Il leader di Coraggio Italia: “Calenda deve chiarirsi le idee. Berlusconi è una garanzia, ma ora ci vogliono i giovani”. La coalizione? “Il centrodestra deve governare per i prossimi dieci anni. Io sono a disposizione”

Giovanni Toti, governatore della Liguria e fondatore del movimento ‘Italia al Centro’ all’indomani del primo congresso nazionale, tiene a chiarire prima di tutto un punto: “Non rifaremo la Dc”. Ma al centro, in questo momento, si registra un gran fermento. E si consumano i primi screzi. Non ultimo quello tra l’arrembante Carlo Calenda (leader di Azione) e – lui sì – il vecchio democristiano Clemente Mastella. Tra i tanti “generali” che provano a ritagliarsi il loro spazio, c’è Luigi Brugnaro che con il suo ‘Coraggio Italia’ sta prendendo le misure. “Ma io – dice a Formiche.net – non sono un esperto di politica come loro. Io sto in mezzo alla gente, tra i lavoratori”. Ed è proprio su questa fetta di elettorato che ha in animo di agire. Con altri o da solo, purché “si lavori”.

Brugnaro, il progetto di Toti non rischia di essere l’ennesimo contenitore centrista?

Non commento i progetti degli altri e non inizierò certo ora. Quello che valuto positivamente, tuttavia, è che al centro ci sia un bel fermento. Si torna a parlare di politica, in maniera seria. Ed è una cosa estremamente importante.

Lei dice di voler intercettare l’elettorato ‘scontento’. Gli astenuti. 

Sì, la gente del fare. Tutti coloro che negli anni si sono affidati prima a Berlusconi, poi a Renzi, magari qualcuno che ha creduto nell’abbaglio grillino e che ora si trova a non essere più rappresentato. È su di loro che bisogna agire. Poi, di alleanze se ne parlerà in un secondo momento. A me non interessano adesso. Ora la priorità deve essere quella di dare all’Italia una prospettiva a lungo termine. Per i giovani, verso il futuro.

A proposito di Berlusconi, nei giorni scorsi il Cavaliere ha spiegato che il vero centro è rappresentato da Forza Italia. Che ne pensa di questa lettura?

Dal suo punto di vista Berlusconi ha perfettamente ragione. Per un certo verso finché lui sarà sulla scena politica costituirà in qualche modo una garanzia per un certo tipo di elettorato. Detto questo, Berlusconi chiaramente non ha più le energie del passato e non ha eredi politici. Ora servirebbe anche qualcosa di nuovo.

Con questi movimenti, il centro rischia sbandamenti o verso sinistra o verso destra. Quale deve essere l’orbita attorno alla quale gravitare?

Parlo per me e su questo voglio essere molto chiaro: la mia orbita rimane quella del centrodestra. Quella è la mia naturale collocazione. Anzi, mi auguro che tra Berlusconi, Meloni e Salvini torni la serenità, perché quella deve essere l’area culturale che dovrà governare il Paese per i prossimi 10 anni. Se mi vorranno, io ci sarò.

Questo però esclude eventuali partnership con Azione e i renziani.

Non escludo nessuno, ma anche Carlo deve chiarirsi le idee per evitare il rischio di precedenti come quello del termovalorizzatore a Roma. Poi, se stare al centro significa poi virare verso sinistra, mi dispiace ma non ci sto. Ci vuole coraggio, non paura.

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