“A fianco di Kyiv, del suo popolo e delle sue istituzioni”, rivendica Meloni, certa che sostenere l’Ucraina non sia solamente “un dovere morale, ma anche una necessità strategica, perché in gioco non sono solamente la dignità, la libertà e l’indipendenza dell’Ucraina, ma anche la sicurezza dell’Europa nel senso più ampio del termine”
Francesco De Palo
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Meloni ha avuto coraggio a difendere Leone XIV. Orsina spiega perché
“Finora Meloni ha cercato di fare da ponte tra le due sponde dell’Atlantico, e la posizione ha anche una sua ragionevolezza. Era prevedibile che, se quelle due sponde si fossero distanziate troppo, il ponte si sarebbe trovato sotto stress, fino magari a spezzarsi o crollare”. L’analisi del politologo e direttore del dip di scienze politiche presso l’Università Luiss-Guido Carli di Roma, Giovanni Orsina
Gli effetti di Hormuz, si accelera su Yamal e EastMed?
Il punto di partenza per i futuri ragionamenti passa da una considerazione di fondo: il Mediterraneo orientale si trova al centro di una grande trasformazione energetica su scala globale, che se fosse stata sufficientemente programmata avrebbe potuto (come fatto dal Tap durante la crisi ucraina) limitare i danni della crisi a Hormuz. Di contro l’Artico è centro gravitazionale delle (non troppo) future scelte
Il governo va avanti (senza alchimie). Speranzon smonta le illusioni delle sinistre
“Sbaglia il centrosinistra a illudersi che nelle urne referendarie sia nata l’alternativa al centrodestra. La crisi richiede competenza, autorevolezza e pragmatismo di valutazioni e scelte. Meloni nel Golfo e in Algeria per perorare le nostre esigenze di approvvigionamento energetico. Sì alla sospensione del patto di stabilità”. Conversazione con il vicepresidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Raffaele Speranzon
L'Ue apre alla sospensione del patto di stabilità per la crisi a Hormuz?
Giorgia Meloni lo aveva chiesto intervenendo in Parlamento e anche il vicepresidente della Commissione Stephane Séjourné non lo ha escluso se la situazione dovesse peggiorare. Lo chiede la ragionevolezza dei numeri: la metà dei 27 Stati membri del blocco supera attualmente il tetto fiscale del 3%, in 13 superano la soglia del debito del 60%. La chiusura di Hormuz non potrà essere assorbita alle attuali condizioni, ma si renderà necessario una manutenzione straordinaria
Verso le elezioni in Ungheria. Passa da Budapest il destino dell'Ue?
Nessun leader in carica nell’Unione Europea ha guidato il proprio Paese per un periodo così lungo come Viktor Orbán. In vantaggio lo sfidante Péter Magyar, a cui guardano anche investitori e Fmi. Due giorni fa l’endorsement di Vance che si è recato in Ungheria per dimostrare il suo sostegno al leader nazionalista. L’unica certezza è che la sinistra è fuori dai giochi
L'Italia non cambierà rotta, i suoi pilastri sono Ue e Usa. L'analisi di Cangelosi
“Oggi stiamo attraversando uno dei momenti più complessi per la Nato, anche a causa delle difficoltà dell’attuale amministrazione americana. Sarà necessario capire come ripensare l’Alleanza e come rafforzare la difesa europea. Inoltre, è ormai convinzione diffusa che il futuro stesso del continente europeo dipenderà dal modo in cui verrà definita la fine del conflitto in Ucraina”. Conversazione con l’esperto diplomatico Rocco Cangelosi
Da Conte a Renzi. Il confronto in Aula è da campagna elettorale
Le opposizioni si presentano divise nell’esposizione dei singoli leader, come Conte, Schlein, Renzi, tutti in campo per una partita personale in chiave primarie, ma unite dalla mancata volontà di collaborare su quelli che il senatore a vita Mario Monti ha definito “poche cose che si potrebbero fare insieme in questo anno e mezzo che manca alle elezioni”
Nessuna ripartenza, il governo è solido (tra Ue, Usa e Iran). Cosa ha detto Meloni in Aula
Il governo va avanti, precisa Meloni in Aula e lo sottolinea in una occasione che considera “importante” a seguito dell’esito referendario confermativo della riforma costituzionale sulla giustizia e in un contesto sempre più delicato a livello internazionale
Senza materie prime niente sviluppo ferroviario Ue. Le prospettive di Ecr/FdI
Creare una catena del valore europea delle materie prime (che parta dall’esplorazione, passi dall’estrazione e continui per lavorazione, riciclo) è, paradossalmente, ancora più importante delle stesse infrastrutture da costruire. Già nel 2014 la dipendenza delle industrie ferroviarie europee da forniture extra Ue rappresentava un quarto del fabbisogno. Ecco chi c’era e cosa si è detto al Parlamento europeo durante un convegno sulle Terre rare
















