La diplomazia cinese risponde alle preoccupazioni di Paesi Bassi e Belgio: “Non necessarie”. Intanto, però, il Comitato britannico mette a disposizione telefoni per il suo personale

Rischi di spionaggio informatico alle Olimpiadi di Pechino? “Preoccupazioni non necessarie”. Così il portavoce dell’ambasciata cinese in Belgio ha risposto ad alcuni articoli della stampa locale secondo cui il Comitato olimpico e interfederale belga ha sconsigliato agli atleti impegnati nei Giochi di portare telefoni cellulare e computer portatili per evitare tali rischi. “La nostra conclusione è che c’è bisogno di cautela”, ha dichiarato Matthias Van Baelen, portavoce del Comitato. “Non stiamo vietando nulla, ma vogliamo che gli atleti siano consapevoli dei rischi”.

Secondo la diplomazia cinese, che i belgi alle Olimpiadi siano esposti al cyber-pericolo è un’affermazione “completamente infondata”. “Il governo cinese è strenuo difensore della sicurezza informatica e si oppone fermamente a qualsiasi forma di spionaggio informatico e attività di attacco informatico”, si legge nella dichiarazione diffusa. “Negli ultimi anni, la Cina ha messo in atto diverse leggi sulla sicurezza informatica, tra cui la legge sulla sicurezza informatica, la legge sulla sicurezza dei dati e la legge sulla protezione delle informazioni personali, eccetera”. Per questo, conclude la nota, “la privacy e la sicurezza delle informazioni dei cittadini cinesi e dei visitatori stranieri in Cina sono tutte ben protette secondo la legge”.

Dichiarazioni simili sono state diffuse dall’ambasciata nei Paesi Bassi dopo le preoccupazioni del Comitato olimpico olandese.

La sicurezza dei dispositivi degli atleti impegnati alle Olimpiadi cinesi è stata oggetto di una lettera del senatore Marco Rubio che ha chiesto al presidente statunitense Joe Biden “quali sta adottando la sua amministrazione per proteggere la sicurezza informatica e la privacy personale degli atleti americani e dei partecipanti alle imminenti Olimpiadi di Pechino”.

Timori anche da parte dell’Associazione olimpica britannica che, ha rivelato il Telegraph, ha deciso di fornire dispositivi elettronici per gli atleti e il personale a Pechino. “Abbiamo dato” loro, ha spiegato un portavoce, “consigli pratici in modo che possano fare la propria scelta se portare i loro dispositivi ai Giochi, o no”. In caso contrario, potranno utilizzare quelli forniti dall’Associazione.

E così, dopo quelle legate al boicottaggio diplomatico di alcuni Paesi, tra cui Stati Uniti e Regno Unito, le Olimpiadi di Pechino rischiano una nuova ondata di tensioni.

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