Per Giuseppe Dentice (OsMed-Istituto Studi Strategici San Pio V), i principali fronti regionali non possono più essere letti separatamente. Libano, Iran, Gaza e Golfo sono ormai parte di un unico sistema di sicurezza, dove ogni escalation rischia di produrre effetti a catena
Emanuele Rossi
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Trump porta l’AI nel cuore della sicurezza nazionale americana
La Casa Bianca ha firmato una nuova direttiva presidenziale sulla sicurezza nazionale dedicata all’Intelligenza artificiale. L’obiettivo dichiarato è accelerarne l’adozione nell’apparato di difesa e intelligence degli Stati Uniti, rafforzando al tempo stesso controllo operativo, resilienza e affidabilità dei sistemi
Guerra robotica con caratteristiche cinesi. Pechino mostra la sua AI militare
Dalle esercitazioni militari ai sistemi di governance predittiva, Pechino sta integrando l’Intelligenza Artificiale nelle proprie strutture di potere. Una traiettoria che spinge l’Indo-Pacifico ad adattarsi e riapre il dibattito sui limiti politici ed etici della tecnologia
Pax Silica, perché l’Europa entrerà nel progetto americano sull’AI
Gli Stati Uniti non considerano più l’intelligenza artificiale un semplice settore industriale, ma una nuova infrastruttura geopolitica dell’Occidente. La decisione europea arriva mentre Washington accelera la costruzione di una rete di alleati per mettere in sicurezza filiere, risorse e standard dell’AI
Iran, il negoziato passa dal Libano. Come Hezbollah è entrato nella partita tra Trump e Teheran
Mentre Stati Uniti e Iran cercano di mantenere aperto il negoziato dopo settimane di tensioni militari nel Golfo, il fronte libanese emerge come una delle variabili più sensibili del confronto. Nella lettura israeliana, Hezbollah è sempre più parte della partita diplomatica tra Washington e Teheran
Perché Usa, Uk e Australia lanciano una iniziativa per proteggere i cavi sottomarini
Le parole del ministro della Difesa australiano Richard Marles allo Shangri-La Dialogue riflettono una preoccupazione crescente tra gli alleati. Le interruzioni dei cavi sottomarini non sono più viste soltanto come incidenti tecnici, ma come possibili strumenti di pressione nelle aree più sensibili della competizione strategica
Le parole di Hegseth da Singapore sono (anche) un messaggio agli alleati europei
Allo Shangri-La Dialogue, il segretario alla guerra Pete Hegseth ha parlato della Cina, ma il cuore del suo discorso riguardava altro: il modello di alleanza che Washington intende costruire nell’Indo-Pacifico. Un approccio più pragmatico, meno ideologico e sempre più vicino alla tradizione strategica asiatica. Appunti per gli alleati europei, che vanno oltre l’amministrazione Trump
Perché la Nato vuole gli IP4 al vertice di Ankara
L’Alleanza Atlantica si prepara a invitare Giappone, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda al summit Nato del luglio 2026 ad Ankara. Più che una scelta ormai protocollare, l’invito riflette una cooperazione sempre più strutturata tra Europa e Indo-Pacifico nei settori della difesa, dell’innovazione e della sicurezza tecnologica
Tra Taiwan e l’IndoMed. L’Indo-Pacifico sempre più dinamico
Negli ultimi giorni l’Indo-Pacifico ha mostrato il proprio volto reale come infrastruttura geopolitica centrale della competizione sistemica contemporanea. Le connessioni stanno diventando più importanti dei territori. Le supply chain più importanti delle frontiere. La resilienza sociale è importante quanto la deterrenza militare. E la fiducia degli alleati importante quanto le capacità operative. È dentro questa trasformazione che bisogna leggere Taiwan, il Quad, Xi e Putin, il riarmo strategico nipponico e lo slancio dell’Indo-Mediterraneo
Il Quad cerca slancio tra Fiji, minerali critici ed energia
Il vertice ministeriale di New Delhi ha prodotto nuove iniziative su porti, sicurezza energetica, sorveglianza marittima e catene di approvvigionamento. Il messaggio politico è chiaro: il formato vuole dimostrare di poter generare risultati concreti nonostante i dubbi sulla sua tenuta
















