“Ha fatto il giro del mondo”, ha rivelato un funzionario dell’amministrazione Biden. “Il gioco nucleare è appena cambiato”, ha dichiarato l’ex generale Ferrari (Aei)

Gli Stati Uniti hanno confermato il lancio del missile ipersonico da parte della Cina, avvenuto a fine luglio e rivelato dal Financial Times. “Ha fatto il giro del mondo”, ha dichiarato un funzionario statunitense a Defense One, spiegando che il Pentagono sta ancora studiando le implicazioni del test a sorpresa di Pechino, avvenuto mentre i militari statunitensi erano concentrati sull’Afghanistan, con l’ascesa dei Talebani e l’organizzazione delle procedure di evacuazione dal Paese.

Nei giorni scorsi, Mark Milley, capo di Stato maggiore delle forze armate statunitensi, aveva dichiarato all’emittente televisiva Bloomberg che il presunto missile ipersonico testato la scorsa estate dalla Cina “si avvicina molto” al lancio in orbita dello Sputnik da parte dell’Unione sovietica nel 1957.“Abbiamo assistito a un evento molto significativo, ovvero il test di un sistema d’arma ipersonico. È qualcosa di molto preoccupante”, aveva affermato.

Per il ministero degli Esteri cinese si è trattato di un test pacifico di un veicolo spaziale. Ma per il Financial Times si trattava di un missile ipersonico, in grado di trasportare una testata nucleare, che ha girato intorno al globo e poi si è diretto verso il suo obiettivo.

L’ex generale due stelle John Ferrari, oggi nonresident senior fellow dell’American Enterprise Institute, ha dichiarato: “Quello che sarebbe interessante capire è il ruolo dell’intelligenza artificiale nel lancio e nella guida”, riprendendo i timori del Pentagono per un sorpasso cinese in questo specifico settore. “Forse il gioco nucleare è appena cambiato”, ha aggiunto citato da Defense One. “La domanda che bisogna porsi: la difesa è davvero la risposta o dobbiamo passare subito all’attacco?”. “Potremmo essere più indietro di quanto pensiamo”, ha dichiarato Ferrari.

Su queste colonne il generale Mario Arpino, notando come il dossier ipersonico si inserisca in una corsa tecnologica che vede le Repubblica popolare ben impegnata a erodere il vantaggio dell’Occidente. Ora, a prescindere dalla smentita cinese, l’attenzione all’ipersonica è innegabile da anni.

“Un veicolo supersonico capace di trasportare una testata nucleare è una novità per la Cina e contraddice i piani annunciati da Xi di voler puntare sui missili DF-17. È un salto quantico, ma non sorprende davvero”, ha spiegato in un’intervista con Formiche.net Ryan Fedasiuk, ricercatore del Center for Security and Emerging Technology (Cset) della Georgetown University. Secondo l’esperto due cose dovrebbero preoccupare gli Stati Uniti: “Il nuovo missile cinese, secondo i reportage, può portare armi nucleari. Finora la Cina ha testato solo missili in grado di trasportare armi convenzionali. Ma soprattutto è un missile Fobs (Fractional Orbital Bombardment System). Non fa il giro completo dell’orbita, rimane nella parte bassa per periodi estesi e può puntare un bersaglio senza preavviso. L’Urss aveva testato un programma simile alla fine degli anni Sessanta”.

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