L’aerospazio italiano ha ormai raggiunto una dimensione industriale solida, con numeri che ne confermano il peso crescente nell’economia nazionale e nelle filiere tecnologiche avanzate. La nuova mappatura di Ctna e Confindustria mostra un settore in cui lo spazio accelera con forza, mentre l’aeronautica continua a garantire massa critica, occupazione e continuità produttiva. La sfida ora è trasformare questa crescita in una filiera più integrata e competitiva
I numeri dell’aerospazio italiano raccontano un comparto ormai arrivato a una scala industriale rilevante. Il settore vale 21,4 miliardi di euro, impiega 54.300 addetti e investe in ricerca e sviluppo il 5% del fatturato. La nuova mappatura realizzata da Ctna e Confindustria permette di leggere questa dimensione con un perimetro più ordinato, costruito attraverso il contatto diretto con imprese, distretti, università e centri di ricerca, con la validazione finanziaria di Intesa Sanpaolo.
Il campione comprende 38 grandi imprese, 220 Pmi, 18 start-up, 38 enti di ricerca e 24 università. La base è ampia e rappresentativa, anche se volontaria e quindi non esaustiva. Il valore dell’analisi sta soprattutto nel rendere più leggibile una filiera che unisce manifattura avanzata, tecnologie, servizi e ricerca.
Spazio più veloce, aeronautica più pesante
La crescita più marcata arriva dallo spazio. Il fatturato del segmento è salito del 63%, da 1,9 a 3,1 miliardi di euro, mentre gli addetti sono aumentati del 51%. Satelliti, comunicazioni sicure, robotica, infrastrutture spaziali e servizi basati su dati satellitari indicano un’area in cui industria, sicurezza e autonomia tecnologica tendono a sovrapporsi.
L’aeronautica resta però la componente principale per dimensione assoluta. Il fatturato è cresciuto del 30%, da 14,1 a 18,3 miliardi di euro, con un aumento degli addetti del 17%. Aerostrutture, motori, avionica, manutenzione, sistemi radar e sistemi aeromobili a pilotaggio remoto formano la base industriale più ampia della filiera. Lo spazio accelera, l’aeronautica garantisce massa critica, continuità produttiva e competenze consolidate.
Un settore che pesa anche sul piano strategico
La crescita dell’aerospazio non riguarda solo la dimensione economica. Nelle parole del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, lo spazio è “un asse portante e strategico su cui costruire la competitività, la sicurezza e la sovranità tecnologica del nostro Paese”. La completezza della filiera è uno degli elementi centrali. L’Italia copre tutti i livelli della catena del valore, dai grandi integratori ai fornitori di componenti e servizi. Questa struttura consente di tenere insieme capacità manifatturiera, tecnologie avanzate e ricerca, ma richiede una regia industriale capace di rafforzare il coordinamento tra territori, imprese e competenze.
La condizione per crescere
Il tema indicato da Confindustria è il rafforzamento della filiera. Giorgio Marsiaj, delegato per l’Aerospazio di Confindustria, ha richiamato la necessità di rafforzare “le politiche industriali, gli investimenti in innovazione e l’integrazione tra imprese, ricerca e sistema formativo”. La direzione è favorire l’aggregazione e allargare la base nazionale a soggetti capaci di completare “le capacità tecnologiche e manifatturiere esistenti”.
La lettura di Ctna va nella stessa direzione. La presidente, Cristina Leone, ha definito l’aerospazio un comparto che “integra industria e ricerca, genera innovazione e rappresenta un pilastro della crescita, della competitività del Made in Italy e del posizionamento dell’Italia nelle grandi filiere globali”. I numeri mostrano una crescita robusta. La sfida ora è trasformare questa espansione in un sistema più coeso, capace di reggere la competizione industriale e tecnologica dei prossimi anni.
















