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Vi spiego la sinergia tra nucleare pulito e Piano Mattei. Parla Zinzi (Lega)

Secondo il parlamentare della Lega, quella del nucleare di quarta generazione è una strada “non solo percorribile, ma necessaria alla luce delle attuali esigenze del Paese”. L’Italia non deve perdere il ruolo centrale che ha avuto nel passato nel settore perché le nostre imprese hanno già tutte le tecnologie necessarie per prendere parte attiva nella strada verso il futuro che è la fusione nucleare

Siccità, la cabina di regia e il modello Israele. Parla Fazzone

Il presidente della commissione Ambiente al Senato delinea la roadmap degli interventi su cui si concentrerà la cabina di regia del governo sulla siccità: “La ricognizione delle zone nelle quali realizzare il piano invasi, facendo prima una mappatura delle infrastrutture già presenti. L’altro piano di intervento deve essere legato al riutilizzo delle acque reflue e all’implementazione delle nuove tecnologie in questo settore”

La Dc e la buona politica. Da Franceschini a Meloni, parla Casini

Il decano della politica Casini ora senatore dem lancia l’esortazione a “tornare alla politica fatta con metodo, preparazione, competenza e radicamento al territorio”. Il Pd di Schlein dovrà “essere misurato sui fatti. La linea sull’Ucraina deve essere quella assunta da Letta”. E su Meloni: “Ineccepibile in politica estera”

ricolfi

Cospito, le colpe della politica e la polarizzazione (quasi) irreversibile. Parla Ricolfi

“Il caso Cospito, con tutto il suo contorno di pseudo-antifascismo, è semplicemente strumentale a resuscitare la sinistra”. La tempesta perfetta per la polarizzazione del dibattito? “Il combinato disposto governo di destra-destra + elezione di Elly Schlein alla guida del moribondo Pd”. Conversazione con il sociologo Luca Ricolfi

Perché il politicamente corretto nuoce alla democrazia. La versione di Lenzi

Il giornalista e autore televisivo analizza i “mali” delle democrazie occidentali, chiarendo subito un concetto: “Meloni non è parte del problema, anzi si sta muovendo come una vera leader europea”. Per tentare di invertire la rotta “occorre abbandonare il politicamente corretto: solo così si può sperare che le persone tornino a votare”

Sostegno a Kiev e occhio al Mediterraneo. Pucciarelli sull'incontro a Stoccolma

La senatrice del Carroccio, componente della Commissione affari esteri, ha preso parte alla delegazione italiana a Stoccolma. “Una difesa comune presuppone linee di politica estera condivise tra gli Stati europei. Questo è funzionale a stabilire anche un altro concetto: la minaccia per un Paese è una minaccia per tutti”. La base di partenza? “Lo Strategic Compass”

La Russa, gli Accordi di Abramo e la vicinanza a Israele. Parla Malan

Il senatore di Fratelli d’Italia sulla visita di La Russa in Israele: “L’interesse di questo governo è quello di rafforzare sempre di più i rapporti con Israele”. E sul prossimo vertice Meloni-Netanyahu: “Siamo forti sostenitori degli Accordi di Abramo. Mi aspetto un forte impegno dell’Italia”

L'India, le intuizioni di Meloni e l'opportunità per l'export. Parla Quintieri

Il docente di economia finanziaria e membro dell’associazione Italia-India “benedice” l’incontro tra Meloni e Modi a New Delhi. “In passato, non solo l’Italia ma un po’ tutto il mondo, ha concentrato le proprie attenzioni sulla Cina. Adesso che il Paese del Dragone rallenta, quella dell’India è una carta importante da giocare”

Indo Pacifico, G20 e Africa Orientale. L'importanza dell'incontro Meloni-Modi secondo Fassino

In questa intervista con Formiche.net il vicepresidente della commissione Difesa ribadisce l’importanza dei buoni rapporti da tenere con un player fondamentale come l’India, e rimarca la “differenza di sensibilità” sulla questione Ucraina. “Sulla guerra l’India ha una posizione assai prudente e non ha manifestato la solidarietà che l’Italia e l’Europa stanno garantendo a Kiev. Dobbiamo far percepire che il conflitto in Ucraina non è solo un problema occidentale, ma globale”

I profughi ucraini e le condizioni per tornare in patria. I numeri di Ipsos

Il 92% dei rifugiati ucraini tornerebbe nello stesso luogo in cui viveva prima della guerra. E il 12%, tornerebbe nel Paese d’origine nei prossimi tre mesi. A incidere sulla scelta sarebbe anche la capacità di accesso adeguato all’elettricità e all’acqua, ai servizi sanitari, all’alloggio e ai mezzi di sussistenza in Ucraina

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