Mentre la crisi energetica in Europa non si stempera, ecco che le forniture dirette alla Germania attraverso il gasdotto Yamal-Europe sono state nuovamente interrotte. Mosca promette più gas da oggi ma sullo sfondo cresce la tensione per la energy-diplomacy legata al Nord Stream 2

Per la seconda volta in una settimana, e mentre la crisi energetica in Europa non si stempera, la Russia ha interrotto le forniture di gas alla Germania attraverso il gasdotto Yamal-Europe. I rappresentanti di Gazprom hanno affermato di aver soddisfatto pienamente le richieste dei consumatori europei, mentre “le fluttuazioni della domanda di gas russo dipendono dalle reali esigenze degli acquirenti”. Mosca in sostanza promette più gas da oggi ma, sullo sfondo, cresce la tensione per la energy-diplomacy legata al Nord Stream 2.

SI CHIUDE

Le forniture dirette di gas alla Germania attraverso il gasdotto Yamal-Europe sono state nuovamente interrotte sabato scorso e sono iniziati i flussi inversi. Si tratta di un gasdotto transnazionale che si estende sul territorio di Russia, Bielorussia, Polonia e Germania. La capacità complessiva del gasdotto è di 32,9 miliardi di metri cubi di gas all’anno. I consumatori polacchi ricevono il gas attraverso il gasdotto Yamal-Europe non solo direttamente dalla Russia, ma anche attraverso un “ritorno virtuale” dalla Germania (per contratto), ma appunto togliendolo dal flusso di transito. La compagnia di gas polacca PGNiG (PGN.WA) ha dichiarato che la Polonia stava ricevendo gas da entrambe le direzioni.

YAMAL-EUROPE

Yamal è stato definito dall’Ue come un progetto di investimento prioritario implementato nell’ambito della Rete Transeuropea (TEN). Iniziato nel 1994 e completato nel 2006, il gasdotto è uno dei progetti più competitivi, in quanto sfrutta le immense risorse di gas onshore della penisola russa di Yamal. Per sbloccare l’accesso alle vaste risorse di gas dell’estremo nord russo, il progetto Yamal LNG ha inaugurato una nuova rotta di trasporto di GNL, conosciuta come la Rotta del Mare del Nord: in questo modo le navi possono aggiungere l’Asia in 15 giorni attraverso lo Stretto di Bering.

LE ACCUSE

Il Cremlino non sta aumentando le forniture e non calma i prezzi per aumentare le pressioni internazionali su Usa e Ue, con l’obiettivo di avere l’ok al nuovo gasdotto Nord Stream 2, che è in fase di procedura di autorizzazione in Germania. Questa l’accusa a Mosca che sta circolando nelle ultime settimane, anche se la Russia ufficialmente nega tutto, anzi promette di inviare più gas in Occidente a partire da oggi.

Il livello dei flussi Yamal tra Polonia e Germania sono gestiti da Gaz-System in Polonia e Gascade in Germania. Secondo quanto dichiarato alla Reuters dall’analista Wolfgang Peters, della società GasValueChain, i flussi inversi della scorsa settimana hanno indicato che i clienti industriali in Polonia potrebbero prenotare le spedizioni separatamente dal monopolio polacco del gas PGniG (PGN.WA).

NORD STREAM 2

Il quadro complessivo è articolato, ma se osservato analiticamente presenta una sua ratio, utile a decrittare mosse e contromosse dei players coinvolti. Da un lato c’è la Russia che assicura un terzo del gas europeo: le sue strategie di approvvigionamento sono ovvimente fondamentali in un momento in cui i prezzi sono aumentati. Per cui se però Mosca ammette di rispettare pienamente i suoi obblighi contrattuali, di contro l’Agenzia internazionale per l’energia osserva che potrebbe fare di più.

Lo dimostra il fatto che Gazprom non ha prenotato ulteriore capacità di transito di gas attraverso l’Ucraina e la Polonia verso l’Europa per il periodo compreso tra gennaio e settembre 2022. Significa che non prevede di fornire più dei suoi volumi contrattuali, almeno attraverso queste due rotte. Il link con il Nord Stream 2 è evidente, Putin infatti ha detto in questi giorni che il gas potrebbe iniziare a fluire proprio attraverso il nuovo gasdotto dalla Russia entro un giorno dalla concessione dell’approvazione. Approvazione che è in itinere.

@FDepalo

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