Crisi dei migranti al confine tra la Polonia e la Bielorussia, dinamiche dei prezzi dell’energia e situazione in Ucraina al centro del colloquio. E Giorgio Starace, l’ambasciatore a Mosca, prepara la visita del premier

Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha avuto oggi una conversazione telefonica con il presidente russo Vladimir Putin. Al centro dei colloqui, ha reso noto Palazzo Chigi, vi sono state la crisi dei migranti al confine tra la Polonia e la Bielorussia, le dinamiche dei prezzi dell’energia e la situazione in Ucraina.

L’UCRAINA

Su quest’ultimo tema è da evidenziare che nei giorni scorsi Avril Haines, direttrice dell’intelligence americana, è stata a Bruxelles per avvertire gli alleati Nato che c’è poco tempo per impedire azioni militari del Cremlino. Dopo quel viaggio, il Center for Strategic and International Studies, uno dei più importanti centri studi degli Stati Uniti, ha diffuso alcune immagini satellitari dal 9 novembre scorso che mostrano un continuo aumento di equipaggiamento russo, militare e personale, fuori dalla città di Yelnya, a circa 300 chilometri dalla frontiera con l’Ucraina.

L’ENERGIA

Quanto all’energia, in una recente intervista all’Agi, il neo-ambasciatore italiano a Mosca, Giorgio Starace, ha definito “sostanzialmente complementari” le economie dei due Paesi: “La Russia è un grande esportatore di materie prime di cui l’Italia ha bisogno, mentre l’Italia ha molte aziende in grado di offrire tecnologie e impianti molto evoluti necessari per lo sfruttamento di queste risorse”. Questo, ha proseguito, “ha fatto sì che la collaborazione nel settore energetico tra Italia e Russia si sia andata rafforzando e consolidando nel corso del tempo, con la Russia che è divenuta uno dei primi fornitori di risorse energetiche del nostro Paese e le aziende italiane che hanno ottenuto contratti di grande valore economico in molti importanti progetti realizzati nella Federazione. Guardando alla transizione energetica, il diplomatico ha definito le fonti energetiche rinnovabili un settore che offre “ampi margini per rafforzare ulteriormente la nostra collaborazione”.

I PROSSIMI PASSI

È stato sempre l’ambasciatore Starace a indicare i prossimi passi: si inizia con il Consiglio di cooperazione economica, industriale e finanziaria, che si terrà in Italia a dicembre. “Verranno discussi i temi tradizionali della collaborazione bilaterale, dal settore dell’agricoltura a quello industriale e delle alte tecnologie, alla cooperazione in campo culturale, nel settore dei trasporti e in quello delle Pmi”, ha spiegato. La delegazione russa sarà guidata dal ministro Denis Manturov, che a luglio ha incontrato a Mosca il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti e che è il co-presidente del Circeif insieme al ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio. “Attualmente, questo è il principale appuntamento bilaterale all’orizzonte nel settore economico-commerciale”, ha dichiarato il diplomatico.

DRAGHI A MOSCA?

L’intervista a Starace è precedente a quello che è stato il quarto colloquio telefonico in quattro mesi tra Draghi e Putin – l’ultimo, il 19 ottobre, è stato incentrato su Afghanistan e G20. Il che rende l’ex governatore della Banca centrale europea il leader del Vecchio continente che negli ultimi tempi, segnati dall’uscita di scena della cancelliera Angela Merkel, ha sentito con maggior frequenza il presidente russo. Quanto a una possibile visita del presidente del Consiglio in Russia, “riteniamo che potrebbe essere un’ipotesi a cui lavorare nel prossimo futuro”, ha spiegato il diplomatico. “Nell’ultimo colloquio telefonico”, ha concluso, “ha ricevuto l’invito da parte del presidente Putin a visitare Mosca”.

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