In politica non c’è chi ha ragione o torto in termini morali, come già 500 anni fa avvertiva Machiavelli. Ma non è manco pura immoralità, barbarie. Sono una chimica quasi magica di equilibri delicati. L’attuale polemica tra la premier italiana Giorgia Meloni e il suo partner straniero di gran lunga più importante, il presidente americano Donald Trump, è proprio questo…
Francesco Sisci
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I dilemmi dell'Iran e le scommesse della Cina. Scrive Sisci
La tregua tra Stati Uniti e Iran apre una fase incerta: Teheran resiste ma esce più debole, con economia ferita e leadership divisa. Sullo sfondo Russia in affanno e alleanze fragili. Ma per Washington il nodo decisivo resta uno: come gestire l’ascesa della Cina, vero problema dei problemi strategico. Il commento di Francesco Sisci, direttore di Appia Institute
Da Mao a Xi, la trappola coreana. Perché Pyongyang complica i piani di Pechino
Il viaggio di Xi Jinping a Pyongyang riapre una partita storica mai chiusa: dalla guerra di Corea a oggi, la penisola resta una trappola strategica per Pechino. Tra nucleare, asse con Mosca e riarmo asiatico, la Cina cerca margini di manovra senza perdere il controllo. Il commento di Francesco Sisci, direttore di Appia Institute
L'Italia si salva solo in un modo: aumentando le spese per la difesa. L'opinione di Sisci
Al di là di ogni tifo o speranza, e al di là anche delle tante sue crescenti difficolta il vincitore per ora è solo uno, l’America. Salvarsi con Russia, Iran, o persino la Cina dall’Italia e un po’ ridicolo e certamente perdente. Quindi se partiti e leader vogliono salvarsi hanno una sola strada: aumentare le spese di difesa. Altrimenti, prima o poi, qualcosa andrà storto. La riflessione di Francesco Sisci
Hormuz, Cina e Trump, come cambia il nuovo ordine mondiale. L'analisi di Sisci
Hormuz, dazi, migrazioni e frattura sino-americana segnano la fine della globalizzazione come spazio neutro e l’ingresso in un ordine più instabile, militarizzato e competitivo? Forse è stato raggiunto un equilibrio precario ma prezioso tra Stati Uniti e Cina. Potrebbe reggere fino alle elezioni di metà mandato, e poi si vedrà… L’analisi di Francesco Sisci, direttore di Appia Institute
La coppia difficile. Perché Putin e Xi non possono permettersi di litigare
Russia e Cina restano partner indispensabili ma diffidenti: Mosca cerca maggiore cooperazione, mentre Pechino mantiene distanza e controllo. Tra rivalità, sospetti e interessi divergenti, le tensioni crescono, ma una rottura sarebbe dannosa per entrambe. Il commento di Francesco Sisci, direttore di Appia Institute
Vi spiego i rischi delle polemiche sull'immigrazione. Il commento di Sisci
Il declino demografico europeo incontra l’immigrazione, ma in Italia pesa anche la fuga dei giovani. Una combinazione che accentua fragilità strutturali e tensioni latenti. Senza integrazione e visione, il rischio è un conflitto sociale difficile da gestire. La riflessione di Francesco Sisci
Usa-Vaticano, come ricucire i rapporti. I suggerimenti di Sisci
Il segretario di Stato americano Marco Rubio sarà a Roma giovedì per una visita ad alto tasso diplomatico. In agenda l’incontro con il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, e con Papa Leone XIV. L’obiettivo? Ricucire rapporti messi alla prova da recenti tensioni tra Stati Uniti e Santa Sede. L’analisi di Francesco Sisci, direttore di Appia Institute
Usa-Cina, vi spiego il Tao di guerra e pace. Scrive Sisci
La situazione in Cina è estremamente complessa e non priva di sfaccettature. La sottoccupazione e la disoccupazione urbana si attestano al 40-50% a causa del crollo immobiliare e, oggi, dell’eccesso di produzione industriale. La gente non ha denaro; quindi non consuma; quindi l’economia si regge su sussidi statali ed esportazioni. L’analisi di Francesco Sisci, direttore di Appia Institute, alla vigilia della visita di Trump in Cina
L'Italia si governa antifascista e repubblicana, o salta tutto
Cosa tiene ancora insieme oggi l’Italia? Se il Paese rinuncia ai fondamenti repubblicani e antifascisti che ne hanno segnato la rinascita dopo il 1945, mentre crescono spinte territoriali, sfiducia reciproca e nuove dinamiche geopolitiche europee, rischia di indebolire sé stesso dall’interno
















