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Vincenzo De Luca è più sexy di Silvio Berlusconi con la Severino per i giudici

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Il Tribunale civile di Napoli ha accolto il ricorso di Vincenzo De Luca contro la sospensione, sostenendo che, altrimenti, sarebbe stata disattesa la volontà degli elettori. Più o meno le medesime argomentazioni che, per un ventennio, ha cercato di far valere, inutilmente, Silvio Berlusconi, a cui, però, rispondevano in coro che la sovranità del popolo si deve esprimere nell’ambito dell’ordinamento giuridico vigente. La legge Severino (la pagina nera del governo Monti) somiglia sempre più a una ‘’grida’’ manzoniana. Persino il Grande Ayatollah Raffaele Cantone ha riconosciuto che sono necessarie delle modifiche. Del resto, ormai il suo compito lo ha svolto: è servita a cacciare l’ex Cav.  dal Senato.

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Nella vicenda della Fincantieri la Fiom – come a suo tempo fece a Taranto con l’Ilva – si è schierata con la procura contro gli interessi dei lavoratori. Il radicalismo combina strani scherzi, fino a cambiare la natura stessa di un sindacato.

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Si parla, in questi giorni, di un provvedimento approvato dal Consiglio regionale del Friuli-VG riguardante l’introduzione di una sorta di reddito minimo finalizzato all’inclusione sociale delle persone e delle famiglie povere, residenti nella regione da almeno due anni. E si fanno paragoni con il reddito di cittadinanza proposto dal M5S che, peraltro, ha votato a favore di quella legge. Ovviamente la prestazione – di carattere sperimentale per tre anni, limitata ad un massimo di 550 euro mensili e fortemente condizionata alla partecipazione a programmi predisposti di qualificazione professionale e all’accettazione di proposte di lavoro da parte dei Servizi per l’impiego – può funzionare per un unico motivo: che In Friuli ci sono i friulani. Istituzioni che funzionano, gente seria e corretta, di tradizione austro-ungarica. Al di là delle pur notevoli differenze con il reddito di cittadinanza di stampo grillino, l’estensione di tale misura a livello nazionale acquisterebbe inevitabilmente una natura assistenziale, perché i Servizi di politiche attive non riuscirebbero a gestirla in almeno metà del Paese. E’ necessario anche un requisito antropologico allo sviluppo.

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Auguri a quanti si recheranno ad Atene: ‘’Spero che torniate con le pive nel sacco. E magari accompagnati dal  foglio di via’’.


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