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L’esplosione di New Glenn non ritarderà il lancio di Artemis III. Parola di Isaacman

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La Nasa non cambia i piani e conferma Artemis III nel 2027, malgrado i ritardi che hanno interessato Blue Origin. La missione che vedrà a bordo della capsula Orion anche l’italiano Luca Parmitano avrà il compito di testare in orbita terrestre i sistemi e le tecnologie che, con Artemis IV, riporteranno l’essere umano sulla Luna

La Nasa ha confermato che la missione Artemis III rimane programmata per il 2027, nonostante i ritardi provocati dall’esplosione che a maggio ha danneggiato la rampa di lancio del razzo New Glenn di Blue Origin. L’annuncio è arrivato dal Farnborough International Airshow, dove l’amministratore dell’agenzia spaziale statunitense, Jared Isaacman, ha ribadito che il calendario del programma lunare non subirà modifiche e che l’obiettivo di preparare il ritorno degli astronauti verso la Luna rimane invariato. 

Il contesto e l’incidente 

La conferma arriva in un momento delicato per il programma Artemis, che dipende dall’integrazione di sistemi sviluppati sia dalla Nasa sia dall’industria privata. L’incidente che ha coinvolto Blue Origin aveva alimentato dubbi sulla capacità dell’azienda di rispettare le scadenze previste, ma l’agenzia ha comunicato che i lavori di ripristino della rampa di lancio del vettore New Glenn dovrebbero essere ultimati entro la fine dell’anno, consentendo di mantenere invariato il cronoprogramma della missione. In caso contrario, la Nasa ha comunicato di aver già previsto soluzioni alternative per limitare eventuali ritardi. L’esplosione del razzo New Glenn, avvenuta a Cape Canaveral lo scorso 28 maggio durante un test, ha provocato ingenti danni all’unica infrastruttura di lancio attualmente disponibile per il vettore di Blue Origin. L’incidente, pur senza conseguenze per il personale, ha costretto l’azienda di Jeff Bezos a sospendere le operazioni e ad avviare un’indagine tecnica. 

La missione Artemis III

Sempre dal palco di Farnborough, la Nasa ha presentato ufficialmente l’equipaggio di Artemis III, già annunciato nei mesi scorsi. Alla missione prenderanno parte gli statunitensi Christina Koch, comandante della missione, e Victor Glover, pilota della capsula Orion, l’astronauta canadese Jeremy Hansen e l’italiano Luca Parmitano, selezionato come specialista di missione. Per Parmitano, già protagonista delle missioni Volare e Beyond sulla Stazione spaziale internazionale e primo italiano al comando della Iss, si tratterà del terzo volo spaziale della sua carriera. La missione sarà una vera e propria prova generale per il prossimo allunaggio (previsto con la missione Artemis IV), e avrà l’obiettivo di testare in orbita terrestre bassa le procedure di rendez-vous e attracco tra la capsula Orion e i sistemi di atterraggio sviluppati da SpaceX e Blue Origin. 

Il fattore Space X

Parallelamente, la Nasa sta monitorando con attenzione anche i progressi di SpaceX e del sistema Starship. Nella configurazione originaria del programma, infatti, Artemis III avrebbe dovuto riportare gli astronauti sulla superficie lunare utilizzando la versione Human Landing System del vettore sviluppato dall’azienda di Elon Musk. La successiva revisione del programma ha però riconfigurato Artemis III in una missione di collaudo, che verrà condotta con il razzo SLS della Nasa. Per questo motivo i prossimi test della Starship, uno dei quali è previsto in settimana, saranno comunque osservati con particolare interesse, dal momento che il veicolo dovrà dimostrare l’affidabilità di componenti fondamentali, dai motori Raptor al sistema di protezione termica, in vista del suo futuro impiego con Artemis IV.


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