La Bulgaria ha annunciato l’espulsione di un diplomatico russo, ma è solo l’ennesimo atto di una partita a scacchi, l’escalation fra Stati Uniti e Russia che si riflette plasticamente sul quadro europeo, in particolar modo sul costone balcanico, diventato nuovo teatro di una guerra fra spie russe e occidentali

Chi lavora dietro le quinte dei “dispetti” balcanici? L’ultimo caso riguarda Sofia, ma è solo l’ennesimo atto di un copione già scritto e analizzato, che coinvolge Ucraina, Repubblica Ceca, Italia e Bielorussia. Al centro della partita a scacchi, l’escalation fra Stati Uniti e Russia che si riflette plasticamente sul quadro europeo, in particolar modo sul costone balcanico, diventato nuovo teatro di una guerra fra spie russe e occidentali.

QUI BULGARIA

La Bulgaria ha annunciato l’espulsione di un diplomatico russo, dopo che i pubblici ministeri hanno affermato che stavano indagando sul possibile coinvolgimento russo in quattro esplosioni nei depositi di munizioni in Bulgaria. In un incontro con l’ambasciatore russo, il ministro degli Esteri Ekaterina Zakharieva ha invitato la Russia a cooperare pienamente con le indagini bulgare sugli attentati e sul tentato avvelenamento del trafficante di armi bulgaro Emilian Gebrev. Mosca, che ha negato le accuse, ha detto che avrebbe risposto per le rime.

La probabile intenzione russa è focalizzata sul tentativo di appoggiare la fazione nazionalista del Paese, in modo che il governo possa affrontare i dossier più significativi sotto quella data pressione. Ma Sofia ha già annunciato che non accetterà la sua storica separazione dalla regione di Skopje, che è il risultato dell’accordo di Prespa sul nome Macedonia del nord.

DAI BALCANI AL MEDITERRANEO

Altro caso tocca la Romania: un video ritrae un russo, espulso per spionaggio, intento ad incontrare le sue fonti per ottenere informazioni riservate, mentre la polizia ceca è alle prese con i due agenti responsabili di un’esplosione nel 2014 e sospettati dell’avvelenamento di Sergei Skripal e di sua figlia. Il tutto mentre il presidente della Macedonia del Nord, pur non nominando esplicitamente Cina e Russia, lascia intendere la loro regia dietro questa nuova mossa sui Balcani.

Stevo Pendarovski ha detto che “tutti sanno di chi stiamo parlando” e ha menzionato specificamente la diplomazia del vaccino Covid-19, avvertendo l’Ue che se dovesse fallire la strategia di allargamento a est dell’unione ci sarà un aumento del populismo e delle turbolenze economiche nell’intera macroregione. “Quando sei assente, il vuoto strategico sarà riempito da qualcun altro”, ha dichiarato. Del tema si occuperanno anche i ministri degli esteri dei Paesi del G7, che oggi si incontrano di persona a Londra per la prima volta in quasi tre anni. Sul tavolo ufficiosamente anche le ripercussioni nell’intera area delle policies di soggetti particolarmente attenzionati, come il serbo Aleksandar Vucic, il secessionista bosniaco Milorad Dodik e il dossier fake.

SCENARI

I Balcani come detto rappresentano un nuovo terreno di scontro tra mega players, al pari del Mediterraneo dove il dossier energetico orienta schermaglie e alleanze. Lo dimostra la frenetica attività militare in quelle acque (e in quei cieli): il prossimo step sarà eccezionale, ovvero per la prima volta lavoreranno assieme la portaerei britannica “Queen Elizabeth” e la francese “Charles de Gaulle”. Il prossimo mese di giugno si terrà un’esercitazione congiunta anche al fine di mostrare i muscoli a chi come la Turchia, da quelle latitudini, intende proseguire nella moral suasion sui Balcani.

Il quadro che si sta delineando mostra nell’ordine una rete di sabotaggi, di spionaggio, di eliminazioni che si distende dall’Europa dell’Est all’Italia, proprio nelle stesse settimane in cui il caso ucraino è vicinissimo ad un punto di non ritorno. Da un lato ci sono i dubbi sul fatto che la governance europea si sia resa conto davvero della posta in palio, dall’altro c’è il peso specifico delle relazioni commerciali bilaterali (come l’asse del Nord Stream 2 tra Berlino e Mosca).

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