Il presidente americano vuole sfruttare al massimo il dato positivo di luglio, che ha certificato il primo vero rallentamento del costo della vita negli Usa. Benzina sotto controllo e piano per il clima approvato anche dalla Camera, ecco come la Casa Bianca punta a giocarsi le urne di metà mandato

Se il carburante negli Stati Uniti avesse continuato a viaggiare sopra i cinque dollari al gallone, per Joe Biden a tre mesi dalle elezioni di metà mandato, sarebbero stati guai. E invece no, l’inflazione negli Stati Uniti ha cominciato lentamente a rallentare (qui l’intervista all’economista Marco Fortis), portandosi all’8,5% nel mese di luglio. Merito anche ma non solo dei prezzi di benzina e gasolio, che dopo aver sfondato il muro dei cinque dollari a metà giugno, si sono raffreddati sotto la soglia psicologica dei quattro dollari.

Certo, c’è di mezzo anche la Federal Reserve, che dalla primavera, come ampiamente annunciato lo scorso inverno, ha preso il toro per le corna, con una serie di rialzi importanti del costo del denaro. Ma la sostanza cambia poco, per Biden la battaglia contro l’inflazione rimane assolutamente centrale per le settimane che lo separano dal giro di boa della propria amministrazione. D’altronde, nulla più delle tasche può pesare sulle decisioni degli americani. Alla Casa Bianca lo sanno dai tempi di It’s the economy, stupid – frase resa celebre da James Carville, consigliere di Bill Clinton nel 1992 – tanto da aver impostato la corsa verso le mid-term elections proprio su questo.

Come ha riportato Axios, Biden avrebbe deciso di mettere in campo una duplice strategia. Primo, far capire ai cittadini americani che l’inflazione è un po’ meno pericolosa e meno aggressiva verso redditi e risparmi. Questo partendo proprio dal dato di tre giorni fa, il primo vero stop al costo della vita dopo tanti mesi. L’altro asso che Biden vuole utilizzare è il piano da 740 miliardi per il clima e l’energia appena approvato dal Senato e imperniato su un aumento delle tasse sulle grandi aziende con utili superiori al miliardo annuo.

Soldi con il quale finanziare la transizione statunitense e ridurre qualsiasi forma di dipendenza dagli idrocarburi, eliminando in ultima istanza la possibilità che il costo dei carburanti e dei beni energetici sia troppo esposto agli shock internazionali, come la guerra. Il presidente punta a un veloce passaggio alla Camera, certamente più agevole e dunque a presentarsi al voto di novembre con un pacchetto da oltre 700 miliardi già operativo.

Ma la battaglia è solo all’inizio. Basta sentire quanto detto dal leader repubblicano della Camera, Kevin McCarthy per il quale “le politiche radicali del presidente Biden hanno fatto salire l’inflazione ai massimi livelli degli ultimi 40 anni. Hanno causato l’aumento dei prezzi dell’energia e la diminuzione dei salari reali.”

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