Gino Paoli, nato a Monfalcone il 23 settembre 1934 e cresciuto a Genova, resta una delle voci più profonde e riconoscibili della musica italiana. Icona della “scuola genovese”, debuttò alla fine degli anni Cinquanta accanto ad amici come Tenco, De André e Bindi. Il primo vero successo arrivò con Il cielo in una stanza, scritto per Mina, che impose definitivamente il suo nome tra i grandi cantautori.
La sua vita artistica non è mai stata separata da quella sentimentale. Nel 1961 intrecciò una relazione intensa e tormentata con Ornella Vanoni, una storia che ispirò brani diventati classici, come Senza fine. Il loro legame fu travolgente, segnato da passione, crisi, riavvicinamenti e un filo artistico che rimase vivo fino all’ultimo. La morte di Vanoni, nel novembre 2025, fu per Paoli un dolore profondo: la moglie Paola Penzo raccontò di non aver avuto il coraggio di svegliarlo per dargli la notizia, sapendo quanto lo avrebbe colpito. Paoli scelse il silenzio, postando solo una foto in bianco e nero dei due insieme, un’immagine diventata simbolo di quel legame “senza fine”.
La vita privata di Paoli è stata segnata anche da altre storie importanti: il matrimonio con Anna Fabbri, la relazione con Stefania Sandrelli da cui nacque Amanda, e il lungo legame con Paola Penzo, sua moglie dal 1991. Tra successi, crisi profonde e perfino un tentato suicidio nel 1963, Paoli ha attraversato la storia della musica italiana con una forza creativa che non si è mai esaurita.
Il 24 marzo 2026, la musica italiana perde una delle sue figure più luminose: Gino Paoli muore lasciando un repertorio che ha segnato generazioni, ma soprattutto un racconto umano fatto di fragilità, passioni e melodie che continueranno a risuonare.
Ecco le foto dall’archivio di Umberto Pizzi per ricordarlo.
(c) Umberto Pizzi – Riproduzione riservata





















































































































