Il ministro degli Esteri russo sulle restrizioni come possibile risposta occidentale alla situazione in Ucraina: “Non credo che Roma sia interessata a fomentare le tensioni”. Di Maio: “Disponibilità di Mosca e Kiev a trovare una soluzione diplomatica”. Draghi annuncia: “Nei prossimi giorni a Mosca”

Sergey Lavrov, ministro degli Esteri russo, ha aperto la lunga conferenza stampa (oltre 45 minuti) dopo l’incontro con Luigi Di Maio, l’omologo italiano, parlando degli scambi commerciali tra i due Paesi e fornendo i dati del 2021. “L’anno scorso abbiamo registrato un aumento del 50% circa nei nostri scambi e voglio ricordare il recente incontro in videoconferenza tra il presidente [Vladimir] Putin e le imprese italiane”, ha detto citando un episodio piuttosto discusso in Italia: la Farnesina aveva preso le distanze, da Palazzo Chigi era partita una moral suasion con le partecipate pubbliche e alcuni membri del Copasir avevano espresso forti perplessità anche alla luce del rischio che i grandi affari possano indebolire la politica italiana, e dunque quelle europea e transatlantica, nei confronti della Russia in questa fase di crisi con l’Ucraina. Inoltre, a breve, secondo Lavrov, “riprenderà a pieno regime” il lavoro del comitato intergovernativo per le questioni economiche fra Italia e Russia: “Durante la pandemia questo meccanismo di scambi non era molto attivo”, mentre “ora vorremmo riattivare anche le consultazioni intergovernative”, ha affermato il ministro russo.

Le parole del capo della diplomazia di Mosca sono subito risuonate come un avvertimento a Roma: eventuali sanzioni rappresenterebbero un duro colpo per l’economia italiana.

Lavrov ha spiegato meglio la sua linea poco dopo con un siparietto che merita di essere raccontato. Il corrispondente della Rai a Mosca pone due domande. Una a Di Maio: “Cosa farebbe l’Italia in caso di ulteriori sanzioni contro la Russia?”. L’altra al ministro degli Esteri russo relativa alle “prove” da fornire del ritiro russo. Il padrone di casa prima di lasciare la parola all’omologo è intervenuto per dire: “Finalmente una domanda normale, molto concisa, breve”. E dopo aver lasciato che Di Maio spiegasse la posizione italiana – “nota a tutti”: “stiamo lavorando per una soluzione diplomatica e una soluzione diplomatica significa evitare qualsiasi tipo di sanzioni” – ha preso la parola rispondendo a quella stessa domanda così: “Le sanzioni non posso essere varate se almeno un Paese sarà contrario (…) Non credo che l’Italia sia interessata a fomentare le tensioni”. Tradotto: Mosca – che “apprezza molto il ruolo dell’Italia nell’ambito del dialogo multilaterale a livello internazionale”, ha spiegato Lavrov – spera che Roma ponga il veto.

Nella conferenza stampa i due ministri hanno confermato che Italia e Russia lavorano per un incontro a Mosca tra Mario Draghi e Putin, da tenersi “il prima possibile”, ha spiegato Di Maio. Poche ore dopo la conferma del presidente del Consiglio al termine del Consiglio europeo informale sulla crisi ucraina: “L’obiettivo è ora far sedere al tavolo il presidente russo Vladimir Putin e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky”, con cui si è sentito ieri al telefono. “L’Italia sta facendo il possibile per sostenere questa direzione”, ha aggiunto annunciando la sua visita a Mosca “nei prossimi giorni” avvertendo la Russia: “Per il momento episodi di de-escalation sul terreno non si sono visti”.

Il ministro degli Esteri italiano, reduce dalla tappa di martedì a Kiev, dopo ha incontrato l’omologo ucraino Dmytro Kuleba, ha dichiarato: “Alla luce di quanto mi è stato riferito martedì a Kiev dal ministro Kuleba e oggi da Lavrov, c’è la disponibilità da entrambe le parti a trovare una soluzione diplomatica”.

“L’Italia è stata e sarà sempre il Paese del dialogo”, ha spiegato il ministro. E ancora: “L’Italia è pronta, auspicando che non sia necessario, a partecipare ai meccanismi di deterrenza con i nostri partner europei e alleati in caso di escalation della crisi ucraina. Vogliamo sostenere i negoziati in corso, sia nel Formato Normandia, sia fra Nato e Russia, e fra Stati Uniti e Russia sulla più ampia architettura di sicurezza europea”, ha spiegato. L’Italia, ha detto ancora Di Maio indicando la linea di Roma, sta lavorando per fare in modo che il Consiglio Nato-Russia sia fondamentale per superare la crisi relativa alla sicurezza europea: “Siamo d’accordo sul fatto che un Consiglio Nato-Russia pienamente funzionante può essere un luogo importante per arrivare a una soluzione, un fatto che è nell’interesse di tutti”.

La Russia vede “una continuità” nel lavoro svolto dall’Italia per la cooperazione multilaterale, a partire dal 2002, quando a Pratica di Mare venne instaurato il dialogo tra Mosca e la Nato grazie alla Dichiarazione di Roma, ha dichiarato Lavrov. La visita di Di Maio in Russia “è servita a continuare lo scambio di opinioni”, ha rilevato ancora il ministro degli Esteri russo.

Nel corso della lunga conferenza stampa Lavrov ha avuto anche l’occasione di lanciare alcune frecciate all’Occidente. Domanda della stampa russa: “Secondo lei i partner occidentali intendono in qualche forma porgere le scuse o smentire le loro asserzioni non assolutamente vere a proposito dell’invasione russa?”. Risposta: “Non credo intendano scusarsi”. E ancora, sulle “menzogne” occidentali sull’invasione russa dell’Ucraina: “C’è chi diffonde queste menzogne. Ci sono altri che seguono per solidarietà”. Forse un altro invito all’Italia a prendere le distanze dagli alleati. Infine: “La Nato sta facendo le cose di cui ci accusa”, ha detto in merito alle dichiarazioni dei ministri della Difesa dell’Alleanza atlantica pubblicate nella serata di mercoledì. Ecco l’accusa di Mosca: la Nato sta rafforzando la sua presenza militare vicino ai confini russi.

Alle sue accuse ha risposto a distanza Liz Truss, ministra degli Esteri britannica, che la scorsa settimana aveva avuto un duro confronto proprio con Lavrov (“come parlare a un sordo”, aveva detto il capo della diplomazia russa): “I rapporti su presunte attività militari insolite da parte dell’Ucraina nel Donbas sono un palese tentativo del governo russo di fabbricare pretesti per l’invasione”, ha scritto su Twitter. “Questo è uscito direttamente dal manuale del Cremlino. Il Regno Unito continuerà a denunciare la campagna di disinformazione della Russia”, ha aggiunto. Il tweet è stato rilanciato anche da Richard Moore, capo del Secret Intelligence Service (MI6), come a confermare la fiducia di Londra nel lavorodelle intelligence occidentali che hanno parlato di un’invasione che potrebbe avvenire “in qualsiasi momento”, per usare le parole di Jake Sullivan, consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

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