Il presidente finlandese chiama il leader russo per informarlo della decisione di aderire all’Alleanza atlantica. La Duma tuona: “I nostri missili in 10 secondi possono raggiungere la Finlandia”. Il Cremlino vede scappare il paradigma della finlandizzazione da applicare all’Ucraina

Telefonata difficile quella tra Sauli Niinistö e Vladimir Putin. Il presidente finlandese ha detto all’omologo russo, di cui fino a poco tempo fa era interlocutore abituale, che la situazione della sicurezza finlandese è “fondamentalmente cambiata” per le “richieste russe alla fine del 2021 per impedire ai paesi di aderire alla Nato” e per “la massiccia invasione russa dell’Ucraina nel febbraio 2022”. È quanto riferito dal presidente della Finlandia, che assieme alla Svezia viaggia speditamente verso l’ingresso nella Nato.

Dal Cremlino la risposta è stata molto dura: per la Finlandia abbandonare la politica della neutralità sarebbe un “errore”, ha affermato Putin aggiungendo che “non esistono minacce alla sicurezza di Helsinki” e che il suo ingresso nella Nato potrà “influenzare negativamente le relazioni con la Russia”.

Durante il colloquio, che avveniva nelle ore in cui la Russia, come preannunciato, interrompeva le forniture di elettricità alla Finlandia, i due leader hanno parlato anche della situazione sul campo. Putin ha riferito che i negoziati tra Mosca e Kiev sono stati praticamente interrotti in quanto la parte ucraina non sarebbe interessata a un dialogo produttivo.

Aleksey Zhuravlyov, vicepresidente della commissione Difesa della Duma, è stato molto più diretta. “Se la Finlandia aderisse alla Nato rafforzeremmo in maniera massiccia la nostra presenza militare sul fianco occidentale e al confine piazzeremmo missili Kinzhal che possono raggiungere il territorio finlandese in 20 o persino 10 secondi”, ha detto secondo quanto riportano i tabloid britannici. Zhuravlyov ha anche rilanciato le minacce a Londra: “Con i missili Sarmat dalla Siberia colpiremmo il Regno Unito in 200 secondi”.

Tuttavia, ciò che può preoccupare la Finlandia e la Svezia nella “zona grigia” tra la presentazione della domanda e l’adesione alla Nato sono le minacce ibride come i cyber-attacchi per alimentare caos nei due Paesi. Ma la strada che li conduce verso la Nato appare in discesa, anche a giudicare dai sondaggi.

Come raccontato ieri su Formiche.net dopo il contattato telefonico tra i ministri della Difesa di Stati Uniti e Russia (il primo dall’inizio del conflitto), la decisione finlandese di abbandonare dopo decenni la neutralità strategica toglie alla Russia il paradigma finlandese per l’Ucraina – la finlandizzazione di Kiev.

Condividi tramite