Draghi a colloquio con Biden, Johnson, Macron e Scholz. Dall’ambasciata americana arriva “profondo apprezzamento” per la leadership e l’impegno per il popolo dell’Ucraina. Il Pentagono elogia il lavoro del ministro Guerini

Lunedì pomeriggio i leader di Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania e Italia hanno avuto un colloquio telefonico in preparazione del vertice Nato di giovedì e della partecipazione del presidente statunitense Joe Biden al prossimo Consiglio europeo.

LA NOTA DI PALAZZO CHIGI

I cinque, recita una nota di Palazzo Chigi, “hanno riaffermato l’importanza della unità di intenti e di azione dimostrata di fronte alla guerra in Ucraina e alle sue ripercussioni”. Inoltre, “di fronte alla grave emergenza umanitaria” i cinque “si sono impegnati a coordinare gli sforzi per aiutare la popolazione ucraina in fuga dal conflitto o bloccata in patria”. Nessun riferimento diretto alle posizioni del presidente del Consiglio Mario Draghi.

LE ALTRE DICHIARAZIONI

Più dura la dichiarazione della Casa Bianca, che evidenzia le “gravi preoccupazioni per le tattiche brutali della Russia in Ucraina, compresi i suoi attacchi ai civili” ma sottolinea anche “i recenti sforzi diplomatici a sostegno dello sforzo dell’Ucraina per raggiungere un cessate il fuoco”.

Di “orrori” di Vladimir Putin si legge nella nota di Downing Street che spiega che “i leader hanno affermato il loro continuo impegno a sostenere l’Ucraina militarmente, diplomaticamente ed economicamente, dotando il governo democraticamente eletto di Kiev degli strumenti necessari per difendersi”. Il primo ministro Boris Johnson “ha auspicato ulteriori discussioni ai vertici della Nato e del G7 questa settimana, anche su come aumentare il sostegno militare all’Ucraina per migliorare qualitativamente la loro capacità difensiva”, si apprende.

“Il coordinamento tra i partner e gli alleati europei continua senza sosta per quanto riguarda la guerra in Ucraina”, spiega l’Eliseo raggiugnendo che i leader hanno chiesto nuovamente “un immediato cessate il fuoco e il ritiro delle truppe russe”. Il presidente Emmanuel Macron aveva incontrato poco prima della telefonata l’omologo finlandese Sauli Niinistö, “riconosciuto sulla scena internazionale per la sua conoscenza della Russia e il suo ruolo nel mantenere un canale di dialogo con Mosca”, recita una nota separata dell’Eliseo.

Nel momento in cui pubblichiamo queso articolo la cancelliera tedesca non ha pubblicato una dichiarazione sulla partecipazione di Olaf Scholz alla telefonata.

IL CONTESTO

La telefonata arriva, come detto, prima della visita di Biden in Europa, un’occasione in cui il presidente statunitense si spenderà per dimostrare la compattezza transatlantica davanti alla minaccia russa ma anche al possibile sostegno della Cina all’offensiva. Infatti, una settimana dopo l’incontro con Biden, i leader europei incontreranno il presidente cinese Xi Jinping. Nell’idea di Washington, Ursula von der Leyen, presidente della Commissione, e Charles Michel, presidente del Consiglio europeo, dovrebbe inviare un messaggio chiaro a Pechino: le relazioni con l’Unione europea saranno a rischio nel caso in cui Xi assecondasse le richieste di Putin.

L’ASSE ROMA-WASHINGTON

Poche ore dopo la telefonata, l’ambasciata statunitense a Roma ha diffuso una nota dal titolo “Gli Stati Uniti esprimono profondo apprezzamento per la leadership dell’Italia e il suo impegno per il popolo dell’Ucraina”. “L’Italia continua a dimostrare di essere un importante esportatore di sicurezza e un solido collaboratore della Nato lungo il fianco meridionale e orientale dell’Alleanza”, si legge. “Il dipartimento della Difesa apprezza i significativi contributi che l’Italia ha dato all’Ucraina e a sostegno dell’Alleanza. Gli Stati Uniti continueranno a lavorare con tutti gli alleati e i partner sui futuri impegni verso l’Ucraina in questo momento critico della sicurezza europea”.

È la conferma che per l’Italia l’Ucraina rappresenta anche un’occasione di ritorno nel contesto del Quint, come più volte sottolineato su Formiche.net e come ribadito dalla partecipazione di Lorenzo Guerini (recentemente finito nel mirino della Russia) alla riunione dei ministri della Difesa tenutasi la scorsa settimana a Bruxelles.

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