Tra i missili del nuovo arsenale russo, tutto a tinte ipersoniche, lo Zircon appare il più testato, da nave e da sottomarino. Oggi la Difesa russa ha comunicato un nuovo lancio, con obiettivo nel Mar Bianco, a due settimane dall’ultimo. L’obiettivo della modernizzazione lo ha spiegato Vladimir Putin: “Rilevare nemici sott’acqua, in superficie o in aria e prenderli di mira, se è necessario, con un attacco letale”

Nuovo test da parte della Russia per il missile da crociera ipersonico Zircon, uno dei gioielli dell’arsenale promosso da Vladimir Putin, a sole due settimane dal precedente lancio. Ad annunciarlo è stato il ministero della Difesa di Mosca, che ha comunicato il successo delle manovre condotte dalla fregata Admiral Gorchkov contro un bersaglio nelle acque del Mar Bianco, nell’Artico, collocato a oltre 400 chilometri di distanza dall’unità navale e “distrutto”.

È il quarto test del missile in pochi mesi. Oltre quello di due settimane fa (del tutto simile al lancio odierno), a ottobre lo Zircon aveva segnato il primo lancio per un vettore ipersonico da un sottomarino a propulsione nucleare, il Severodvinsk di classe Yasen (categoria Ssgn, sottomarini a propulsione nucleari con capacità lanciamissili). Anche in quell’occasione la Difesa russa aveva comunicato il “successo” del test, finito nel Mare di Barents, durante il quale il vettore avrebbe raggiunto nove volte la velocità del suono, viaggiando cioè a oltre tre chilometri al secondo.

Come nota il portale Missile Threath dell’autorevole Csis, l’intelligence americana aveva riportato già nel 2015 i primi test sul vettore, seguiti da un altro più rilevante (in termini di distanza) a dicembre nel 2018. I piani ufficiali sono stati svelati da Vladimir Putin a febbraio del 2019 durante il discorso annuale alla Duma. Il presidente confermò allora l’entrata in servizio del Zircon nel 2022, annunciando altresì che il missile sarebbe stato capace di raggiungere Mach 9 con un range di mille chilometri. Sulla velocità l’obiettivo è stato centrato, per un vettore che si presenta come missile da crociera ipersonico lanciabile da unità navali e sottomarini, con funzioni prevalenti di anti-nave e descritto dagli esperti (russi) come “invincibile”, sia perché invisibile ai radar, sia per l’elevata velocità che può raggiungere, sia per la nuvola di calore che lo avvolge durante il volo e che gli permetterebbe di assorbire raggi di frequenza radio. Basta scorrere il sito della Difesa russa per avere un’idea della frequenza di test per il missile Zircon.

Il 7 ottobre del 2020, il test dalla fregata Admiral Gorshkov, dislocata nel Mar Bianco, fu il regalo della Marina russa per il 68 compleanno del presidente Putin. In quell’occasione lo Zircon viaggiò per 450 chilometri a un’altezza massima di 28 chilometri, impiegando quattro minuti e mezzo per raggiungere l’obiettivo posto nel Mare di Barents e raggiungendo Mach 8. Un altro test risale invece allo scorso luglio, anche in tal caso dalla fregata Admiral Gorshkov, con il missile che avrebbe con successo colpito l’obiettivo collocato a 350 chilometri di distanza, raggiungendo Mach 9. Ne seguirono “diversi” altri il dicembre successivo nell’ambito della campagna della fregata nei mari del nord.

Il test dello scorso luglio ha anticipato di pochi giorni la parata militare per il 325esimo anniversario della sua Marina. “Possiamo rilevare nemici sott’acqua, in superficie o in aria e prenderli di mira, se è necessario, con un attacco letale”, spiegava Putin presenziando le manovre nella baia della Neva, a San Pietroburgo, con oltre cinquanta tra navi e sottomarini. “Il lavoro sul sistema Zircon e i test di successo di questo missile sono un grande evento nella vita sia delle Forze armate sia dell’intera Russia”, aggiungeva il presidente.

Poche settimane fa, in diretta televisiva, il presidente russo ha rilanciato il tema: “È particolarmente importante sviluppare e adottare le tecnologie necessarie per creare nuovi sistemi d’arma ipersonici, laser ad alta potenza e sistemi robotici che ci permetteranno di contrastare con efficace eventuali minacce militari, e dunque di rafforzare ulteriormente la sicurezza del nostro Paese”.

D’altra parte, il vettore in questione si inserisce in un arsenale variegato e già ampiamente testato, anche in scenari operativi. A giugno del 2017 un’unità navale russa lanciò dal Mar Caspio, contro postazioni dell’Isis in Siria, 26 missili Kalibr. Percorsero in quell’occasione circa 1.500 chilometri, volando a poche decine di metri di quota (restando dunque difficilmente individuabili dai radar) e accelerando nella fase finale del volo. I Kalibr sono missili da crociera dotati di capacità stealth, il cui sviluppo risale al tentativo sovietico di rispondere ai Tomahawk americani.

Imponente appare l’attenzione riservata dalla Russia all’ipersonica, considerata dagli esperti il vero “game changer” dei futuri scenari operativi. A dicembre 2018 la Difesa russa testò l’Avangard, un missile a planata ipersonica, capace di superare l’atmosfera come un missile balistico in fase ascendente, per poi rientrarvi a velocità ipersonica, cambiando traiettoria e aumentando di imprevedibilità. Anche in quell’occasione, Putin intervenne in prima persona per il test, annunciando la sua messa in servizio del sistema entro il 2019. Si aggiungeva tra l’altro ai test eseguiti nei mesi precedenti sul missile da crociera ipersonico “invincibile” avio-lanciato (il Khinzal, letteralmente pugnale), nonché sul missile balistico più che intercontinentale Satan 2. Per quando riguarda lo Zircon, fonti industriali hanno spiegato a Tass che entro la fine dell’anno ci dovrebbe essere un secondo test di lancio da sottomarino. Nel 2022 sono previste le consegne effettive alla Marina russa e dunque l’entrata in servizio.

Proprio la corsa all’ipersonica di Russia (e Cina) ha convinto da qualche anno gli Stati Uniti ad accelerare sul tema. È recente l’assegnazione di un contratto di sviluppo da parte della Missile defense agency (Mda) a tre colossi del settore per lo sviluppo di un intercettore ipersonico che dovrà neutralizzare le minacce potenziali nei differenti contesti regionali. Lockheed Martin, Northrop Grumman e Raytheon Missiles and Defense sono state chiamate a progettare il “Glide phase interceptor” (Gpi).

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