Il G20 di Angela Merkel è il suo tour d’addio alla politica mondiale. Ecco cosa significa il gesto storico della cancelliera che lascia il testimone al leader socialdemocratico. Con la sua solita sobrietà

Il G20 di Angela Merkel è il suo tour d’addio alla politica mondiale. Infatti, questo evento sarà probabilmente l’ultimo incontro politico della cancelliera uscente dopo 16 anni alla guida della quarta potenza economica mondiale. E il suo addio lo dà, come al solito, con classe, calma e senza risentimenti. Al summit di Roma ha deciso infatti di potare con sé colui che sarà  probabilmente il suo successore, Olaf Scholz, attuale ministro delle Finanze e leader del Partito socialdemocratico. Il primo commento dei giornali tedeschi è stato che il gesto rappresenta un “segno di continuità”. Ma c’è molto di più: Merkel spiega al mondo come avviene un cambio di potere.

ASSIEME AGLI INCONTRI

Secondo fonti governative, Merkel ha invitato Scholz a partecipare a tutti gli incontri bilaterali con gli altri capi di Stato e di governo che ci saranno al margine del summit. Previsti faccia a faccia con il presidente statunitense Joe Biden, con quello turco Recep Tayyip Erdoğan, e un meeting a quattro con Francia, Regno Unito e Stati Uniti sulla politica iraniana. L’invito della cancelliera a questi incontri fa capire che la partecipazione di Scholz va ben oltre l’ufficialità della sua presenza in qualità di ministro delle Finanze. Quello di Merkel è un gesto che mostra la fiducia riposta nel possibile futuro cancelliere. Merkel lo sta presentando al mondo, senza paura di essere messa nell’ombra, senza dover per forza essere la sola protagonista fino all’ultimo.

TEMI CALDI ANCHE PER LA COALIZIONE

C’è uno stretto parallelismo tra quello di cui discuteranno questo sabato a Roma i membri del G20 e quello di cui stanno discutendo da un mese i leader dei tre partiti della possibile coalizione semaforo. Spd, Grüne e Fdp stanno infatti cercando punti di incontro sui dettagli del probabile governo a tre. In Germania le coalizioni si fondano su accordi che non rimangono vaghi negli intenti, ma sono ricchi di sottigliezze e decisioni micro per far sì che poi si va avanti senza problemi per quattro anni. Ma i macrotemi su cui dibattono i tre leader sono anche quelli di cui si discuterà a Roma questo fine settimana: protezione del clima e ripresa economica. Il governo tedesco spera in un segnale forte sulla politica climatica, ma ci sono idee molto diverse tra i membri del G20, come per esempio entro quale anno i paesi dovrebbero arrivare alla neutralità climatica. La Germania vuole essere neutrale (vale a dire arrivare al punto in cui le emissioni di gas a effetto serra non superino la capacità della terra di assorbire tali emissioni) nel 2045. L’Unione europea nel 2050, la Turchia probabilmente nel 2053, la Cina non prima del 2060, l’India lascia l’obiettivo aperto.

GESTO STORICO 

Il gesto di Merkel a Scholz è stato definito storico, come hanno sottolineato diversi giornali, tra cui Faz e SZ. Soprattutto perché mette in correlazione questo passaggio di consegne con quello di più di 10 mesi fa accaduto in Usa tra Donald Trump e Biden. Ma d’altronde, Merkel colpisce sempre per il non voler colpire, per la sua sobrietà, per il suo trasmettere sempre tranquillità, seppure con fermezza. Se tutto dovesse andare come preventivato, Spd, Verdi e Fdp dovrebbero concludere i negoziati entro la fine di novembre. Scholz dovrebbe quindi essere eletto cancelliere nel Bundestag nella settimana del 6 dicembre.

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