L’europarlamentare di Fratelli d’Italia e i temi al centro dell’incontro polacco, al quale parteciperanno Meloni e Morawiecki: “Vorremmo una Unione europea di popoli liberi e sovrani che stanno insieme su poche, grandi questioni piuttosto che su una moltitudine di temi che invadono la quotidianità dei nostri concittadini”

Per le prossime elezioni europee, Fratelli d’Italia e il gruppo Ecr, presieduto da Giorgia Meloni, stanno provando a costruire una classe dirigente ed un pensiero conservatore che torni ad essere protagonista in Europa e soprattutto nelle percezioni di chi sarà chiamato a dirigere la nuova Commissione europea. Anche in questa luce vanno letti gli appuntamenti che Ecr promuove nei paesi membri, al fine di approfondire segmenti significativi di quel programma che è già all’attenzione dei vertici Ue per via di una contingenza che sta mescolando guerra, migranti, energia, difesa e sicurezza.

Qui Varsavia

Dopo la tappa a Gerusalemme, dal 4 al 6 luglio la nuova tornata di studio targata Ecr si tiene a Varsavia, con la presenza domani del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla sessione principale della Conferenza “Il futuro dell’Unione Europea”, preceduta da un incontro con il Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica di Polonia, Mateusz Morawiecki. L’obiettivo è mettere attorno ad un tavolo le delegazioni dei rispettivi partiti nazionali che fanno parte del gruppo Ecr, assieme ad analisti, accademici e rappresentanti del mondo imprenditoriale, che ragioneranno a più cervelli dei temi in cima all’agenda politica europea.

Tra gli speaker, oltre al Premier italiano, il Presidente della Repubblica di Polonia, Andrzej Duda, i due presidenti del gruppo Ecr al Parlamento europeo, il Prof. Ryszard Legutko e Nicola Procaccini, con due focus ad hoc su quale Europa in tempi di cambiamenti geopolitici globali, Fit for 55 e la transizione energetica, la famiglia al centro delle politiche governative.

Procaccini

Come le giornate di studio dei conservatori rappresentano lo strumento tematico per avvicinarsi alle urne del 2024? Sono l’occasione per definire i punti della nostra piattaforma programmatica, anche in vista delle elezioni europee del prossimo anno, dice a Formiche.net l’eurodeputato Nicola Procaccini. “Vengono analizzate e proposte le priorità programmatiche a partire dai valori fondanti, come l’attenzione per la famiglia, l’istruzione, la cultura. Ma si discuteranno anche temi di natura economica. In particolare, la necessità di rendere compatibile la protezione dell’ambiente con la tenuta dell’assetto economico e sociale dell’Unione Europea. In questa legislatura c’è stato un evidente radicalismo ideologico riguardo i temi ambientali, con impatti drastici sul sistema economico, produttivo, energetico. Noi ci proponiamo di correggere questa impostazione”.

Riguardo i temi di politica estera, c’è innanzitutto grande preoccupazione, ma anche intenzione di sostenere il rispetto del diritto internazionale e quindi supportare l’Ucraina di fronte all’aggressione russa”.

Migranti e scontri in Francia

Sull’immigrazione, spiega Procaccini, c’è una generale concordia riguardo alla necessità di bloccare l’immigrazione irregolare, operando sulla dimensione esterna, ovvero sui paesi di origine e transito, in particolare ci si propone di fermare le partenze illegali e spezzare l’infame business degli scafisti. “Questo significa nel contempo favorire flussi di immigrazione regolare verso l’Europa, possibilmente quanto più compatibile sotto il profilo lavorativo e culturale, in modo da renderne più facile l’integrazione. Davanti ai nostri occhi abbiamo l’esempio francese e non dobbiamo rassegnarci a subirlo con qualche anno di ritardo. L’accoglienza, come l’integrazione, è un tema serio e mi piace sottolineare l’enorme sacrificio della Polonia che sta ospitando da molti mesi milioni di profughi dell’Ucraina, soprattutto donne e bambini, e questo non viene mai sottolineato abbastanza”.

Quale Europa con i conservatori?

Come costruire un’Europa libera ed unita dinanzi a sfide epocali come le migrazioni, la guerra e taluni effetti critici della globalizzazione? “Noi crediamo in una Unione europea che sia unita nelle diversità e nelle specificità nazionali, un’Europa dei popoli e delle nazioni. Noi contestiamo la deriva del super Stato europeo verso cui protendono le sinistre; vorremmo una Unione Europea di popoli liberi e sovrani che stanno insieme su poche, grandi questioni piuttosto che su una moltitudine di temi che invadono la quotidianità dei nostri concittadini, alimentando una burocrazia vorace e senza volto. E’ questo che noi contrastiamo. Siamo gelosi e orgogliosi naturalmente delle nostre tradizioni e delle specificità culturali delle singole nazioni ma anche della tradizione culturale europea. Non condividiamo le politiche di cancel culture che invece le sinistre cercano di propugnare. Abbiamo valori antichi e soluzioni moderne per affrontare sfide e problematiche di questo tempo ed è per questo che siamo probabilmente il partito più in crescita in vista delle prossime elezioni europee”, conclude.

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