Skip to main content

Mobilità qualificata e cooperazione industriale. Il corridoio Italia-Marocco nel quadro del Piano Mattei

Il programma Thamm Plus tra Italia e Marocco nel settore della meccatronica mostra come formazione certificata, regole chiare e collaborazione con le imprese possano trasformare la mobilità in uno strumento di sviluppo condiviso. Un modello coerente con l’approccio del Piano Mattei alla cooperazione con l’Africa

Nel quadro articolato del Piano Mattei, il programma Thamm Plus configura un corridoio strutturato di mobilità qualificata tra Italia e Marocco nel settore della meccatronica, fondato su tre elementi operativi: formazione certificata, individuazione congiunta dei fabbisogni industriali e un canale normativo dedicato previsto dall’articolo 23, distinto dai flussi ordinari. Sostenuto dal ministero dell’Interno e dal ministero del Lavoro, in collaborazione con le Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna e inserito nei Talent Partnerships europei, il progetto prevede la formazione e il collocamento di 500 giovani qualificati attraverso un percorso pienamente regolato — matching con le imprese, nulla osta, visto e contratto di soggiorno. Si tratta di un esempio di come la mobilità possa essere affrontata in chiave industriale e strategica, integrando legalità, esigenze delle imprese e cooperazione bilaterale, in coerenza con l’impostazione del Piano Mattei.

“La giornata di reclutamento Thamm Plus – ha spiegato l’ambasciatore Pasquale Salzano ad Agenzia Nova – rappresenta un passaggio operativo di un progetto che affronta il tema della mobilità del lavoro in modo strutturato, regolato e strettamente collegato ai fabbisogni del sistema produttivo. Non si tratta di un’iniziativa simbolica, ma di uno schema concreto che integra formazione qualificata, selezione mirata e piena conformità al quadro normativo vigente”

Il progetto, sostenuto dalle istituzioni italiane insieme all’Unione europea e realizzato in collaborazione con le autorità marocchine e alcune delle principali regioni manifatturiere italiane, si concentra su un settore altamente strategico come la meccatronica, cuore della manifattura avanzata. La scelta non è casuale: la competitività industriale europea dipende sempre più dalla disponibilità di competenze tecniche qualificate, mentre molti Paesi partner dispongono di giovani formati in cerca di opportunità professionali. In questo senso, Thamm Plus propone un modello di integrazione tra esigenze delle imprese e percorsi di formazione nei Paesi di origine, creando un circuito regolato che consente inserimenti lavorativi mirati e sostenibili.

Questa impostazione si inserisce pienamente nella strategia italiana per l’Africa delineata dal Piano Mattei, che con il vertice di Addis Abeba sta mostrando le sue potenzialità come piattaforma articolata di cooperazione incrociata tra Roma e il continente africano. Tra i pilastri fondativi del Piano emergono infatti con sempre maggiore chiarezza la formazione qualificata e la costruzione di regole per una mobilità sostenibile, considerate leve essenziali per promuovere sviluppo condiviso e stabilità. Investire sulle competenze locali e creare percorsi legali e programmati di mobilità significa infatti rafforzare le economie partner e, allo stesso tempo, rispondere alle esigenze del tessuto produttivo italiano, in una logica di vantaggio reciproco.

In questa prospettiva, la mobilità non viene più trattata come un fattore esclusivamente sociale o umanitario, ma come una componente della sicurezza economica e della proiezione strategica nel bacino sempre più ampio del Mediterraneo allargato. Programmi come Thamm Plus contribuiscono a costruire interdipendenze positive tra le due sponde, favorendo la stabilizzazione del vicinato meridionale e consolidando partnership basate su lavoro, formazione e sviluppo industriale. È un approccio che supera la logica emergenziale senza entrare in contrapposizione con le esigenze di controllo, dimostrando come legalità e competitività possano procedere insieme.

L’esperienza tra Italia e Marocco suggerisce inoltre la possibilità di modelli replicabili in altri contesti africani, in linea con l’obiettivo del Piano Mattei di promuovere una cooperazione pragmatica e orientata ai risultati. Se il vertice di Addis Abeba delinea la visione politica, iniziative operative come questa ne rappresentano l’attuazione concreta, trasformando il dialogo tra Italia e Africa in una rete di progetti capaci di incidere sulle economie reali. In un contesto internazionale segnato dalla competizione per le competenze e dalla riorganizzazione delle filiere produttive, la costruzione di corridoi legali di mobilità qualificata può diventare uno degli strumenti più efficaci per coniugare crescita, stabilità e partnership strategiche di lungo periodo.


×

Iscriviti alla newsletter