Audizione di due ore e mezza per l’Autorità delegata. Al centro dell’incontro anche le prospettive di difesa e intelligence europee che nelle scorse settimane il sottosegretario aveva definito un controsenso

Due ore e mezzo di audizione al Copasir per il sottosegretario Franco Gabrielli, Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, a cui qualche settimana fa il presidente del Consiglio Mario Draghi ha affidato le funzioni in materia di cybersicurezza dopo la nascita dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale guidata da Roberto Baldoni.

Tre i temi al centro dell’audizione di Gabrielli, secondo quanto riferito in una nota dal presidente del Copasir, il senatore Adolfo Urso di Fratelli d’Italia: attività dell’intelligence nel primo semestre dell’anno, possibili infiltrazioni nei movimenti No Vax e No Green Pass; difesa comune europea.

L’ATTIVITÀ DEGLI 007 NEL PRIMO SEMESTRE

Quanto al primo punto, il sottosegretario ha riferito circa l’attività del comparto intelligence per il primo semestre 2021 anche in merito allo sviluppo della attività ispettiva e alla applicazione della normativa sulla Golden power.

LE PROTESTE NO VAX E NO GREEN PASS

Quanto, invece, alle possibili infiltrazioni da parte di gruppi estremisti tra i movimenti di protesta No Vax e No Green Pass, l’audizione ha affrontato anche gli aspetti del cambiamento della prospettiva anche in seguito a quanto verificatosi nelle recenti manifestazioni. Il dossier è arrivato al Copasir dopo le recenti violenze di piazza e l’assalto contro la sede della Cgil. Dopo quei fatti il Comitato aveva chiesto un’informazione al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e ascoltato il direttore dell’Aisi Mario Parente, audizione da cui, come raccontato su Formiche.net era emersa una pista che porta a una riunione in Serbia, a Belgrado, un’onda nera europea che ha lanciato un’opa sui movimenti No Vax.

LA DIFESA EUROPEA

Infine, il sottosegretario Gabrielli ha portato il suo contributo nell’ambito dell’indagine conoscitiva avviata dal Comitato sulle prospettive di sviluppo della difesa comune europea e della cooperazione tra i servizi di intelligence. Per questo, sono state analizzati gli scenari connessi con il progetto di difesa europeo, anche alla luce della prossima definizione su tale materia dello Strategic compass da parte dell’Unione europea, e il possibile allargamento delle aree di collaborazione tra i servizi di intelligence in ambito internazionale.

L’indagine ha preso il via a metà ottobre con l’audizione del generale Claudio Graziano, presidente del Comitato militare dell’Unione europea. “Il Comitato intende concludere l’indagine conoscitiva in tempo utile a fornire al Parlamento elementi informativi affinché l’Italia possa intervenire con piena consapevolezza nel processo decisionale dell’Unione europea già nel prossimo decisivo semestre”, quello a presidenza francese, con Parigi che si prepara ad accelerare sulla Difesa comune, spiegava una nota del presidente Uro. L’altro fattore di urgenza, come spiegato dalla nota odierna, discende dall’elaborazione dello Strategic Compass dell’Unione europea, la cui prima bozza è attesa già a novembre. Il contributo del Copasir, come spiegavamo su Formiche.net, servirà a fornire un quadro utile alla strategia nazionale nel dibattito europeo, particolarmente delicato considerando le sensibilità delle varie parti interessate (compresi Nato e Stati Uniti).

In un’intervista con La Stampa di fine settembre, il sottosegretario Gabrielli aveva raccontato tutto il suo scetticismo verso l’idea di intelligence europea alla luce della sovranità nazionale. Ecco le sue parole.

“Guardi, è un dibattito stimolante. Ma io penso che ipotizzare un’intelligence europea, significa che non si è capito che cosa è l’intelligence. L’intelligence è presidio della sovranità nazionale. Faccio un esempio: è normale attività che l’intelligence nella ricerca informativa svolga attività non convenzionali, anche commettendo reati, che vengono rigorosamente autorizzati e circoscritti dall’autorità politica. Questo prescrive la legge in Italia, come dappertutto. Ora, mi domando, questa futura intelligence comune a quale soggetto politico dovrebbe fare riferimento? Si dice di una regia europea. E chi dovrebbe fissare le priorità, se poi non c’è un singolo argomento su cui i ventisette governi siano d’accordo?”

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