Tre giorni tra Boston e Washington per il ministro e numero due della Lega. In agenda incontri con aziende, università e amministrazione Biden. Tutti i dettagli

Si apre nella mattinata americana (pomeriggio italiano) con una visita agli stabilimenti di Moderna la tre giorni di Giancarlo Giorgetti, ministro dello Sviluppo economico e vicesegretario federale della Lega, negli Stati Uniti. Il viaggio è pensato per confermare la svolta intrapresa dall’Italia dopo i due governi Conte. Come ha scritto la rivista americana Foreign Affairs, “allineando le sue politiche con le priorità statunitensi ed europee, l’Italia ha reso chiara la sua posizione nell’emergente competizione tecnologica tra Cina e Occidente”.

IL FILO CON GLI USA

Come sottolineavamo su Formiche.net nei giorni scorsi (prima qui, dopo qui), Giorgetti ha sempre mantenuto un rapporto diretto con gli Stati Uniti: prima da sottosegretario a Palazzo Chigi durante il governo Conte I quando, e alla Casa Bianca c’era Donald Trump, si occupava di dossier caldi come 5G e Golden power; poi da pontiere tra la Lega di Matteo Salvini colpita dalle inchieste sui presunti fondi dalla Russia e l’establishment americano; infine, da ministro del governo di larghe intese guidato da Mario Draghi, il cui feeling con l’amministrazione di Joe Biden è noto e solido (così come quello tra il ministro e il presidente del Consiglio).

GIOVEDÌ A BOSTON

La visita presso la sede di Boston del colosso farmaceutico fa seguito a un incontro avvenuto a luglio al Mise tra Giorgetti e il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario per le misure anti Covid, da una parte e due vicepresidenti dell’azienda, Nicolas Chornet e Said Francis, dall’altra. Dopo Moderna, il ministro si sposterà alla Harvard Business School per un visita del campus e per la premiazione delle startup italiane scelte nell’ambito del progetto di Harvard Business School e Università Bocconi B4i, con il professor Gianmarco Verona, rettore dell’ateneo milanese. Poi l’incontro con i rappresentanti italiani del mondo imprenditoriale, startup, collettività. Nel pomeriggio, invece, il ministro Giorgetti sarà alla State House per incontrare Charlie Baker, governatore dello Stato del Massachusetts. Baker, come raccontavamo nei giorni scorsi su Formiche.net, è un esponente dell’ala moderata del Partito repubblicano, che gode di ampio e diffuso consenso nello Stato tanto da pensare di candidarsi a un terzo mandato, in aperto scontro con l’ex presidente e riferimento del mondo sovranista Trump.  

VENERDÌ A WASHINGTON

Venerdì il ministro sarà a Washington per l’apertura della riunione del Sistema Italia negli Stati Uniti e avrà due incontri con l’amministrazione Biden: il primo con Isabel Guzman, direttrice dell’Agenzia per le piccole imprese; il secondo con Gina Raimondo, segretaria al Commercio che ha partecipato alla recente inaugurazione del Consiglio su commercio e tecnologia lanciato da Stati Uniti e Unione europea per lavorare assieme contro l’ascesa cinese in quei settori. Dopo un punto stampa all’ambasciata italiana, il ministro Giorgetti incontrerà il National Economic Council della Casa Bianca e visiterà Lockheed Martin, azienda leader del settore aerospaziale e difesa.

SABATO IL GALA NIAF

La giornata di sabato si aprirà con una visita al cimitero di Arlington e proseguirà con un incontro con l’ambasciatrice Mariangela Zappia a Villa Firenze, residenza d’Italia a Washington, con alcuni think tank statunitensi. Si concluderà con la serata di gala della National Italian American Foundation. Quattrocento gli inviti. Tra questi, a quanto si apprende sul sito della Niaf, anche il cantante Tony Bennett, l’attore Stanley Tucci, lo sceneggiatore Enrico Casarosa, l’amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono e John Silvestri, numero uno del Jefferson Health New Jersey.

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