La Digital Dollar Foundation, in collaborazione con Accenture, lancia cinque progetti finalizzati a raccogliere i primi veri dati su una possibile emissione di valuta virtuale da parte della Fed, in un’ottica di risposta americana alla corsa cinese allo e-yuan. Ma Jerome Powell predica prudenza

Il dollaro digitale vede, passo dopo passo, la luce. La risposta americana all’avanzata dello e-yuan, vera e propria sfida al biglietto verde lanciata da Pechino non dovrebbe tardare a materializzarsi. L’organizzazione no profit statunitense Digital Dollar Foundation ha infatti annunciato il lancio di cinque programmi pilota nei prossimi 12 mesi, per testare i potenziali usi di una valuta digitale emessa dalla Banca centrale statunitense (Central bank digital currency), la Fed. Nell’ambito della corsa alle valute digitali legali, emesse dai regolatori e per questo ben lontane dalle criptovalute, si tratta comunque di un’accelerazione, dal momento che i progetti, in collaborazione con Accenture, sono i primi nel loro genere negli Stati Uniti.

Di che si tratta? Come ha scritto Reuters, il Digital Dollar Project condurrà cinque diversi programmi pilota nel corso dei prossimi 12 mesi, con l’obiettivo dichiarato di raccogliere una vasta gamma di dati, per informare i decisori politici americani su come sviluppare una valuta digitale di Stato. Christopher Giancarlo, ex presidente della Commodity Future Trading Commission nonché co-fondatore della Digital Dollar Foundation, ha in questo senso sottolineato la mancanza negli Stati Uniti di dati riguardanti una futura valuta digitale.

“Ogni settimana spuntano conferenze e documenti da tutto il mondo sulle monete virtuali, con dati di altri Paesi. Ciò che manca sono dati reali e test condotti dagli Stati Uniti. Stiamo cercando di generare anche noi tali dati”, ha messo in chiaro il manager. Tuttavia la Federal Reserve di Jerome Powell, in quanto custode della valuta di riserva mondiale, sta adottando un approccio cauto: lo stesso Powell ha sottolineato che è molto più importante fare le cose per bene, piuttosto affrettarsi a lanciare una valuta virtuale, tentando di anticipare gli altri. Cina in primis.

Giancarlo si è detto d’accordo con il presidente Powell, la cautela è fondamentale. Seppur senza mancare di sottolineare che in questo modo gli Stati Uniti rischiano di rimanere indietro, mentre la Cina avanza con l’imminente lancio dello yuan digitale, da utilizzare anche negli scambi quotidiani, e-commerce in testa. Non è certo un mistero che la sovranità globale finanziaria del dollaro potrebbe essere messa in discussione dalla moneta digitale cinese.  E allora alla Casa Bianca qualcuno ha deciso di correre ai ripari per evitare che l’avvento di uno e-yuan possa intaccare la centralità del dollaro.

E l’Europa? Dopo la pubblicazione della consultazione pubblica sull’euro digitale da parte della Bce, di cui anche Formiche.net ha dato conto, c’è da capire quali passi compirà la task force di Francoforte, guidata da Fabio Panetta. La consultazione è stata infatti un passaggio intermedio, anche necessario per la Bce per comprendere le aspettative dei cittadini e delle imprese dell’area euro. Ma è certo ormai che la decisione sull’avvio dello sviluppo di un euro digitale sarà presa dall’Eurosistema nel mese di giugno.

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