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Gianluca Zapponini About Gianluca Zapponini

Gianluca Zapponini, romano dal 1985, giornalista professionista dal 2016, papà di una bimba e gran goloso di notizie. Nel 2010 fresco di laurea di Scienze Politiche sono approdato a Milano Finanza, per restarci oltre 4 anni. Quotate, mattone, giochi, una spruzzata di politica ma soprattutto tanta tanta finanza pubblica. Poi il passaggio dalla carta stampata all'agenzia finanziaria MF-DowJones e infine l'arrivo a Formiche.net.

La Cina alza il tiro, ora Panama è un affare di Stato

Messa alle corde dallo stesso governo panamense e scalzata dalle compagnie europee, il Dragone passa dalle cause legali alle minacce, provando a fermare il lento, ma inesorabile, passaggio di consegne dei due scali agli estremi del canale. Ma così facendo rischia di spalancare le porte ai nuovi potenziali concessionari

Dopo la Russia, l'Iran. Il grande gioco degli asset congelati

Sono oltre 100 i miliardi di beni riconducibili all’Iran sui conti correnti sparsi per il mondo e messi sotto chiave dagli Stati Uniti. Soldi ai quali un Paese in costante rischio svalutazione non può rinunciare. Per questo i fondi di Teheran sono una nuova leva negoziale

L'Iran sgambetta la Cina. Gelata sull'export cinese

A marzo le vendite all’estero sono crollate, a dispetto di previsioni molto più ottimistiche degli analisti. Colpa della chiusura dello stretto di Hormuz, che non risparmia nemmeno il Dragone. Il quale alla fine si scopre esposto alla crisi iraniana tanto quanto il resto del mondo

Perché aumentare le tasse sul fumo può non essere una buona idea

Dalla notte dei tempi, quando si ha bisogno di soldi, si aumenta il peso del fisco sui prodotti da fumo, tradizionali e non. Una scelta che spesso e volentieri porta più svantaggi che benefici, a cominciare dall’alimentare il mercato illegale. Semmai, servirebbe maggiore uniformità a livello europeo. I risultati e gli spunti dallo studio Logista-Ipsos Doxa

Il Pil frena e i prezzi salgono. Il prezzo di Hormuz secondo il Fmi

Il World economic outlook, diffuso a margine degli Spring meetings in corso a Washington, paventa la peggiore crisi di prezzi e approvvigionamenti degli ultimi anni. Per Teheran saranno guai, ma è tutto il mondo che rischia la recessione

Tra Cina, Usa e Iran. La sfida storica della farmaceutica italiana

Da una parte il rullo compressore cinese, che rischia di vanificare gli sforzi fin qui effettuati da un’industria considerata da sempre un’eccellenza tutta italiana. Dall’altra la crisi iraniana e le sue conseguenze nefaste sul prezzo di materie prime e prodotti finali. Per questo per le imprese del farmaco è tempo di risposte certe, anche dall’Europa. Spunti, riflessioni e speranze dall’evento organizzato a Roma da Farmindustria

Ets, consumi e scorte. Il piano europeo per salvare le imprese

Dopo aver tentennato per settimane e pressata dall’Italia, ora l’Europa batte finalmente un colpo. La prossima settimana von der Leyen proporrà ai Paesi membri una serie di provvedimenti per attutire l’urto della crisi energetica, accogliendo anche le istanze italiane per una revisione della tassazione sul carbone. Ma sul Patto di stabilità nessuna marcia indietro

Sull'energia la fine del tunnel è lontana. Torlizzi legge la crisi di Hormuz

Se davvero gli Stati Uniti vogliono sminare lo stretto che tiene in ostaggio il mondo, bisogna mettere in conto che ci vorranno settimane. Il guaio è che la crisi energetica viaggia a una velocità di gran lunga maggiore. E attenzione agli alleati degli Usa che guardano alla Cina. Conversazione con l’economista e fondatore di T-Commodity, Gianclaudio Torlizzi

Terre rare, ecco l'asse Usa-Ue che sfida la Cina

Bruxelles e Washington sono a un passo dall’intesa che porterà al primo grande mercato dei minerali critici alternativo e antagonista a quello cinese. La rottura del monopolio di Pechino è dunque sempre più vicina. Tutti i dettagli

Petrolio e minerali, il Venezuela riparte dal libero mercato

Nonostante le immense risorse nel sottosuolo, Caracas ha sempre esportato troppo poco greggio. Ma da quando Washington ha messo mano ai pozzi, le vendite hanno superato il milione di barili. E anche sui minerali l’apertura del mercato avrà i suoi benefici

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