A un anno dal lancio del progetto Stargate, la startup annuncia di voler contribuire al costo delle spese energetiche per le grandi infrastrutture per evitare che gravino sulla popolazione. Pronta anche a collaborare con le autorità locali. Proprio come richiesto dalla Casa Bianca
OpenAI sembra averci impiegato molto poco a recepire le direttive della Casa Bianca. Con l’iniziativa Stargate Community, la startup di Sam Altman dichiara di voler “coprire i costi dell’energia, affinché le nostre operazioni non aumentino i prezzi dell’elettricità per i residenti”. Una misura auspicata in primis da Donald Trump, che starebbe pensando di chiedere alle aziende tecnologiche di far fronte a tutte (o quasi) le spese dei data center. Non solo i costi di costruzione, ma anche di gestione. Compresi ovviamente quelli energetici, che saranno piuttosto alti vista la quantità richiesta per far funzionare queste infrastrutture. Per evitare che a pagare siano i comuni cittadini, Trump spinge le Big Tech ad assumersi l’onere. OpenAI risponde presente alla chiamata. “Poiché ogni comunità e area ha esigenze energetiche e condizioni della rete uniche, il nostro impegno sarà adattato”.
Probabilmente anche le altre aziende coinvolte nel progetto Stargate si accoderanno alla decisione di OpenAI. L’annuncio infatti è inserito all’interno del piano e arriva a un anno esatto dalla sua partenza. “A gennaio 2025 ci siamo posti l’obiettivo di espandere la nostra infrastruttura di IA negli Stati Uniti fino a 10 GW entro il 2029 e, a solo un anno di distanza, siamo già ben oltre la metà di quell’obiettivo in termini di capacità pianificata, con il primo sito ad Abilene, in Texas, che sta già addestrando e servendo sistemi di IA di frontiera e diverse strutture Stargate in fase di sviluppo in Tecas, New Mexico, Wisconsin e Michigan”, si legge nella nota della startup.
Nello specifico, in Wisconsin si sta provando a sviluppare nuove capacità energetiche, tra cui impianti solari e sistemi di accumulo a batterie, dalla collaborazione tra Oracle, Ventage e Wec Energy Group. In questo modo si cerca di proteggere i consumatori dagli aumenti di prezzo legati ai nuovi investimenti per la realizzazione dell’impianto. In Texas, Sb Energy è intenzionata a finanziare e costruire nuovi impianti di generazione e sistemi di accumolo di energia per alimentare il campus Stargate nella contea di Milam. Infine, in Michigan, Oracle e Related Digital stanno cercando insieme a Dte Energy per fornire energia del progetto utilizzando le risorse esistenti.
OpenAI non è l’unica ad andare in questa direzione. Già Microsoft aveva annunciato di voler coprire i costi energetici per evitare di gravare troppo sulle persone in termini di spesa energetica e ridurre il consumo di acqua richiesto dai sistemi di raffreddamento. Due punti fermi della strategia che OpenAI vorrebbe trasformare nel paradigma dei prossimi anni. Che si può diversificare a seconda degli approcci: finanziando il carico energetico richiesto per le attività; pianificando il lavoro in anticipo con le aziende di servizi locali, i fornitori, le autorità e gli operati; sviluppare strategie di gestione così che, quando ci sono picchi o stress sulla rete energetica, si può ridurre o limitare i consumi.
C’è anche un’altra iniziativa che OpenAI intende portare avanti: quella della formazione dei lavoratori con le OpenAI Academies. La prima aprirà ad Abilene in primavera. Proprio come vuole Trump.















