Per Beniamino Irdi (Atlantic Council), l’azione statunitense in Venezuela va letta come una prima applicazione del “corollario Trump” della dottrina Monroe, coerente con la nuova National Security Strategy. Il fattore petrolifero conta, ma non è decisivo: la mossa risponde soprattutto a una logica di sicurezza e di contenimento della presenza russa e cinese nell’emisfero occidentale, con implicazioni anche per l’Europa, in un ordine internazionale sempre più fondato sui rapporti di forza
Emanuele Rossi
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Khamenei pronto alla fuga? La vicenda di Maduro pesa sull’Iran
Le indiscrezioni su un possibile piano di fuga di Khamenei verso Mosca riflettono la crescente vulnerabilità del regime iraniano sotto pressione interna ed esterna. Tra minacce militari, deterrenza e parallelismi con il Venezuela, Teheran affronta uno scenario in cui sopravvivenza del sistema e caos post-regime restano opzioni entrambe aperte
Una nuova frontiera della deterrenza Usa nell’emisfero occidentale. Conversazione con Zeneli
Secondo Valbona Zeneli la cattura di Maduro si inserisce pienamente nel “Corollario Trump” della Dottrina Monroe e nella Strategia di Sicurezza Nazionale Usa, come riaffermazione esplicita di deterrenza e competizione tra grandi potenze. L’operazione, preparata da anni di pressione legale e strategica, apre per Washington una finestra rara per ridisegnare la sicurezza emisferica e, per il Venezuela, una fase incerta ma potenzialmente decisiva di transizione politica
Così la Cina subisce (e sfrutta) l'azione Usa a Caracas
La cattura di Maduro colpisce direttamente gli interessi cinesi in Venezuela, dal petrolio alla cooperazione politica e militare, mettendo Pechino davanti a un fatto compiuto imposto dagli Stati Uniti. Tra reazioni ufficiali, imbarazzo diplomatico, lezioni militari e fallimenti tecnologici, l’episodio diventa un test cruciale per il ruolo globale della Cina e per la tenuta dell’ordine internazionale
Controllare il Venezuela dopo la cattura di Maduro. Trump presenta al mondo la dottrina Donroe
La cattura di Nicolás Maduro segna una svolta nella postura americana: Trump rivendica controllo politico e deterrenza diretta, mentre il diritto penale diventa strumento strategico di potenza. Non un episodio isolato, ma una frattura nell’ordine implicito internazionale, tra sovranità, enforcement e nuova dottrina occidentale
Gli Usa supportano Taiwan dopo le esercitazioni cinesi (e le parole di Xi)
La dichiarazione di Washington contro le esercitazioni cinesi attorno a Taiwan riafferma la linea statunitense a difesa dello status quo nello Stretto e la continuità della politica di ambiguità strategica. Sullo sfondo, le manovre “Justice Mission 2025” segnano un’ulteriore escalation della pressione militare di Pechino, cui Taipei risponde in modo misurato rendendo visibili alcune delle proprie capacità di deterrenza
Ecco la Dottrina Donroe degli Usa nell’Indo-Pacifico
Nel 2025 la politica statunitense nell’Indo-Pacifico si è mossa secondo una logica sempre più funzionale e selettiva, riconducibile alla cosiddetta “Donroe Doctrine”: controllo degli spazi strategici, uso mirato di partner e strumenti economici, riduzione degli impegni politici vincolanti. Dalla riallocazione dell’assistenza estera alle ambiguità del Quad e alla gestione prudente del dossier Taiwan, emerge un approccio orientato alla gestione della competizione con la Cina più che alla costruzione di un nuovo ordine regionale
A Taiwan Pechino viola nuovamente l’ordine internazionale. Parla l’ambasciatore Tsai
Taipei denuncia le nuove esercitazioni militari cinesi attorno all’isola come una violazione dell’ordine internazionale basato sulle regole. L’ambasciatore Tsai avverte: Pechino mina la stabilità regionale e intensifica il bullismo geopolitico nell’Indo-Pacifico
Justice Mission, cosa significano le nuove esercitazioni cinesi attorno a Taiwan
La Cina ha avviato nuove esercitazioni militari su larga scala attorno a Taiwan, collegandole esplicitamente al rafforzamento militare di Taipei e al sostegno statunitense. Le manovre confermano la normalizzazione della pressione militare cinese come strumento di coercizione strategica nello Stretto
Perché il Quantum militare cinese è al centro delle attenzioni del Pentagono
La tecnologia quantistica è diventata un pilastro della strategia cinese per la competizione tecnologica e militare, integrata nella fusione civile-militare e sostenuta da investimenti statali mirati. Secondo il Pentagono, Pechino punta a usarla come moltiplicatore di potenza nel lungo periodo, con implicazioni dirette per la sicurezza globale e l’equilibrio strategico con gli Stati Uniti e i loro alleati
















