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Terre rare e pax silica, l’asse con Washington vale più della Via della Seta. Pellegrino (FdI) spiega perché

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“Questa cooperazione è la dimostrazione del cambiamento impresso dal Governo Meloni: siamo passati dalla subalternità ideologica della ‘Via della Seta’ dei governi di sinistra a una postura di dignità internazionale, che tutela l’interesse nazionale e costruisce partenariati industriali paritetici con i nostri storici alleati occidentali”. Conversazione con la senatrice di FdI, Cinzia Pellegrino, membro della commissione affari europei di Palazzo Madama

La sovranità tecnologica, la sicurezza nazionale e la competitività del sistema industriale italiano hanno come denominatore comune l’intesa strategica tra Italia e Stati Uniti nel settore dei minerali critici e delle terre rare. Lo pensa la senatrice di Fratelli d’Italia Cinzia Pellegrino, membro della commissione affari europei di Palazzo Madama che affida a Formiche.net un’articolata analisi che tocca la Pax Silica, le strategie energetiche degli alleati atlantici e i progressi che in questo campo ha compiuto il governo di Giorgia Meloni.

CINZIA PELLEGRINO POLITICO

Punto di partenza le firme apposte ieri a Washington da Antonio Tajani e Marco Rubio sull’accordo italoamericano, che rappresentano un pilastro fondamentale. “L’incontro – spiega la senatrice – ha sancito la centralità dell’Italia nella nuova alleanza multilaterale di 55 nazioni volta a scardinare il quasi-monopolio della Repubblica Popolare Cinese sulle catene di approvvigionamento globali. Per l’Italia, seconda manifattura d’Europa e quarta potenza esportatrice globale, disporre di un accesso stabile, sicuro e a costi sostenibili a queste materie prime strategiche è una precondizione vitale per proteggere oltre 560 miliardi di euro di produzione industriale che dipende direttamente da esse.

Questa cooperazione è la dimostrazione plastica del cambiamento impresso dal Governo Meloni: siamo passati dalla subalternità ideologica della Via della Seta dei governi di sinistra a una postura di dignità internazionale, che tutela l’interesse nazionale e costruisce partenariati industriali paritetici con i nostri storici alleati occidentali”.

In questo senso il rafforzamento dell’asse tra Roma e Washington è un tassello chiave della Pax Silica, la strategia dell’Occidente per spezzare lo strapotere tecnologico e industriale della Cina, che oggi controlla quasi l’intero mercato delle terre rare e delle materie prime critiche, in una posizione di quasi-monopolio che, aggiunge, il governo cinese non ha esitato a usare come arma geopolitica, bloccando ad esempio le esportazioni di metalli rari come gallio e germanio per colpire le nostre industrie. “Per porre fine a questo ricatto e mettere in sicurezza le filiere produttive, i Paesi del G7 si sono posti l’obiettivo di ridurre la dipendenza da singoli fornitori non alleati per le terre rare a meno del 60% entro il 2030, per poi scendere al 50%. In questa partita l’Italia gioca un ruolo di primo piano, partecipando attivamente alla Minerals Security Partnership (MSP) e promuovendo una visione improntata al realismo economico”.

Ma non è tutto, perché la senatrice rivendica il lavoro svolto fin qui dal suo partito e mette l’accento su un passaggio nevralgico legato al Green deal: “Fratelli d’Italia, in secondo luogo, si oppone con forza all’ecologismo ideologico della sinistra, colpevole di aver spinto per norme ultra-green (come il bando europeo alle auto a benzina e diesel dal 2035) che avrebbero finito per consegnare l’intera filiera industriale dell’automotive nelle mani del monopolio elettrico cinese. Al contrario, l’azione del Governo Meloni si fonda sulla neutralità tecnologica: dobbiamo diversificare le forniture, sbloccare in modo sostenibile l’estrazione mineraria nazionale e spingere sul riciclo, per evitare di scambiare la passata dipendenza dal gas russo con una nuova e ben più pericolosa sottomissione tecnologica a Pechino. Questa strategia di sovranità e dignità nazionale si salda, infine, con lo spirito del Piano Mattei per l’Africa, un modello di cooperazione non predatorio e paritetico che non punta a depredare le risorse dei partner africani, ma investe sul posto per creare sviluppo e capacità di raffinazione industriale, offrendo a queste Nazioni una reale alternativa di crescita rispetto allo sfruttamento cinese”.

Infine una considerazione di prospettiva, che investe le relazioni tra Usa e Italia. Secondo la senatrice Pellegrino “con il Governo Meloni, l’Italia ha abbandonato l’ambiguità diplomatica dei governi Conte-Di Maio, che nel 2019 avevano firmato il Memorandum sulla Via della Seta sottomettendo la nostra economia agli interessi cinesi e accumulando un deficit commerciale drammatico”. E ancora: “La cooperazione sulle materie prime critiche e sulle terre rare rappresenta il tassello più recente e strategico di una collaborazione bilaterale che unisce Italia e Stati Uniti sui dossier ad altissima tecnologia. Il rapporto tra Roma e Washington esce da questo passaggio rafforzato e rappresenta una strategia essenziale per costruire la sicurezza economica dell’Occidente”.


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