L’astronauta italiana dell’Esa, Samantha Cristoforetti, potrebbe realizzare una passeggiata spaziale indossando una tuta Orlan russa. A rivelarlo è il direttore dell’Agenzia spaziale europea (Esa), Josef Aschbacher, secondo il quale la conferma dovrebbe arrivare entro fine giugno

Prevista per fine giugno la decisione sulla passeggiata spaziale di Samantha Cristoforetti. A confermarlo all’Ansa il direttore dell’Agenzia spaziale europea (Esa), Josef Aschbacher: “Potrebbero esserci due attività extra-veicolari, ma al momento non sono ancora state confermate”. Il problema deriverebbe dal fatto che gli astronauti europei, per la loro incursione all’esterno della Stazione spaziale internazionale (Iss) dovrebbero indossare le tute russe Emu, il cui uso è stato però sospeso dall’Esa dopo la perdita d’acqua avvenuta nella tuta dell’astronauta tedesco Matthias Maurer. In attesa dei risultati delle indagini tecniche, le decisioni sulle passeggiate spaziali sono state rimandate. Tuttavia, l’addestramento di Samantha Cristoforetti è invece avvenuto con le tute (sempre russe) Orlan e, teoricamente, per l’astronauta italiana dell’Esa potrebbe esserci comunque una possibilità.

La missione Minerva

La missione Minerva, il cui nome è dedicato alla dea della saggezza e scelto dalla stessa Cristoforetti, è formalmente già iniziata il 27 aprile con la partenza della navetta Crew Dragon “Freedom” dal Kennedy space center della Nasa a Cape Canaveral (Florida), grazie a un Falcon 9 di SpaceX. A bordo della Iss AstroSamantha ha assunto il ruolo di leader del Segmento orbitale americano (Usos), il quale ricomprende i moduli e i componenti americani, europei, giapponesi e canadesi, e si occuperà di più di 35 esperimenti internazionali in microgravità, sei dei quali italiani, incentrati principalmente su medicina e nutrizione.

Prospettive per ExoMars

Aschbacher è anche intervenuto sulla missione ExoMars, che quest’anno avrebbe dovuto portare su Marte il rover nato dalla collaborazione fra l’Esa e l’agenzia spaziale russa Roscomos, progetto interrotto dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Secondo il numero uno dell’Esa, il 2026 resta la data più probabile per il lancio della missione. “È una situazione complessa, dopo la sospensione della collaborazione con la Russia, si tratta di sostituire alcuni componenti di fabbricazione russa”, ha spiegato Aschbacher, ricordando come, sebbene molti componenti del rover siano europei, bisogna trovare delle alternative per quelli fabbricati da Mosca, una sfida portata avanti insieme alla Nasa. “Abbiamo bisogno di sviluppare tecnologie critiche, e le opzioni sono al momento sotto esame; non appena saranno definite – ha detto ancora il direttore generale dell’Esa – le proposte saranno presentate agli Stati membri”.

L’Europa (e l’Italia) sulla Luna

Un altro importante obiettivo a cui sta lavorando l’Esa è quello di portare, entro il decennio, un astronauta europeo sulla Luna e, come rivelato da Aschbacher, sono già in corso i colloqui con la Nasa. L’occasione per ottenere qualche dettaglio potrebbe essere al Consiglio dell’Esa previsto a giugno, al quale dovrebbe partecipare anche l’amministratore capo della Nasa, Bill Nelson. In generale lo spazio europeo è fortemente coinvolto nel programma Artemis per il ritorno dell’umanità sul nostro satellite. In questo progetto “l’Italia è un partner molto importante”, ha confermato il direttore dell’Agenzia europea, “anche grazie alla tecnologia e all’esperienza italiane nella realizzazione dei moduli per la Stazione spaziale internazionale”. L’Europa (e l’Italia) sono anche coinvolte nella realizzazione della stazione spaziale lunare Gateway con il nostro Paese che fornirà un contributo sostanziale ai moduli di servizio e abitativi europei dell’avamposto. “C’è poi – ha aggiunto Aschbacher – un’importante proposta per la costruzione di un lander e di moduli abitativi sul suolo lunare, che verrà discussa nella prossima Conferenza ministeriale dell’Esa”, in programma in novembre a Parigi.

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