Skip to main content

Cosa serve davvero al mercato del lavoro. Scrive Becchetti

Quanto sarebbe bello, invece di sentire soltanto i soliti discorsi e buona musica, anche un gesto concreto che indica una direzione di acquisto responsabile e crea una nuova tendenza sui mercati. E convince i cittadini che se ci coordiniamo e ci organizziamo siamo una forza straordinaria che può cambiare dal basso le cose. Sì perché non solo la storia, come ci ricorda De Gregori in una bellissima canzone, ma anche il mercato siamo noi. La riflessione di Leonardo Becchetti

Il giorno della marmotta e la crisi energetica nel Paese dei pesci rossi. L'analisi di Becchetti

La domanda vera è semplice: vogliamo continuare a essere un Paese vulnerabile, esposto a ogni crisi internazionale, oppure vogliamo costruire un sistema energetico che ci renda più autonomi, più stabili, più competitivi? Perché le soluzioni esistono, sono note, sono già lì. Serve solo decidere di usarle

Non solo Trump, chi e perché premia i leader dominanti e conflittuali. L'analisi di Becchetti

La crisi della democrazia non riguarda solo una leadership, ma l’intero ecosistema informativo e politico che la seleziona e la amplifica. Se il problema fosse solo un uomo, basterebbe attendere il prossimo ciclo elettorale. Ma se il problema è la macchina che premia quel tipo di leadership, allora la questione è molto più profonda. Il commento di Leonardo Becchetti

Dall'euro digitale agli angeli sociali. Le nuove armi contro la povertà secondo Becchetti

Un euro digitale che diventa anche infrastruttura di protezione sociale può rafforzare fiducia, coesione e legittimità democratica. Con una condizione essenziale: la tecnologia da sola non basta. Senza relazioni, accompagnamento e comunità, anche il miglior strumento monetario resta incompleto. La lotta alla povertà richiede insieme moneta, istituzioni e legami. Il commento di Leonardo Becchetti

Il risiko per la contesa dei territori e delle risorse. L'analisi di Becchetti

Possibile che nel mondo di oggi, dove il coordinamento delle masse attraverso gli strumenti digitali può essere immediato, non ci siano meccanismi in grado di trasformare la volontà di pace e di vita normale del 99% delle persone in realtà? Ecco perché la vera sfida strutturale della comunità globale è capire come possono comunità scientifica e civile neutralizzare e riparare quei meccanismi perversi che hanno creato i corto circuiti di cui stiamo soffrendo in questi giorni

Povertà, figli e disuguaglianze. Tre sfide da affrontare nel 2026 secondo Becchetti

Il prossimo anno ci chiederà di affrontare le sfide della demografia, della povertà e delle diseguaglianze. La scelta della relazione, della natalità, di un progetto di futuro è di per sé la scelta di un gioco a somma positiva che richiede però intelligenza relazionale e fiducia nel futuro, che rischiano di essere risorse sempre più scarse tra i giovani. La riflessione di Leonardo Becchetti

Sull'energia l'Italia è una Ferrari guidata troppo piano. Scrive Becchetti

Il problema fondamentale di una svolta energetica sono i colli di bottiglia della burocrazia e della politica in un settore tutt’altro che libero e fortemente regolamentato. Dove è essenziale trovare una quadra che tenga assieme le esigenze dello Stato, dei cittadini e delle imprese. L’analisi di Leonardo Becchetti

Diseguaglianze e patrimoniale al tempo di Elon Musk. L'analisi di Becchetti

Dare mille euro ad una persona sotto la soglia di povertà genera molta più felicità che darli ad Elon Musk. E rende felice, ricca di senso e generativa anche la vita di chi dona se il donatore è individuale. Saremmo in grado nel prossimo futuro di fare scelte che aumentano la felicità aggregata ed evitano l’esplosione di conflitti sociali? Il commento di Leonardo Becchetti

Sanità, salari e pensioni. Come giudicare la qualità di una manovra secondo Becchetti

Bene restituire ai salari parte del valore reale perso con la fiammata inflazionistica degli ultimi anni. Bisogna, invece, resistere sulle pensioni anche tenuto conto dello shock sul sistema prodotto dalla crisi demografica. Il sistema sta in piedi, d’altronde, se la buona notizia dell’aumento dell’aspettativa di vita è accompagnata da un adeguamento verso l’alto dell’età pensionistica da cui possono essere esentati lavori usuranti. Il commento di Leonardo Becchetti

Settimana corta, prossimo “scambio di doni” tra aziende e lavoratori? Il commento di Becchetti

Il 5 gennaio 1914 John Ford decide di aumentare la paga e ridurre l’orario di lavoro dei propri dipendenti. I lavoratori rispondono con meno assenteismo, più fidelizzazione all’azienda, più produttività e meno abbandoni. I profitti aumentano. Il passaggio alla settimana corta (da 5 a 4 giorni di lavoro) è il nuovo scambio di doni dei nostri tempi? Probabilmente sì. Il commento di Leonardo Becchetti

×

Iscriviti alla newsletter