L’ex funzionario dell’intelligence austriaca Egisto Ott è stato condannato a Vienna per aver fornito informazioni sensibili alla Russia e a Jan Marsalek, l’ex manager di Wirecard in fuga. Una vicenda che, come ricostruisce la Bbc, accende nuovamente i riflettori sul ruolo dell’Austria come terreno sensibile per le reti di spionaggio russe in Europa
Torna il nome di Jan Marsalek. Ex dirigente di Wirecard, cittadino austriaco, latitante dopo il collasso del colosso tedesco dei pagamenti, oggi ritenuto dagli investigatori al riparo a Mosca. Attorno a lui, ancora una volta, un caso di spionaggio russo. Questa volta il caso arriva da Vienna, dove l’ex funzionario dell’intelligence austriaca Egisto Ott è stato riconosciuto colpevole di aver passato informazioni a ufficiali russi e allo stesso Marsalek.
La ricostruzione degli eventi
Secondo la Bbc, che ha dato conto del verdetto da Vienna, Ott è stato condannato a quattro anni e un mese di carcere, in quanto ritenuto colpevole di spionaggio, abuso d’ufficio, corruzione, frode aggravata e violazione della fiducia. Reuters ha confermato la condanna, definendo il procedimento uno dei casi più rilevanti di spionaggio filorusso emersi in Austria negli ultimi anni.
Il cuore dell’accusa riguarda il periodo tra il 2015 e il 2020 quando, secondo i magistrati, Ott avrebbe raccolto informazioni riservate e una grande quantità di dati personali da banche dati della polizia, mettendoli poi a disposizione di rappresentanti dell’intelligence russa e di Marsalek.
Tra gli episodi contestati c’è anche il passaggio a Mosca di materiale relativo alle comunicazioni sicure europee. Secondo l’accusa, Marsalek avrebbe incaricato Ott di procurarsi un laptop contenente hardware elettronico riservato utilizzato da Stati membri dell’Unione europea per comunicazioni protette. Quel dispositivo, secondo i pubblici ministeri, sarebbe poi finito nelle mani dell’intelligence russa.
Non meno significativo è il capitolo sui telefoni del ministero dell’Interno austriaco. La corte ha esaminato il caso dei dispositivi di alcuni alti funzionari finiti accidentalmente nel Danubio durante un’uscita in barca. Ott, secondo l’accusa, ne avrebbe copiato i contenuti per poi trasmetterli a Marsalek e, attraverso di lui, a Mosca.
Torna Marsalek
Resta aperto, soprattutto, il capitolo Marsalek. L’ex manager di Wirecard è ricercato dalla Germania per il grande scandalo finanziario che ha travolto la società nel 2020, ma da anni il suo profilo ha superato i confini della criminalità economica. È sospettato di essere un asset dell’intelligence russa, oggetto di una Red Notice dell’Interpol e ritenuto dagli investigatori in Russia. Il suo nome è comparso anche nel caso della rete bulgara condannata a Londra nel 2025 per spionaggio a favore di Mosca, a conferma di un ruolo che gli inquirenti europei considerano ormai ben più profondo e complesso di quello di un fuggitivo finanziario
















