Il ministro degli Esteri Di Maio, in visita in Ucraina, rilancia il supporto di Roma a Kiev: “L’Italia non vi abbandonerà”. Il titolare della Farnesina ha visitato la città di Irpin e incontrato il presidente Volodymyr Zelensky

Il governo italiano “sta dalla parte del popolo ucraino” e “non vi abbandonerà”, ha detto il ministro degli Esteri italiano uscente, Luigi Di Maio, durante una visita a Kiev, oggi, giovedì 25 agosto, dove ha incontrato il presidente Volodymyr Zelensky.

Data simbolica quella del viaggio del capo della diplomazia italiana, il giorno che segue la festa nazionale dell’Indipendenza dell’Ucraina dalla Russia, che quest’anno coincide – per velenoso caso del destino – con l’anniversario dei sei mesi dall’inizio della guerra scatenata da Vladimir Putin.

“Abbiamo scelto come governo italiano di stare dalla parte del popolo ucraino, di uno Stato sovrano che ha il diritto di difendere la propria sovranità e integrità territoriale. Per difendere l’Europa non possiamo che incoraggiarli a continuare”, perché “noi non potevamo che aiutare e sostenere questo popolo, e fornirgli tutto l’aiuto possibile per difendersi dall’invasore”. Gli ucraini “non stanno difendendo solo sé stessi ma stanno difendendo la liberà di tutta l’Europa e noi dobbiamo scegliere da che parte stare”, ha aggiunto Di Maio parlando da Irpin, tra le macerie di una delle città distrutte dalla furia russa.

“Va affermata ancora una volta la necessità di una immediata cessazione delle ostilità per l’avvio di un processo negoziale in vista di una soluzione pacifica, giusta, equa e sostenibile per l’Ucraina”, aveva scritto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato mercoledì a Zelenskyy, in occasione giorno dell’Indipendenza. “Desidero rinnovare, in quest’ora così drammatica l’espressione più convinta di solidarietà, vicinanza e sostegno della Repubblica Italiana all’Ucraina, impegnata a fronteggiare la brutale e ingiustificata aggressione operata da parte della Federazione Russa, contro la quale legittimamente resiste”, scriveva il Quirinale.

L’Italia ha più volte ribadito di sostenere fermamente l’integrità territoriale, la sovranità, l’indipendenza e la libertà ucraina, sottolineando il proprio impegno ad assistere il popolo ucraino anche sotto il profilo umanitario e della ricostruzione. “Come ho detto durante la mia visita a Kiev, ricostruiremo tutto, insieme. Continueremo a essere al vostro fianco in questo cammino”, aveva aggiunto ieri nel suo videomessaggio il presidente del Consiglio uscente, Mario Draghi. E ancora: “L’Italia è vicina al vostro popolo, alle famiglie delle vittime, ai milioni costretti a fuggire. Dall’inizio del conflitto, gli italiani hanno accolto migliaia di vostri concittadini nelle proprie case, con calore, affetto, generosità. Il nostro Governo vi ha fornito e continuerà a fornirvi sostegno politico, finanziario, militare e umanitario. Vogliamo aiutarvi a difendervi, a raggiungere una pace duratura, nei termini che riterrete accettabili”.

“Che cos’è per noi la fine della guerra? Prima dicevamo: pace. Ora diciamo: vittoria”, ha detto Zelensky parlando per il 31esimo anniversario dell’indipendenza. Mentre le famiglie di Kiev portavano i propri figli a visitare le carcasse dei carri armati e dei veicoli blindati russi bruciati, esposti nel centro della capitale in segno di sfida, il presidente ucraino ha ricordato ai suoi cittadini che “stiamo combattendo contro la più terribile minaccia alla nostra statualità” e che questo avviene “nel momento in cui abbiamo raggiunto il massimo livello di unità nazionale”.

Lo sforzo bellico della Russia in Ucraina ha fatto pochi progressi negli ultimi mesi, dopo che le sue truppe sono state respinte da Kiev nelle prime settimane di guerra, grazie alla resistenza ucraina, rafforzata tecnicamente e moralmente (e politicamente) dall’assistenza occidentale. Il ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, ha però recentemente dichiarato a una riunione in Uzbekistan che la Russia ha deliberatamente rallentato quella che definisce la sua “operazione militare speciale” in Ucraina per evitare vittime tra i civili.

Non è così, è la recentissima strage di Dnypro, che ha prodotto 25 vittime tra cui un bambino di 11 anni, su cui anche Di Maio ha espresso le sue condoglianze, ne sono testimonianza.

Mosca ha necessità di spingere sulla narrazione vittoriosa – ma responsabile – della situazione per evitare rischi di tenuta interna. Il regime putiniano, dopo mesi e mesi di guerra e dopo che le sanzioni imposte da Usa e Ue hanno iniziato – nonostante la risposta resiliente – a farsi sentire pesantemente, potrebbe andare incontro a frizioni e successive destabilizzazioni. La stessa Banca centrale russa ha ammesso che l’economia del Paese sta subendo “un colpo devastante”.

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