Un momento di incontri e interlocuzioni istituzionali dall’alto sapore strategico come dimostra il valore strutturato della visita, a cui hanno preso parte anche il sottosegretario di Stato del ministero della Salute Marcello Gemmato e Naike Gruppioni, del Gruppo Interparlamentare di Amicizia Italia-Azerbaigian. Non solo energia, Baku e Roma vantano una serie di affinità alla voce difesa, università, cultura
Un filo politico da rafforzare costantemente, rinvigorendo la Commissione Intergovernativa per la cooperazione economica, giunta alla sesta edizione e la cui ultima riunione risaliva al 2020, il tutto impreziosito dalla finalizzazione di un Piano d’Azione ad hoc. Italia e Azerbaigian procedono sempre più a braccetto in una cornice di cooperazione bilaterale fortemente positiva, come certificato ancora una volta dalla missione a Baku del vice ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Edmondo Cirielli.
Un momento di incontri e interlocuzioni istituzionali dall’alto sapore strategico come dimostra il valore strutturato della visita, a cui hanno preso parte anche il Sottosegretario della Salute Marcello Gemmato, Naike Gruppioni, del Gruppo Interparlamentare di Amicizia Italia-Azerbaigian, rappresentanti del ministero delle Imprese e Made in Italy, del ministero della Cultura, del ministero per l’Ambiente e la Sicurezza Energetica, del ministero del Lavoro, dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, insieme a Ice, Sace, Cdp, Simest, Eni, Italferr e Confapi.
Prima Cirielli ha incontrato ill ministro degli Esteri Jeyhun Bayramov per un giro d’orizzonte sui principali dossier bilaterali, regionali e internazionali di comune interesse, poi approfonditi nel successivo meccanismo di consultazioni politiche svolto con il suo omologo, il vice ministro degli Esteri Fariz Rzayev. Poi è stato ricevuto dal ministro dell’Energia Parviz Shahbazov al fine di riprendere in mano i destini della Commissione Intergovernativa per la cooperazione economica. Infine il Piano d’Azione congiunto, con 65 misure da attuare in 18 settori nel biennio 2026-2027, siglato per approfondire la cooperazione non solo in settori prioritari come quelli dell’energia, ma anche in altri ambiti ricchi di potenzialità quali sanità, infrastrutture, spazio, agroalimentare, dogane, turismo senza dimenticare ambiti sensibili come lo sminamento umanitario.
Proprio il ministro Shahbazov, intervistato su queste colonne in occasione dei mille giorni dalla nascita del Tap, ha ricordato a Cirielli che l’Azerbaigian ha esportato in Italia 9,5 miliardi di metri cubi di gas nel 2025, pari al 38 per cento delle forniture totali di gas azerbaigiano. Numeri che si sommano a quelli dati dal contributo che il gasdotto Tap ha fornito sia al fabbisogno italiano che europeo, a maggior ragione dall’inizio della crisi del gas russo e con buone prospettive per il futuro, vista la decisione della Commissione europea di azzerare completamente l’acquisto di energia da Mosca. Dunque il ruolo di Baku, già primario ai tempi della realizzazione del Tap, non può che crescere adesso con il possibile raddoppio dell’infrastruttura accanto alle relazioni bilaterali con l’Italia.
Secondo Shahbazov, sono stati esaminati i risultati che “rafforzano il partenariato strategico multidimensionale” tra i due Paesi e i nuovi progetti nei settori energia, trasporti, investimenti e innovazione tecnologica. Non solo energia, Baku e Roma vantano una serie di affinità alla voce difesa, università, cultura, formazione, nella consapevolezza che con un piede sia in Asia che in Europa, l’Azerbaigian abbraccia la diversità e assorbe i valori di diverse culture e civiltà, consentendogli così di assumere il ruolo di vero ponte. L’Italia di Giorgia Meloni ne è consapevole e punta a rafforzare il dialogo con quell’area geografica e geopolitica al fine di implementare relazioni e strategie comuni.
















