Il governatore di Bankitalia interviene al convegno annuale dell’Associazione europea del diritto bancario e finanziario. La stabilità del risparmio in Italia non è in discussione, ma occorre accelerare sui vaccini. E tenere a bada le criptovalute

L’Italia spesso e volentieri se la cava meglio di tanti altri Paesi, anche soprattutto in tempi di pandemia. Succede coi vaccini, con i contagi e anche nella stabilità finanziaria. Ignazio Visco, governatore di Bankitalia, ha tenuto a chiarirlo oggi, ancora una volta, nel corso del suo intervento al convegno annuale dell’Associazione europea del diritto bancario e finanziario.

L’ITALIA STABILE (GLI ALTRI MENO)

“In Italia i rischi per la stabilità finanziaria provenienti dall’industria del risparmio gestito si mantengono contenuti, grazie al buon allineamento tra la liquidità dell’attivo e del passivo dei fondi comuni e alla ridotta dimensione dei comparti caratterizzati da alti livelli di leverage“, ha messo in chiaro Visco.

Sul piano internazionale, invece i rischi alla stabilità “possono essere particolarmente rilevanti per alcuni intermediari soggetti a requisiti meno stringenti o del tutto al di fuori dal perimetro regolamentare, ma con estese interconnessioni all’interno del sistema finanziario”, ha proseguito, citando il caso del family office statunitense Archegos Capital Management, “il cui dissesto è stato indotto da una pericolosa strategia di investimento in strumenti derivati attraverso l’assunzione di posizioni a elevata leva finanziaria, con gravi ripercussioni sui bilanci di alcune banche sistemiche globali esposte verso tale impresa”.

TRA CINA E CONTAGI

Il numero uno di Palazzo Koch, nell’ambito dei rischi internazionali per la stabilità, ha parlato anche del caso Evergrande. “Per alcuni intermediari non bancari, ad esempio quelli che operano nel settore immobiliare, del private equity e del credito, permangono inoltre carenze sul piano della conoscenza delle loro reali esposizioni al rischio”, ha avvertito Visco. “Le incertezze connesse con la valutazione dei possibili effetti della gravissima crisi del gruppo immobiliare cinese Evergrande ne sono un esempio”.

Naturalmente, tutto riconduce alla pandemia e al nuovo incremento dei contagi “in Europa e in altri Paesi sposta ancora in avanti la prospettiva post-Covid ma a differenza dello scorso anno, le società del mondo avanzato sono oggi meno vulnerabili grazie alle massicce campagne di vaccinazione”. Ma non basta. “Occorre  proseguire con decisione nei programmi di immunizzazione ed estenderli alle aree che ne hanno beneficiato meno; il definitivo superamento della pandemia può avvenire soltanto a livello globale”.

ATTENTI A BITCOIN&CO

Il governatore si è poi soffermato sull’avanzata delle criptovalute, visti dalla finanza tradizionale come un pericolo per i risparmiatori. “La diffusione non controllata delle cripto-attività presenta per il pubblico forti rischi ed è costante il nostro impegno per contenerli, informando i risparmiatori dei pericoli legati agli investimenti in quelle attività digitali che, per loro natura, hanno un valore instabile e sono altamente esposte a bolle speculative”, ha ammonito Visco.

“Per le cosiddette stablecoins, che si prefiggono di mantenere un valore stabile nel tempo e che potrebbero essere utilizzate per i pagamenti, abbiamo collaborato alla stesura delle dieci raccomandazioni adottate dal Financial Stability Board e riconosciute dal Gruppo dei Sette (G7) riguardanti le implicazioni normative e di vigilanza. Abbiamo inoltre partecipato attivamente al negoziato per la definizione di un quadro normativo europeo volto, tra l’altro, a garantire la redimibilità di tali attività”.

IL RISCHIO CYBER

Non è finita. “Il sistema finanziario europeo sarà tanto più in grado di vincere le sfide poste dall`innovazione tecnologica e dal contrasto ai mutamenti climatici quanto più sarà solido e capace di far fronte a shock avversi anziché amplificarli. La risposta concreta alla dolorosa esperienza della pandemia ne è stato un chiaro esempio”, ha messo in guardia Visco. “Oltre ai tradizionali profili di rischio, il cui presidio verrà ulteriormente rafforzato con il recepimento degli ultimi accordi di Basilea, gli intermediari sono chiamati a controllare e gestire con maggiore attenzione i rischi cibernetici e quelli derivanti dall`affidamento a terzi di un novero crescente di funzioni, rischi che possono compromettere la stabilità dei singoli operatori e del sistema finanziario”.

Dunque, “non dovranno essere sottovalutati neppure gli elementi di complessità indotti dall`ingresso di nuovi operatori nei mercati finanziari. Allo stesso tempo sarà cruciale disporre di dati adeguati ed affidabili sulle conseguenze dei cambiamenti del clima e delle misure che verranno varate dai governi per favorire la transizione verso un`economia a basse emissioni di carbonio”.

 

Condividi tramite