“Quello che questa legge dice chiaramente è che chi prende un voto in più dell’altra coalizione avrà una maggioranza per governare per cinque anni: ciò fa impazzire la sinistra. Le opposizioni? Hanno paura del confronto. Non dimentichiamo che hanno governato dieci anni senza avere mai vinto le elezioni e Conte è stato premier senza essere eletto”. Intervista alla vicecapogruppo di FdI alla Camera, Elisabetta Gardini
Oggi l’Italia ha vinto, perché non solo con il premio di maggioranza si saprà già a urne chiuse chi avrà vinto e chi sarà proposto come premier al Quirinale, ma anche perché l’opposizione avrà una soglia minima di seggi. Non era mai accaduto. Le sinistre italiane raccontano ancora una volta una storia che non corrisponde alla realtà, perché a differenza degli altri partiti socialisti in Ue, in Italia non si sono evolute. Così a Formiche.net Elisabetta Gardini, vicecapogruppo di FdI alla Camera, dopo l’approvazione della legge sulla riforma elettorale, che dovrà ora passare al Senato.
L’Aula della Camera ha approvato la riforma della nuova legge elettorale con 217 voti a favore. Il punto centrale è l’introduzione di un premio di maggioranza per la coalizione o la lista che supererà il 42% dei voti. Cosa vuol dire politicamente dopo le polemiche di ieri e cosa cambia nel merito?
Vuol dire una cosa semplice, che la maggioranza c’è, è compatta e vota. Ha portato a casa un provvedimento utile per l’Italia e per gli italiani perché noi con questa legge elettorale garantiamo che la stabilità vista nei quattro anni del governo Meloni resta un valore aggiunto e straordinario anche dal punto di vista economico. Tale scenario continuerà anche nella prossima legislatura, a prescindere da chi vincerà.
Stabilità contro pareggio quindi?
Quello che questa legge dice chiaramente è che chi prende un voto in più dell’altra coalizione avrà una maggioranza per governare per cinque anni: ciò fa impazzire la sinistra. Diciamoci la verità, questa legge vuole dare forza alla sovranità che appartiene al popolo e dare forza quindi alla democrazia.
Al di là dei franchi tiratori, perché le opposizioni, secondo la sua opinione, hanno avversato le preferenze dopo aver chiesto da anni che la parola dovesse tornare agli elettori?
La verità è che loro sono abituati a stare nelle chiuse stanze, a muoversi nell’ombra e difatti hanno chiesto il voto segreto approfittandosi quindi anche, come osservato dal ministro Francesco Lollobrigida, della debolezza di alcune persone che magari si sono spaventate dell’onda emotiva e tramite il voto segreto hanno seguito la propria debolezza, invece che la strategia forte che noi avevamo come Fratelli d’Italia. Le opposizioni hanno paura del confronto. Non dimentichiamo che hanno governato dieci anni senza avere mai vinto le elezioni. È stato veramente surreale ascoltare Giuseppe Conte accusarci di ogni nefandezza, lui che è arrivato a Palazzo Chigi senza aver avuto mai un voto da parte degli italiani. Se le preferenze gli stavano tanto a cuore, come hanno sostenuto per anni, perché loro non le hanno mai proposte? E soprattutto perché adesso che c’era l’opportunità di votare l’emendamento di Fratelli d’Italia, un emendamento negoziato anche con i partiti più piccoli, non lo hanno votato? Ha detto bene Giovanni Donzelli in aula, che se loro avessero tenuto i loro emendamenti sulle preferenze noi avremmo votato anche i loro emendamenti sulle preferenze. Lei sa che Fratelli d’Italia ha questa curiosa caratteristica, vota le cose per per quello che sono, per il loro contenuto, non per chi le propone. E invece la sinistra ha fatto tante chiacchiere ma ha dimostrato che nei fatti le preferenze non le vuole. Se ne ha tanta paura dovremmo chiedere a loro il perché.
Avverte la sensazione che questo sia un Paese irriformabile? Ogni volta che si prova a cambiare qualcosa, come sulla giustizia, si presentano molti impedimenti.
Quando in gioco ci sono le riforme bisognerebbe sedersi tutti attorno a un tavolo e guardare all’interesse generale della nazione. Purtroppo questa è una pratica che in Italia è poco conosciuta, soprattutto da parte di una parte politica che ha sempre più a cuore qualche altro Paese, è esterofila. Se l’Italia ha avuto una persona per bene è stata Alcide De Gasperi. Qualcuno ricorderà la legge truffa degli anni ’50 e chi la definì a seconda delle ricostruzioni di alcuni studiosi come per esempio il professor Zaslavsky, russo vissuto poi in Italia che ha avuto l’opportunità di studiare e leggere gli archivi dell’Unione Sovietica nel periodo in cui furono a disposizione degli studiosi. Lui ricostruì che alcuni esponenti della sinistra italiana dell’epoca erano andati al Cremlino e avevano raccontato questa legge con un premio di maggioranza al 50%. E al Cremlino il capo commentò: “Macchinazia”. Il russo fu tradotto in italiano legge truffa. Per cui oggi la sinistra sta rispolverando i vecchi arnesi dell’era comunista. Perché in fondo, me lo lasci dire, nel loro animo, nel loro cuore, nel loro DNA, c’è ancora quel comunismo di cui si sono nutriti e che non hanno mai ripudiato. Non hanno mai detto “abbiamo sbagliato”, hanno solo cambiato nome quando è crollato il muro di Berlino e questo io credo sia una cosa che ancora sconta la sinistra italiana a differenza dei grandi partiti europei che invece hanno un’anima socialista.
Altra novità l’emendamento sul voto dei fuori sede: chi si iscrive a un apposito albo per motivi di studio, lavoro o cure mediche potrà votare dove è temporaneamente domiciliato. Un passo avanti?
Per la prima volta si offre il diritto a un fuori sede di votare, rimanendo nel comune di domicilio e non dovendo tornare, sobbarcandosi anche viaggi molto costosi, nel Comune di residenza: una novità assoluta. Osservo che l’Aula su questo punto ha ottenuto l’unanimità, però nelle dichiarazioni le opposizioni hanno voluto fare i distinguo, perché naturalmente loro l’avrebbero scritto meglio. Piuttosto, c’è voluto un governo di centrodestra, c’è voluto il governo con la prima donna presidente del Consiglio Giorgia Meloni perché questa esigenza di cui si è discusso non poco negli anni passati (anche con i loro governi di centro sinistra e governi tecnici) venisse realizzata. Ma non è tutto.
Ovvero?
Sul premio di maggioranza vorrei smontare un’altra delle bufale che ho sentito ripetere tante volte in Aula. Le sinistre sostengono che con questo premio si potrà avere una maggioranza bulgara per cambiare la Costituzione e per votare tutto. Non è affatto vero, perché è stato messo un tetto, per cui la maggioranza non potrà avere più del 55% dei seggi e per la prima volta c’è quindi anche una minoranza che dovrà avere almeno il 45% dei seggi. Per la prima volta che anche le opposizioni non possono scendere al di sotto del 45%. Significa che ancora una volta la sinistra racconta una storia che non corrisponde alla realtà e io ogni volta resto basita da tale atteggiamento. Io credo che tutte le opinioni siano rispettabili, tranne le bugie. Per cui questa legge ritengo sia una grande cosa per l’Italia, perché offre stabilità, perché gli italiani il giorno stesso del voto sapranno chi ha vinto e sapranno chi li governerà, avendo indicato la persona che poi verrà proposta al Presidente della Repubblica come presidente del Consiglio. Oggi ha vinto l’Italia.
















