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Nessuna legge anti-Musk, solo regole per lo spazio. Mascaretti fa chiarezza

Il presidente dell’Intergruppo parlamentare per la Space economy, Andrea Mascaretti, respinge le accuse che vorrebbero la nuova Legge Spazio “anti-Musk”, spiegando a Formiche che l’obiettivo del documento è regolamentare un settore strategico e rilanciare il protagonismo italiano nella New Space Economy, colmando un vuoto normativo e guardando all’Europa e al futuro dell’industria spaziale

Nessuna polemica. È il messaggio chiaro che ha dato a Formiche il presidente dell’Intergruppo parlamentare per la Space economy e relatore della cosiddetta Legge Spazio, Andrea Mascaretti, relativamente a quanto emerso in questi giorni intorno ad alcune norme contenute nel nuovo Ddl, definite “anti-Musk”. Come ribadito da Mascaretti: “Stiamo lavorando su una cosa importante, la legge per lo spazio, che ha come obiettivo colmare un vuoto normativo. Non c’era una legge del genere fino ad oggi”. Il presidente dell’Intergruppo ha anche aggiunto come trovi “strano, bizzarro, che qualcuno si lamenti di una legge che ambisce a regolamentare un settore importante come lo spazio. Forse preferirebbe uno spazio senza regole. Ma a noi le regole piacciono”.

Il deputato di FdI ha voluto chiarire che non esistono provvedimenti specificamente rivolti contro Elon Musk o SpaceX, come alcuni hanno lasciato intendere. “Gli emendamenti citati, riferiti all’articolo 25 e approvati con il voto di tutti i gruppi politici, non introducono nulla di nuovo, ma rafforzano concetti già espressi nella legge: sicurezza nazionale e ritorno industriale per il sistema Paese”. La polemica è sorta dopo che Andrea Stroppa, considerato il referente di Musk in Italia, ha accusato il governo italiano di cospirare contro Starlink attraverso controversi emendamenti alla legge sullo spazio. Tuttavia, la maggioranza ha respinto queste affermazioni come “completamente infondate”, affermando che gli emendamenti approvati rafforzano semplicemente i principi di sicurezza nazionale e di ritorno industriale. Come riferito ancora da Mascaretti, “in certi settori come lo spazio e le nuove tecnologie bisogna essere competenti, non ci si può improvvisare. E per questo invito chiunque avesse dei dubbi, come letto sui giornali, di andare a leggersi la legge, a vedere i veri contenuti, di studiarla. Vedrà che vengono meno gli elementi di polemica”.

Come spiegato ancora dal parlamentare la nuova legge punta ad andare a vantaggio “del sistema imprenditoriale del nostro Paese, con l’obiettivo di consentire un accesso sicuro alle orbite per quelle aziende italiane o che operano in Italia”. E su questo la maggioranza “va avanti dritta, perché i tempi sono stretti”. Al centro della controversia vi sarebbe degli emendamenti presentati dal Partito Democratico e definiti dagli stessi proponenti come “anti-Musk”, riferiti all’articolo 25. Questi emendamenti sono stati approvati solo dopo importanti modifiche da parte del governo, e riguardano in particolare la sicurezza nazionale, introducendo un maggiore controllo statale sulle infrastrutture spaziali e sulle telecomunicazioni satellitari.

Per Mascaretti, la legge, dunque, si occupa di concetti chiari e positivi, trattandosi tra l’altro della prima legge italiana ed europea in materia. “L’Italia è stata protagonista della conquista dello spazio – ribadisce il presidente – nel 1964 siamo stati il terzo Paese a mandare in orbita un satellite in autonomia, dopo Urss e Stati Uniti”. Ricordare questa storia è importante, anche perché è avvenuta grazie all’ingegnere e generale dell’Aeronautica militare, Luigi Broglio, “che aveva studiato e lavorato negli Usa, e che grazie all’aiuto della Nasa rese possibile al nostro Paese essere il primo Stato europeo in orbita”. L’obiettivo della legge è puntare allo stesso protagonismo di allora, sempre “guardando all’Europa e allo spazio transatlantico in un ambito strategico come lo spazio”.

Negli ultimi decenni, ha però sottolineato l’onorevole, “ci siamo un po’ seduti sugli allori, in Europa in generale. Quando è partita la New space economy con l’ingresso nel settore degli imprenditori statunitensi, nel Vecchio continente non eravamo altrettanto pronti”. Oggi quindi scontiamo un ritardo “che andiamo a colmare oggi con la legge italiana per lo spazio, domani con quella europea”. “Questa è la nostra strada” ha ribadito Mascaretti “e faremo di tutto affinché le imprese italiane siano protagoniste di questa nuova Economia dello spazio, oggi guardando alle orbite, e domani alle altre sfide che ci attendono”. In questo quadro, la Legge “non è un punto di arrivo, ma di partenza”.


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