Messaggio a Erdogan: “Siamo faro di stabilità in molti campi d’azione paralleli, come energia, turismo, tutela dell’ambiente, tecnologia e commercio”

Mentre Usa e Francia sono impegnate nel riarmo di Turchia e Grecia (rispettivamente con F16 per Ankara, e con caccia Rafale e 3 fregate per Atene), tre nuovi player energetici, alleati fra loro, rafforzano la partnership: Cipro, Egitto e Grecia in occasione del 9° Sinodo trilaterale lanciano un messaggio a Erdogan: “Siamo faro di stabilità in molti campi d’azione paralleli, come energia, turismo, tutela dell’ambiente, tecnologia e commercio”. In sostanza si tratta di uno sforzo congiunto per rimuovere eventuali ostacoli alle nuove policies energetiche, che comprendono il nuovo interconnettore e il gasdotto che collegherà il giacimento cipriota “Aphrodite” con le stazioni di liquefazione egiziane e, di lì, verso i mercati europei.

INTERCONNESSIONE

Sul punto si segnala la realizzazione della nuova interconnessione elettrica tripartita tra le reti di Egitto, Cipro e Grecia, per rafforzare non solo la cooperazione economica e la sicurezza dell’approvvigionamento energetico dei Paesi coinvolti, ma anche dell’Europa, poiché creerà un canale per il trasferimento di quantità significative di energia elettrica da e verso il Mediterraneo orientale in un momento in cui il dossier energetico è di importanza vitale per imprese e cittadini.

Grecia ed Egitto hanno siglato un accordo di grande importanza geopolitica ed energetica per l’intera Europa, frutto degli ottimi rapporti Atene-Cairo, che offre anche assicurazioni sulla sovranità e sui diritti sovrani della Grecia sulle sue zone marittime.

Vi è nel testo un esplicito riferimento alla necessità di rispettare la sovranità e i diritti sovrani dei due Paesi nelle ZEE e nelle loro zone marittime, in conformità con la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare. L’accordo segue quello sulla delimitazione delle zone marittime tra Grecia ed Egitto, firmato il 6 agosto 2020.

GRECIA HUB ELETTRICO E VERDE

Le firme sono state poste dal ministro greco dell’Ambiente e dell’Energia, Costas Skrekas e dal suo parigrado egiziano con Mohamed Shaker, dopo il recente vertice bilaterale tra Mitsotakis e Al-Sisi.

Con questo passo la Grecia si candida a diventare un hub dell’energia elettrica verde, e al contempo contribuisce in modo dinamico al dibattito sulla sicurezza energetica in Europa. Per cui il nuovo cavo sottomarino migliorerà la sicurezza dell’approvvigionamento nell’area, aumenterà gli scambi energetici transfrontalieri, consentendo nel contempo l’ulteriore sviluppo delle Fonti Energetiche Rinnovabili. Inoltre il progetto è candidato ad essere inserito nei Progetti di Interesse Comune (PCI) dell’Unione europea, nell’ambito dell’interconnessione delle Reti Transeuropee dell’Energia, che faciliterà sia la concessione di licenze che il finanziamento stesso.

QUI ANKARA

Non si è fatta attendere la reazione di Ankara al vertice a tre. Secondo il ministro degli Esteri turco il vertice tripartito è una nuova manifestazione della politica ostile del duo greco-cipriota nei confronti della Turchia e della TRNC (La Repubblica turco cipriota autoproclamata e non riconosciuta dalle autorità internazionali). “La partecipazione dell’Egitto a questa dichiarazione, invece, è indice che l’Egitto non ha ancora capito con quale Paese può cooperare nel Mediterraneo orientale. Abbiamo dimostrato ad amici e nemici che nessuna iniziativa diversa dalla Turchia e dalla TRNC avrà successo nella regione. La Turchia sostiene progetti energetici che rafforzeranno la cooperazione tra i paesi della regione. Tuttavia, questi progetti non devono ignorare i diritti e gli interessi della Turchia e dei turcociprioti e devono essere inclusivi”.

Ankara punta alle proprie rivendicazioni nel settore marittimo e accusa i tre di aumentare la tensione nel Mediterraneo orientale, tensione però che è stata foraggiata dagli attacchi di Erdogan contro i Trattati internazionali che delimitano acque e confini.

ENERGIA E STABILITÀ

Il presidente cipriota Nikos Anastasiadis ha sottolineato che la Turchia porta tumulto nella regione e di fatto è l’unico Paese che non collabora con gli altri Paesi del Mediterraneo orientale: “Il dialogo è l’unica soluzione e la Turchia deve rendersi conto che trarrà molto più beneficio se contribuirà a una soluzione del problema di Cipro sulla base di principi, e non sulla base di una politica espansionistica e revisionista. Inaccettabile la soluzione per due stati indipendenti. Siamo un pilastro di stabilità e pace, e l’unico che disturba il diritto internazionale può essere la Turchia”.

Mitsotakis, Al Sisi e Anastasiadis hanno perimetrato la loro azione all’interno delle decisioni vincolanti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Secondo il premier greco “le nostre posizioni sono identiche nel condannare la pratica provocatoria e la retorica aggressiva della Turchia, perché le vessazioni della nave da ricerca Nautical Geo, così come le minacce di nuove trivellazioni illegali all’interno della zona economica esclusiva di Cipro, purtroppo non lasciano spazio a interpretazioni errate delle sue intenzioni”.

@FDepalo

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