SmallSat Europe conferma che il mercato dei minisatelliti sta uscendo dalla dimensione di nicchia per diventare una componente sempre più centrale dell’industria spaziale. Ad Amsterdam il confronto ruota attorno a piattaforme più rapide, servizi integrati, calcolo di bordo e intelligenza artificiale, mentre la presenza italiana mostra una filiera capace di coprire lancio, piattaforme, comunicazioni e missioni avanzate
È in corso in questi giorni ad Amsterdam SmallSat Europe, appuntamento europeo dedicato al mercato dei minisatelliti e alle tecnologie che ne stanno ridefinendo il ruolo industriale. La conferenza, in programma dal 26 al 28 maggio, riunisce circa 2.500 partecipanti, oltre 200 espositori e più di 300 speaker, con un’agenda che attraversa business, difesa, governi, ingegneria e ricerca.
La dimensione dell’evento riflette una trasformazione ormai evidente. Le piattaforme compatte non sono più soltanto un’alternativa più leggera ai satelliti tradizionali, ma sono diventate uno strumento per ridurre tempi e costi, sperimentare servizi, moltiplicare le applicazioni e avvicinare lo spazio a mercati che chiedono dati, connettività e capacità operative più rapide.
Calcolo, IA e spazio connesso
Per Massimo Claudio Comparini, direttore generale della Divisione Spazio di Leonardo, intervenuto alla conferenza, il tema centrale è il rapporto tra infrastrutture spaziali, tecnologie digitali e competizione industriale. “Stiamo assistendo a capacità di calcolo di bordo sempre più potenti, che stanno trasformando in modo fondamentale il settore spaziale”, ha detto Comparini. L’intelligenza artificiale, ha aggiunto, entra nello spazio e incide sull’intera catena del valore. La prospettiva è quella di un settore più interconnesso, in cui connettività, osservazione della Terra e navigazione non procedono più come domini separati. Per Leonardo, questa convergenza sostiene la scelta di una divisione dedicata allo spazio e l’investimento nella costellazione Space Guardian per l’osservazione della Terra.
L’Italia tra filiera e missioni
La presenza italiana ad Amsterdam racconta un mercato dei minisatelliti che si misura ormai sulla capacità di integrare piattaforme, lancio, controllo da terra, componenti specializzati e software di missione. In questo quadro, Avio arriva dopo la missione VV29 di Vega C, la prima operata direttamente dall’azienda, e guarda a nuove opportunità di lancio per piccoli satelliti, aderendo anche alla “Zero Debris Charter” dell’Esa sui detriti orbitali.
Sul fronte delle comunicazioni, Officina Stellare annuncia con Skyloom Global un sistema per telecomunicazioni laser satellitari. Il segmento delle piattaforme vede invece Sitael portare il primo impiego della piattaforma Empyreum sul minisatellite europeo Hibidis e Argotec presentare Hawk Plus, evoluzione della piattaforma usata nei 15 satelliti HEO della costellazione Iride già in orbita.
Il quadro più rilevante arriva però da OHB Italia, prime contractor della missione europea Ramses verso l’asteroide Apophis. La società ha firmato con la tedesca HPS il contratto per l’antenna a medio guadagno della sonda, elemento decisivo per trasmettere dati e immagini verso la Terra durante operazioni di prossimità complesse.















