Mentre la posizione tedesca si irrigidisce e il negoziato con Pechino si avvicina a un passaggio decisivo, ottobre si profila come il primo vero banco di prova del nuovo consenso europeo sulla Cina
Emanuele Rossi
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Non solo regole, ma data center. La strategia italiana per conquistare l'infrastruttura dell'IA
Roma sta progressivamente spostando il baricentro della propria politica sull’intelligenza artificiale dalla regolazione alla costruzione dell’infrastruttura, con oltre 25 miliardi di euro di investimenti strategici in data center. La sfida sarà ora trovare un equilibrio tra l’attrazione di capitali internazionali e un quadro normativo nazionale sempre più articolato
Tokenpolitik, ecco la nuova geopolitica dell'intelligenza artificiale
Il controllo dei chip non basta più. Un’analisi del Center for Strategic and International Studies conferma che la competizione tra Stati Uniti e Cina sta entrando in una nuova fase, nella quale la posta in gioco è la capacità di costruire l’infrastruttura globale dell’intelligenza artificiale. Una sfida destinata a ridefinire gli equilibri internazionali e ad avere ricadute sempre più concrete sulle economie e sulle società nell’ottica della cosiddetta Tokenpolitik
Rubio e la Cina di Xi. La rivalità strategica nell’era della realpolitik trumpiana
L’intervista rilasciata da Marco Rubio a Lara Trump su Fox News offre uno dei ritratti più completi della politica estera del Trump 2.0. Sul dossier cinese, però, emerge un elemento che va oltre le posizioni ormai note del segretario di Stato: un tempo falco anti-Pechino, da attore protagonista dell’amministrazione sembra oggi interpretare la competizione con la Cina attraverso il prisma della diplomazia transazionale del leader Donald Trump
La guerra delle rotte energetiche arriva alla porta del Canale di Suez
Le crisi del Mar Rosso, del Corno d’Africa e di Hormuz stanno convergendo in un unico spazio strategico, dove infrastrutture energetiche, rotte commerciali e logistica sono diventate parte della competizione regionale. La questione Houthi prende una dimensione sempre più centrale e semiautonoma
L’Italia firma Pax Silica e rafforza il ponte tecnologico transatlantico
L’Italia entra in Pax Silica. Significa che, dopo la firma di oggi a Brindisi, Roma coordinerà con Washington e con il blocco dei membri aderenti all’iniziativa (compresa l’Unione europea) il futuro comune sulla filiera del valore dell’intelligenza artificiale
Pax Silica, l'Italia c’è. Rasser spiega perché conta stare con gli Usa sull’AI
Italia e Stati Uniti firmano venerdì a Brindisi la dichiarazione sulla “Pax Silica”, l’iniziativa di cooperazione strategica – cui l’Italia aderisce su impulso del ministro Antonio Tajani – che mira a rafforzare il coordinamento tra partner internazionali e settore privato nei comparti chiave delle catene di approvvigionamento per le tecnologie avanzate. Rasser (Scsp) spiega perché l’Italia non può stare fuori dall’iniziativa statunitense e dà un’indicazione a Roma sull’attuazione
La Cina può vincere senza rompere il sistema che l'ha fatta crescere?
Mentre Pechino accelera la sfida all’Occidente, rischia di mettere sotto pressione proprio il sistema che l’ha trasformata in una superpotenza. Un paradosso che aiuta a leggere la nuova fase della competizione globale
Gli Usa lanciano la coalizione sul 6G. E c'è anche l'Italia
L’Italia ha aderito alla partnership globale promossa dall’amministrazione Trump per accelerare lo sviluppo di reti 6G “sicure”. L’iniziativa punta a coordinare le principali democrazie industriali prima che la nuova generazione di telecomunicazioni arrivi sul mercato, con l’obiettivo di limitare l’influenza cinese nella definizione delle future infrastrutture digitali
Tra Haftar, Dabaiba e Piano Boulos. La bussola di Mezran per capire la Libia
Karim Mezran, direttore della North Africa Initiative dell’Atlantic Council e tra i massimi esperti internazionali di Libia, analizza con Formiche.net la crisi del Paese, denunciando il fallimento della transizione politica e le crescenti ingerenze esterne. Secondo Mezran, il Piano Boulos rischia di imporre un accordo privo di consenso interno, alimentando nuove tensioni e compromettendo ulteriormente le prospettive di una stabilizzazione democratica
















