Rinnovata la governance dello spazio italiano. Sarà la presidenza del Consiglio ad esercitare, d’ora in poi, i poteri di indirizzo, coordinamento, programmazione e vigilanza dell’Agenzia spaziale italiana, mentre il ministero dell’Università supervisionerà solo l’attività scientifica. Ecco i dettagli della riforma

Sono stati assegnati alla presidenza del Consiglio dei ministri i poteri di indirizzo, coordinamento, programmazione e vigilanza dell’Agenzia spaziale italiana (Asi). È questa la misura principale del riordino dell’intero settore spaziale, una misura volta a “garantire semplificazione, maggiore efficienza e celerità d’azione nella realizzazione degli obiettivi di transizione digitale fissati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza”.

Il nuovo assetto dello spazio italiano

Il provvedimento modifica il decreto legislativo del 4 giugno 2003, n. 128, nel quale si definivano finalità, attività, organi, principi e criteri di organizzazione e funzionamento dell’Asi. Una riforma attesa da tempo e che viene ora definita nei dettagli. L’indirizzo di vertice, infatti, viene ora assegnato direttamente al capo del governo, lasciando, quindi, al ministero dell’Università e della ricerca (Mur) solo i poteri di indirizzo strategico limitatamente all’attività di ricerca scientifica. Altra novità è che, d’ora in poi, i criteri di valutazione dei risultati dei programmi di ricerca dell’Asi saranno realizzati sulla base di criteri di valutazione definiti dall’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur) e non più dal Mur.

Cambiano i criteri per la scelta del presidente

Fondamentale anche la modifica ai criteri di definizione del presidente, che sarà ora nominato e individuato direttamente dal presidente del Consiglio, d’intesa con il ministro dell’Università. Anche il bacino di possibili aspiranti alla carica di vertice dell’Agenzia è stato modificato, non essendo più ristretti a “persone di alta qualificazione scientifica e manageriale, con una profonda conoscenza del sistema della ricerca in Italia e all’estero e con pluriennale esperienza nella gestione di enti o organismi pubblici o privati, operanti nel settore della ricerca”, come recitava il testo precedente.

Il Fondo da 499 milioni

Le misure pubblicate prevedono infine l’istituzione di un Fondo di finanziamento per l’Asi di 499 milioni di euro, sempre sotto il controllo della Presidenza del Consiglio, a decorrere dal 2022. Il fondo è destinato alla copertura delle spese di funzionamento e gestione, che comprendono anche i programmi di collaborazione con l’Agenzia spaziale europea (Esa). Si specifica inoltre che le azioni del Centro italiano ricerche aerospaziali (Cira) possedute dall’Asi sono trasferite, a titolo gratuito, al Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr).

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