Visita di due giorni di Di Maio a Doha, che segue quella di Algeri. Il governo Draghi al lavoro (insieme a Eni) per diversificare le forniture energetiche dell’Italia

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio è in Qatar, insieme all’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, per trattare la questione energetica davanti al procedere dell’invasione russa dell’Ucraina e al rischio di contraccolpi pesanti sulle forniture di gas che Mosca invia anche in Italia.

Tra oggi, sabato 5 maggio, e domani il capo della diplomazia italiana avrà colloqui con le massime autorità di Doha. L’obiettivo è il rafforzamento della cooperazione. Il Qatar è stato individuato da tempo per la parziale sostituzione della Russia come fornitore. Il Paese del Golfo esporta gas naturale liquefatto, gnl, che l’Italia potrebbe rigasificare a Rovigo (dove i qatarini sono nella società che gestisce l’impianto) oppure a Livorno.

Doha ha già fatto sapere che le proprie forniture non basterebbero a sopperire un deficit prodotto da un’eventuale interruzione dalla Russia, anche perché le quantità ragassificabili sono verso la saturazione, ma la volontà del governo di Roma è quella di avviare contatti operativi per trovare forme (rapide) di differenziazione nel mix energetico italiano.

Nei giorni scorsi, Di Maio e Descalzi erano ad Algeri per ragioni simili, mentre si parla di potenziamento dall’Azerbaigian e di un emergenziale ritorno al carbone. All’Italia “servono partner più affidabili” della Russia, ha spiegato il sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano, a SkyTg24 sottolineando la necessità di ridurre la dipendenza energetica da Mosca.

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