Dopo anni di prestiti forsennati al mercato immobiliare, adesso gli istituti del Dragone scontano gli effetti della svalutazione dei crediti finiti in sofferenza. Risultato, perdite per 212 miliardi di dollari

Più che una tegola, è una mattonata in testa. E stavolta il paragone è più che azzeccato. Che il mercato immobiliare cinese fosse una specie di buco nero che tutto inghiotte è noto da tempo. Una delle gambe del Pil del Dragone (ne vale circa il 30%), da anni barcolla pericolosamente, trascinando nell’abisso un pezzo di economia cinese. Ma quello che più colpisce è l’enorme impatto della crisi del mattone sul sistema bancario dell’ex Celeste Impero.

Per anni, prima, durante e dopo la pandemia, le banche cinesi hanno prestato miliardi di dollari ai grandi colossi del mattone. I quali, una volta finiti a gambe all’aria o imbottiti di downgrade, sono stati costretti a rinegoziare il debito, il quale è passato allo stato di sofferenza. Questo, come in tutte le economie avanzate del mondo, comporta delle svalutazioni, ovvero perdita di valore del credito. E ogni anno le banche, quando c’è da chiudere il bilancio, debbono contabilizzare tale perdita di valore dei crediti.

Ora, tutto questo si è tradotto per gli istituti in un costo di 1.500 miliardi yuan, circa 212 miliardi di dollari. Una voragine nei conti delle principali banche cinesi, apertasi proprio per colpa della crisi, apparentemente senza uscita, delle società immobiliari. Gli analisti di Ubs stimano in quasi 9 mila miliardi di yuan l’esposizione del settore immobiliare verso le banche. E pensare che la scorsa settimana, come raccontato da Formiche.net,  le autorità di Pechino hanno lanciato un ampio pacchetto per aiutare il mattone.

Nel dettaglio, la Banca Popolare Cinese (Pboc) e la China Banking and Insurance Regulatory Commission hanno delineato 16 misure di sostegno al settore, alcune sono volte ad affrontare le crisi di liquidità degli sviluppatori immobiliari, altre riguardano la proroga del rimborso dei prestiti e l’allentamento delle regole sugli acconti per chi vuole acquistare casa. E già venerdì le due istituzioni avevano emesso un avviso che consente alle banche commerciali di rilasciare lettere di garanzia a società immobiliari per il deposito a garanzia dei fondi immobiliari pre-vendita.

Tutto questo mentre Jp Morgan taglia ancora con l’accetta le previsioni di crescita per la Cina. La grande banca americana ha infatti abbassato le sue proiezioni sulla Cina già diverse volte quest’anno e l’ultima revisione ha ridotto le previsioni del quarto trimestre al 2,4% su base trimestrale dal 5,2% precedente e ha abbassato le previsioni per l’intero anno al 2,9% dal 3,1% precedente. La banca ha anche ridotto le sue previsioni di crescita per l’intero anno 2023 al 4% su base annua, dal 4,5% precedente. Motore ingolfato?

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