La democrazia americana resta un presidio del mondo libero e per questo è importante mantenere e rafforzare la cooperazione tra servizi italiani e statunitensi tenendo aperta nel lungo periodo la stessa ipotesi di una partecipazione italiana ai Five-Eyes. L’auspicio è che oggi nell’incontro con Rubio Giorgia Meloni tenga il punto criticando con fermezza le accuse all’Italia di Trump, ma che al tempo stesso sia opportuno ribadire la necessità strategica di mantenere la collaborazione bilaterale con gli Stati Uniti. L’opinione di Marco Mayer
Marco Mayer
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La scissione del Pd non serve al centrosinistra. La versione di Mayer
Promuovendo tra i cittadini in modo unitario un equilibrato mix (di partecipazione fisica e di presenza in una piattaforma digitale) la creazione di un polo riformista sarebbe a portata di mano. E aiuterebbe il centrosinistra
Non c’è il terzo polo, c’è una casa riformista da costruire. L'intervento di Mayer
L’Italia resta ancorata a una dinamica bipolare mentre il terzopolismo non decolla. Per i riformisti è tempo di smettere di inseguire illusioni e lavorare alla costruzione di una casa comune europeista, capace di colmare un vuoto politico e rafforzare l’alternativa alla destra
Gli opposti estremismi. Come non ripetere gli errori degli anni Settanta
Gli spari a due militanti dell’Anpi con una pistola ad aria compressa e l’aggressione subita a Roma da Matteo Hallissey e da altri manifestanti è una conferma che sia pure allo stato embrionale potremmo essere vicini ad una riedizione della oscura fase dell’eversione di destra e di sinistra che ha caratterizzato l’Italia all’inizio degli anni settanta. La riflessione di Mayer
L'Iran chiama Mosca. Putin da che parte starà? Scrive Mayer
Nelle prossime ore il ministro degli Esteri dell’Iran Abbas Araghci farà visita a Mosca. Vedremo se Putin tradirà per l’ennesima volta le aspettative di Trump o se viceversa si unirà alla pressione di Washington per spingere l’Iran verso un accordo che elimini la minaccia atomica e tagli il cordone ombelicale che lega Teheran alle milizie armate di Hezbollah e Hamas
Sul decreto sicurezza e i compensi per i rimpatri il centrodestra si è tradito. L'opinione di Mayer
Considerare gli avvocati alla stregua di “agenti governativi” così come criminalizzare i soccoritori in mare non si scontra soltanto con i valori fondanti della Costituzione, ma con il buon senso e con lo spirito di solidarietà che il popolo italiano ha dimostrato di possedere anche nei momenti più difficili della storia della nazione
Medio Oriente, consolidare il cessate il fuoco è l'imperativo morale di tutti
Cessate il fuoco simultanei su Iran, Gaza e Libano aprono una finestra fragile per la pace. Ora servono diplomazia multilivello, aiuti umanitari, missioni di sicurezza efficaci e una linea ferma su Teheran, tagliando i legami con Hezbollah e Hamas per rendere possibile una soluzione a due Stati
Fede tollerante e fondamentalismo dogmatico. Quale frattura secondo Mayer e Fargion
Ispirandosi a ciò che ci hanno insegnato quattro grandi rivoluzioni (inglese, americana, francese e indiana) la politica può rifondare la sua missione in nome dei valori della libertà, del contrasto alle disuguaglianze, della tolleranza e della fraternità. Per questo le parole di Papa Leone si distanziano anni luce dalla concezione della religione come “oppio dei popoli” e danno un contributo prezioso per costruire una politica che parli al cuore di credenti e non credenti. L’opinione di Marco Mayer e Valeria Fargion
Libano‑Israele, il vertice di Washington e il nodo Hezbollah. L'opinione di Mayer
Il primo incontro diretto tra Libano e Israele a Washington riapre un dialogo complesso, segnato da anni di tensioni irrisolte. Senza affrontare in modo credibile le questioni di sicurezza sul terreno, ogni iniziativa diplomatica rischia di restare fragile e di breve respiro
La tregua su Hormuz apre una finestra che l’Europa non può sprecare
Le due settimane di tregua e la riapertura dello Stretto di Hormuz offrono una rara finestra politica. Ma per evitare che resti un’occasione sprecata, Europa, Stati Uniti e partner regionali devono parlare alla parte più pragmatica dell’élite iraniana
















