cloud e Multicloud di Tim”, spiega Vannuzzi. “Una infrastruttura all’avanguardia che nel 2022 raggiungerà oltre 50.000 mq di superficie totale su scala nazionale per una capacità che toccherà fino a 100 MW di potenza IT fruibile e strettamente integrata con la rete primaria in fibra ottica di Tim per una riduzione strutturale delle latenze di interconnessione tra i servizi”.

QUAL È LA PROPOSTA DI BUSINESS

Noovle focalizza la propria proposta sulla fornitura di servizi e soluzioni Multicloud innovativi e su misura per i clienti Tim, che vanno dalla gestione nei propri Data Center delle infrastrutture di rete, ai servizi di progettazione e assistenza, alla migrazione verso il cloud e al supporto delle attività di gestione collegate, utilizzando le più evolute tecnologie basate sull’intelligenza artificiale e l’Internet of Things. I servizi offerti permettono ai clienti di affrontare le sfide della trasformazione digitale e migliorare l’esperienza d’uso. “Noovle vuole accompagnare le aziende nei progetti di trasformazione cloud e quindi innovare il mondo del lavoro e l’esperienza digitale. Tutti questi servizi vedranno la sicurezza al centro della proposta. Su questo tema abbiamo delle competenze che nascono da anni di esperienza trasferita nei servizi che vengono erogati in particolare nella cura dei data center. Questo grande asset consente di gestire l’universo di informazioni all’interno del territorio nazionale nella maniera più sicura possibile per il cliente. Va aggiunto che il gruppo Tim ha una società specifica che si occupa proprio di cybersecurity, Telsy, con cui lavoriamo per la realizzazione di soluzioni dove Noovle ha l’obiettivo di coprire tutta la parte della sicurezza sul cloud e Telsy tutta la parte sulla cybersecurity”.

IL CASO BANCA INTESA SANPAOLO

Degno di nota fra i primi grandi successi di Tim e Noovle, il caso di Intesa Sanpaolo, che ha scelto il gruppo Tim per un vasto progetto di trasformazione digitale.

“Banca Intesa Sanpaolo, principale banca italiana e una delle prime in Europa, ha deciso di intraprendere con Tim il percorso di trasformazione verso il cloud. Il progetto garantisce il massimo delle prestazioni di una realtà molto delicata come può essere quella di un istituto bancario, che a quelli relativi alla compliance normativa rispondente agli standard europei in termini di ricezione del dato”, spiega Vannuzzi.

L’accordo raggiunto prevede la migrazione di una parte rilevante dei sistemi informativi della banca sui servizi cloud di Google che si appoggeranno ai data center di Tim con importanti vantaggi in termini di efficienza, minore complessità tecnologica, abbattimento dei costi, compliance normativa e sicurezza.

“Abbiamo messo le basi per accelerare grazie al cloud la trasformazione digitale del settore bancario e finanziario, anche in termini di efficienza e riduzione dei costi. Affidarsi ai fornitori esterni di alta qualità, in questo caso di Tim che è una società italiana rispetto a tante multinazionali estere che oggi presidiano i grandi clienti, offre una garanzia in più di sicurezza. Senza contare il fatto che affidare ad un player del settore la gestione dei sistemi consente alla banca di liberare delle energie per concentrarsi sulle attività core”.

Oltre a garantire una migliore efficienza all’interno dell’ente, le piattaforme cloud abilitano inoltre la realizzazione di nuovi servizi informatici per i clienti.

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